patrimonio secolare in pericolo


“Ho scoperto (…) che per eliminare gli ulivi si potrà beneficiare del silenzio assenso della regione, quindi li si potrà vendere e deportare senza più bruciarli come facevano alcuni criminali fino a ieri: da oggi in poi i piromani di chiantate diventeranno scafisti autorizzati di ulivi decapitati.

Pietro Santo”

Questo imput dell’amico Pietro mi ha incuriosito e una semplice ricerca on line mi ha condotto qui

dove, l’assessore alla Qualità dell’ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro dichiara: “Leggo di fantasiose ricostruzioni sul tema dell’espianto degli ulivi monumentali e ci tengo a precisare alcuni elementi, evidenziando contenuti che si possono facilmente evincere dalla lettura (che è evidentemente mancata!) dei testi normativi vigenti (l. 14/2007 e successive modifiche tra cui quelle votate ieri dal Consiglio Regionale): in primo luogo quella che tendenziosamente si sta definendo una ‘leggina che autorizza l’espianto’ di fatto nasce dalla volontà di colmare un vulnus della precedente legge che – giova ricordarlo – già prevedeva la facoltà per la commissione di autorizzare l’espianto e che, contenendo il limite temporale di tre anni dall’approvazione, avrebbe esaurito la propria funzione di tutela al termine del 2011. In questa ottica quindi la Regione ha normato in tutela del vincolo sugli ulivi monumentali, non per eliminarlo ma per rafforzarlo scongiurando il pericolo di un espianto selvaggio”.  Clicca per leggere tutto.

Comunque: occhio alla penna… meglio seguire da vicino.
pertini di Andrea Pazienza

Sempre a proposito di patrimonio secolare, con questa immagine un pensiero va a Sandro Pertini qui rappresentato da Andrea Pazienza un grande artista ricordato ieri sera da Roberto Benigni. Un pensiero che il grande Presidente dedicava a tutti noi.

Informazioni su smemorato

senza nulla a pretendere
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4 risposte a patrimonio secolare in pericolo

  1. Pietro Palmisano ha detto:

    Quel Galantuomo è ormai lontano da noi anni luce, quasi come la nascita di Cristo. Come l’anno “0” di duemila anni fa, la scomparsa di Sandro Pertini, che potremmo definire un autentico santo dello Stato e del Paese, segna il confine tra un’epoca di umanesimo da perfezionare giorno dopo giorno e l’era successiva della barbarie più crudele.
    Alla vigilia di Natale 2011 abbiamo fior di professori disposti a piangere in pubblico per certificare la loro buona fede nell’inculare i propri simili. Che infamia!
    Pietro Palmisano

    • aliante ha detto:

      A piangere ci vuol poco, occorre però capire per chi si piange; la commozione, piangere con, è esercizio difficile in chi esercita o “deve esercitare” potere, è perciò che, nella mia ingenuità, assegno qualche attimo di pazienza in più alla mia concittadina Ministro. Aspetto ancora che si corregga il tiro, anche perchè sospetto alle spalle dei prof., qualche gioco delle parti, in attesa della campagna elettorale prossima ventura: prima facciamo vedere il peggio, poi facciamo qualche piccola concessione e portiamo a casa il grosso, alla faccia del popolo minchione. Però se chi ha in mano il pallino (oggi più cinese che americano) non decide di cambiar gioco saranno “affari” nostri.

  2. aliante ha detto:

    Una “calima” di olio:
    un post in tema dell’amico Domenico.

  3. Pingback: s.o.s. olivo di Puglia | Il blog dei cegliesi nel mondo

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