tam tam


 ahi Ceglie

… questa mattina ho avuto notizia che, durante i lavori di rimozione di intonaci all’interno del complesso monumentale [Convento dei Domenicani], sembra, siano venuti alla luce, poi rimossi, affreschi che potrebbero essere di grande valore storico e culturale. Porzioni di intonaci, con parte di affresco, sono stati prelevati da alcuni cittadini dal furgone che portava via le macerie.
Dall’interrogazione urgente del consigliere comunale Tommaso Argentiero.

Mi pare sconcertante, questa continua omissione di protezione del patrimonio artistico, in continuità con coloro che a suo tempo coprirono a calce gli affreschi. Quest’ultimi hanno almeno l’alibi di averli comunque tramandati in attesa dello… scalpello.

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senza nulla a pretendere
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18 risposte a tam tam

  1. Pietro Palmisano ha detto:

    Basterebbe chiamare i carabinieri! Se vogliono intervenire…
    Pietro Santo

  2. carolemico ha detto:

    Ciao a tutti, pur non essendo di Ceglie (ma di origine cegliese, mio nonno paterno era nativo di Ceglie), mi piange il cuore vedere e sentire che una delle citta più antiche d’Italia ci tiene cosi poco al suo patrimonio storico e culturale. A questo punto farei una proposta già che ci siamo perche non buttare giù il castello, tra lo spazio ricavato da questo ed il suo giardino sai che parcheggio ne viene fuori. E’ una vegogna, all’estero una semlice pietra (dubbia) viene messa in una teca di pietra, noi qui abbiamo un immenso capitale culturale e storico (invidiato da tutto il mondo) e non solo che lo lasciamo andare a male, lo distrugiamo direttamente e volontariamente. Viva l’Italia.
    carolemico.

  3. Pietro Palmisano ha detto:

    Al nostro procugino di “Masseria Nuova”, Palagogna, che mostra così alti sentimenti per i reperti cegliesi, quelli di pietra, voglio raccomandare i reperti viventi della nostra cultura, la nostra campagna con gli…ulivi!
    Sarebbe bello sentirgli dichiarare lo stesso affetto per le pietre e per le piante della nostra terra!

    Pietro Santo

  4. Pietro Palmisano ha detto:

    Mi riferisco espressamente alle critiche mosse da alcuni “contro” i provvedimenti della Regione in difesa degli ulivi secolari, che, secondo gli stessi, sarebbero più utili alla nostra gente “come legna da ardere”! Dice che costa meno tagliare gli ulivi che raccogliere le olive: e ne sprecano di parole in questo esercizio inutile. Io mi rompo…
    Grazie di tutto! Ciao
    Pietro

  5. carolemico ha detto:

    Ciao a tutti. Allora, volevo rispondere al carissimo Pietro Palmisano, ha messo tra virgolette quel Masseria Nova come volesse dire qualcosa di offensivo, non tocca, perchè in effetti il primo nome di San Michele era Masseria Nova, è storia risaputa, poi direi al signor Palmisano di rivedere la cartografia del Comune di Ceglie, la masseria Palagogna, anche se confinante con S. Michele appartiene a Ceglie Messapica.
    Io non ho mai denigrato o offeso le piante di ulivo, specialmente le piante secolari, l’ho anche specificato che io non taglio le piante dal di sotto, ma le lascio in vita, le piante sono li non è che si possa nascondere, anzi diro di più le piante da cui ho ricavato legna negli anni scorsi si sono riprese e per la cronoca stanno meglio di prima avendo rimesso rami nuovi e giovani e non sono rami malati e pieni di lebbra come i rami originali (i quali erano malati e tarlati ed al primo acenno di vento rovinavano a terra), quindi gli alberi sono sempre li, se eventualmente nella vana speranza che fra qualche anno i prezzi delle olive tornino a salire posso sempre ricominciare a raccogliere. Ma poi scusa gli altri le piante non le potano?, solo che io poto più a fondo, lasciando le olive e le loro foglie dove cadono non faccio altro che fertilizzare le piante stesse.
    Non ho mai criticato le disposizioni regionali nel voler proteggere gli alberi secolari (perchè poi solo gli alberi di olivo? *), semmai mi sono scagliato contro alcuni personaggi politici che cavalcando l’onda del malcontento popolare per la questione delle olive cercano di tirare acqua al loro mulino. E contro chi compra le nostre olive pagandole a 15 euro e anche meno, facendovi sopra ingenti guadagni, non solo ricavandone olio in loco, ma anche caricandole e portadole in posti dove le rivendono dalle 30 ai 60 euro.
    Quindi caro amico (almeno io ti considero tale) non facciamoci la guerra tra poveri, non facciamo il gioco di qualcuno, la solita storia, dividi et impera, e noi ci caschiamo sempre.
    Io non taglio le piante per il gusto di farlo, anzi dai un’occhiata a questo post che dovrebbe chiarirti in parte il mio amore per le piante in generale.
    http://carolemico.myblog.it/archive/2011/05/08/quercia-gigante.html

  6. Pietro Palmisano ha detto:

    Caro Lemico
    tu dici che non tocco. Io volevo proprio toccare e mi sa che ci sono riuscito e ne sono felice.
    Volevo toccare, lo ripeto, non offendere.
    Non dubito del tuo amore per le piante e per la natura in genere e, se anche io ne dubitassi, che importa? La vera cosa importante è che tu ci tenga alle piante dei tuoi genitori e dei tuoi nonni. Anche alle querce, nelle varie specialità presenti nel nostro territorio. Importante è che tu le ami, non conta che un pinco pallino come me lo metta in dubbio!
    Ma da come ne hai parlato non si capiva bene. O, meglio, io non l’ho capito bene. Te ne chiedo scusa.
    Palagogna sta poco dopo “la marina” e “natalicchio” e vive insieme al ricordo della mia tenerissima età: era una delle ultime fermate dell’autolinea prima di “Massaria Nuova”, per chi andava in direzione di San Vito e Brindisi. Ricordo ancora le fogge e tante altre cose belle.
    Quel trullo è un tesoro inestimabile, cerca di averne cura.
    Pietro Santo

    P.S. -Anche 70 alberi d’ulivo sono un piccolo tesoretto, specialmente per dei pensionati come noi due.

  7. carolemico ha detto:

    Riciao. No, quel trullo come il terreno intorno e la quercia non mi apparengono, magari avessi un trullo sul mio terreno, ho solo una lamia di tufo, che già quando venne comprato da mio padre era in cattive condizioni, purtroppo e irriparabile, l’anno scorso ho dovuto spendere un bel po di soldi, non sapevo che non era iscritta al catasto, lo stesso geometra chiamato per registrarla mi disse che non ne valeva la pena conveniva buttarla giù e risparmiare i soldi, l’ho fatta registrare ugualmente con la speranza di poterla ricostruire un giorno.
    Forse nel mio primo post ho dato l’impressione di voler criticare Ceglie, ma se ho dato questa impressione mi scuso, non era assolutamente questa la mia intenzione, come ho già avuto occasione di scrivere alre volte anche su questo blog (forse, non ricordo bene l’ho fatto quando usavo il pseudonimo “primooultimo”, Giacomo sicuramente ricordera i vari post sulle cappelle votive, in pietra, nelle campagne cegliesi) Ceglie dopo San Michele è il paese che ho più nel cuore (tra l’altro vi ho lavorato per quasi dieci anni è ho conosciuto parecchie persone) per cui a leggere certe cose mi sento tirare in ballo come se fossi un cegliese. Quindi le mie critiche non sono rivolte alla massa della polazione ma a chi permette o lascia che avengano certe cose.
    Non per nulla i nostri vecchi dicevano S.Michele e Villa Castelli sono figli a Ceglie.

    • smemorato ha detto:

      Sono certo della comunanza che ci lega, l’età non più verde e la nostalgia d’un tempo duro ma per noi addolcito dalla tenerezza dell’età, ci predispone sicuramente alla conservazione del ricordo sustanziato da terra rossa, alberi e umani manufatti. Purtroppo i moderni mordi e fuggi non sempre sanno apprezzare o accomunare sentimento e sostanza. A loro interessa solo la sostanza a breve, figuratevi se possono capire i nostri avi che piantavano la magghiola già certi che mai ne avrebbero potuto raccoglier frutto.

  8. … i miei nonni paterni abitavano a Massaria Nova e venivano a Ceglie per “pigghjà a pinzion’ ” Usavano dire che “sammichel’ er na scattogn-l di Ceghji “. ma il dialetto dei nostri coetanei, quando andavamo a trovare per la visita i nonni, non ci sembrava proprio uguale…

    • smemorato ha detto:

      le confluenze di sanvitese, cegliese e francavillese hanno prodotto certamente un dialetto nuovo, ma certamente somigliante; qualche differenza l’avvertivo anch’io nel parlato del mio bisnonno Felice enfiteuta in contrada cutugn’ di massarianov’

  9. … alcuni pezzi di terra rossa sparsi qua e là (possedimenti ?) alla “sardell’ ” con relativo trullo trascorravamo parte della lunga estate assolata senza alcun minimo pensiero di leggere un libro, fare eventuali compiti, oh dolce far niente che mi ha “allungato” la vita per farmi lavorare fino ad 80 anni!!!!!

    • smemorato ha detto:

      … si sciucav’ culli spacciuemm’ jacchiat’ jintu u vel’, surdat’ american’ verd’, indian’ marron’ culli casun giall’…
      gli anni ci servono, i ricordi aumentano

  10. carolemico ha detto:

    Ciao a tutti. E si i ricordi, specie quelli di gioventù sono una bella cosa, pero di contro c’è il fatto che come disse una volta uno (non ricordo chi), “quando cominciamo a ripiangere troppo insistentemente il nostro passato è segno che stiamo invecchiando”.
    Maledetta vecchiaia, ma chi la inventata?, chi?, fatemelo sapere che gli voglio dire due paroline dolci, molto dolci.

  11. Pietro Palmisano ha detto:

    Io direi piuttosto vecchiaia benedetta! Benedetta vecchiaia che ti fa vedere i figli grandi, magari i nipoti e perfino i pronipoti….
    Credo che la nostra società è molto cambiata in peggio!
    Spero per voi in un buon Natale!
    Pietro Santo

    • smemorato ha detto:

      Io credo che tutte le età, ci danno buoni frutti, quando sappiamo raccoglierli, quelli brutti vengono da soli e dobbiamo affrontarli senza incrementarne il peso con la nostra azione. Il cambiamento in peggio a cui accenni, caro Pietro, temo dipenda proprio dalla nostra incapacità di affrontare di petto le situazioni negative, tiriamo a campare!
      Che il Buon Natale ci appartenga!

  12. smemorato ha detto:

    Le novità sul caso le trovate dal diavo(letto).

  13. smemorato ha detto:

    Ceglie M.ca, 08/02/2012

    Argentiero sui lavori di restauro dell’ex convento S. Domenico

    Di seguito riportiamo integralmente una interrogazione inviata da Tommaso Argentiero, Consigliere Comunale di “Noi con Federico” al Sindaco e, per conoscenza, al Presidente del Consiglio Comunale, al Segretario Comunale ed al Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Ceglie Messapica

    Oggetto : Ceglie Messapica. Ex convento di S. Domenico. Lavori di restauro

    Premesso che:
    -nel Comune di Ceglie Messapica sono in corso i lavori di restauro e adeguamento degli impianti tecnologici dell’ex convento di S. Domenico, finanziati dalla Regione Puglia con fondi PO- FERS 2007 -2013 Asse IV linea intervento 4.2 , per il tramite dell’Area Vasta Brindisina;
    – in data 15.12.2011, lo scrivente, consigliere comunale di Ceglie Messapica, inviava al Sindaco e per conoscenza alla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici della Puglia, un’interrogazione urgente nella quale si chiedeva di verificare l’opportunità di sospendere immediatamente i lavori di rimozione degli intonaci all’interno dell’ex convento di S. Domenico, considerato che, all’interno del complesso monumentale, erano venuti alla luce alcuni affreschi;
    – nella stessa interrogazione si chiedeva al Sindaco di interessare Enti competenti per la tutela e salvaguardia dei beni storici e artistici, per verificare l’opportunità di eseguire saggi sulle pareti dell’ex convento di S. Domenico;
    – in seguito alla segnalazione dello scrivente, in data 20 dicembre 2011, la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici della Puglia effettuava un sopralluogo presso il complesso monumentale, e in data 22.12.2011 inviava al Comune di Ceglie il Verbale del sopralluogo;
    – nel Verbale la Soprintendenza verificava la fondatezza della segnalazione, e prescriveva, al Comune di Ceglie , la necessità di un’indagine stratigrafica da eseguirsi negli ambienti oggetto di intervento.

    Considerato che:
    – ad oggi, non si evince nessun atto amministrativo da parte del Comune di Ceglie Messapica finalizzato ad ottemperare a quelle che sono state le indicazioni da parte della Sopraintendenza per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici della Puglia;
    – i lavori di recupero dell’ex convento di S. Domenico continuano, senza alcuna garanzia di tutela e salvaguardia del bene;
    – in data 02.02.2012, con Determina n. 82, il Responsabile dell’Area Lavori Pubblici del Comune di Ceglie Messapica ha rideterminato il quadro economico per i lavori di restauro del convento di S. Domenico senza fare alcun riferimento alla necessità di un’indagine stratigrafica.

    Tutto ciò premesso e considerato,
    evidenziata l’assoluta e ingiustificata inerzia dell’Amministrazione Comunale e del Sindaco di Ceglie Messapica, si chiede un Vostro autorevole e specifico intervento per garantire il corretto recupero dell’ex convento di S. Domenico.

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