reperti messapici oritani oggi al GR


Il blogger di Oria, Franco Arpa è stato intervistato dal G.R. Rai. L’ho ascoltato in auto, tornando a casa, al GR delle 17:30, mi è tornato in mente che Franco tratta l’argomento da parecchio tempo, infatti già nel 2008 ne avevo trattato qui.

Per approfondimenti visitate il suo sito: http://www.arpa-oria.com/, anche La Stampa di Torino si è occupata del caso.

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10 risposte a reperti messapici oritani oggi al GR

  1. Ormai i vescovi di questa “chiesa” sembrano affamati “venditori” di aree edificabili.
    Ho cercato la visione aerea di quel campetto per legittima curiosità, perché nella mia età verdissima mi sono azzardato a fare da educatore in quella casa.
    Si tratta di una brutta botta al cuore. E pensare che i padri (vincenziani) facevano una vita quasi francescana! Se si escludono il direttore e l’economo (dei quali non si può parlare meno che bene!), che per muoversi avevano un’autovettura nuova (fiat) della congregazione, gli altri facevano autentica vita monacale e tiravano avanti grazie alle “elemosine” che raccoglievano i loro confratelli quando andavano in giro a predicare novene e tridui (eravamo alla metà degli anni sessanta). Alla faccia della povertà: chi è il padrone di quel campetto doppiamente sacrilego?
    Per Mimino: caro Mimino hai pisciato proprio fuori con i siti!

    Pietro Santo

  2. Vedi Smemorato, non è sale sulle ferite ricordare alla nostra gente questi atti criminali.
    Capisci quanto è lungo lo strazio per gli scempi che questi nostri cosiddetti “sovrintendenti” hanno permesso?
    Quanto è cospicuo il furto che certi “pastori” hanno fatto alla comunità?
    E quanto grandi le offese alla natura oltre che alla storia?
    Perché tu dovresti sapere anche del seminario estivo a Campomarino, abbattuto per farne speculazione edilizia a favore del turismo balneare di lusso!
    Ti illudevi che lo scempio fosse stato fatto a pochi alberi e ad un vecchio acquedotto romano interrato in quel di Brindisi, al rione Cappuccini?
    Pensavi che solo l’attuale sindaco di Oria, che io chiamavo confidenzialmente Mimino, quand’era sindacalista, ne abbia le scatole piene di siti archeologici.
    Pensavi che quelli che fanno pranzi in difesa del patrimonio naturale artistico e culturale li avresti incontrati anche a fare barricate per difendere questi beni? No! Poi faranno dei libri fotografici, di lusso, pregiati, che rivenderanno a caro prezzo, con gli scatti di quei reperti morti ammazzati e sotterrati in discarica: i primi a comprarli a nostre spese saranno regioni, provincie e comuni!
    Controlla per credere.
    L’importante è apparire sempre tra i benefattori, come il pio fondatore dell’impero sanitario del monte delle meditazioni e cercare di tenere coperto il fango! Magari con l’aiuto e la complicità di “clientele” compiacenti e ben nutrite.
    Tanto il popolo, questo nostro popolo, dimentica nel giro di un giorno e se ne strafotte se equitalia ha spinto alla morte qualche decina di sfortunati debitori incapaci di evasione.
    Pietro Santo

    • smemorato ha detto:

      Ti ricordi quando scrivevo che amavo lanciare sassi nello stagno e provocare cerchi sempre più larghi, sempre più frequenti tanto da renderlo più visibile e più ossigenato? Non è questo che continuiamo a fare, con testardaggine cegliese? Non ci stanchiamo, gutta cavat lapidem, tanto per non lasciare solo agli intelligentoni il latinorum. 🙂

  3. ceglie ha detto:

    Non si possono ignorare le proprie radici. I Messapi si ribellano!

  4. pliniosenior ha detto:

    Il Comune di Ceglie ha chiesto ai cittadini informazioni su giacimenti radioattivi e di rifiuti tossici.

  5. smemorato ha detto:

    potrebbe accadere anche a Ceglie, questo è il titolo di un post che potrete leggere direttamente cliccandoci sopra: LA “NON” TUTELA CEGLIESE

  6. carolemico ha detto:

    Ciao a tutti. Non è giusto trattare cosi le vestigia dei propri avi, è una vergogna.
    Io in un post avevo scritto scherzando che già che c’erano potevano buttare giù il castello e farci un parcheggio, questi va a finiere che lo fanno per davvero, accidenti a loro. Ma questi dei vincoli storici e archeologici se ne fregano altamente.
    Un vecchio che conoscevo (ormai deceduto da molti anni) diceva sempre bisognerebbe usare la zappa ma non per zappare la terra, per zappare le loro zucche.

  7. ceglieterrestre ha detto:

    Un caro saluto al nuovo blog ciao Smemo

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