poveri & ordinari


Ci hanno avvelenati coi loro debiti, come fecero anni fa con le così dette “tigri asiatiche”, ora tirano la rete con le agenzie di rating ad orologeria. Ma ci sono i cinesi e gli indiani che possono papparsi loro e noi. Da parte nostra abbiamo fatto di tutto per metterci alla mercé di questi signori, abbiamo fatto più volte passi più lunghi delle nostre gambe e ci siamo calati nella globalizzazione senza paracadute. La dismissione continua di imprese produttive a favore di delocalizzazioni e gestione di marchi, non può essere attribuita ad altri che a noi.

standard e poor's

Standard & Poor’s

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7 risposte a poveri & ordinari

  1. pliniosenior ha detto:

    Vuoi dire: “Chi ha colpa del suo mal pianga se stesso”?
    Bisogna reagire. Prendere atto che le tre agenzie di rating operano in conflitto di interesse. Assumere come inaffidabili i loro verdetti. Istituire subito un’agenzia di rating europea. Allineare la Bce alle caratteristiche della Federal Reserve.

    • smemorato ha detto:

      Certo che occorre reagire, ma riconoscere i propri errori serve a rendere più produttiva la reazione, quantomeno a evitarne la reiterazione. Purtroppo il conflitto di interesse non è percepito dai mercati che sono guidati proprio da chi ne determina l’indirizzo.

  2. Caro Smemorato
    sono d’accordo con te sia sull’autocritica sia sulla necessità di una reazione più tempestiva che sia possibile. Credo però che la reazione non può consistere nel creare agenzie europee o territoriali in concorrenza e contrapposizione con quelle intercontinentali. La migliore reazione, la più efficace che immagino, consiste nel rifiutare la logica e gli strumenti della finanza imperialistica o globale (se piace di più questo termine…). La sicurezza …più sicura è stare fuori e allontanarsi da queste trappole.
    Caro Smemorato
    tu ne sai certamente più di me. Tu sai che la “finanza” è quel paradosso di mostro morale e materiale che riesce a vincere ogni guerra usando soltanto eserciti di soldati in …”fotografia”.
    Non ti fa vedere un chicco di grano o una goccia di petrolio ma te ne fissa in anticipo anche di due lustri il prezzo! La mostruosità più mostruosa che si possa immaginare.
    Bisogna dirlo agli angoli delle strade che non è il costo del lavoro a determinare il prezzo del pane e del latte, ma sono le “scommesse” che si bestemmiano ogni giorno sul “futuro” prezzo di qualsiasi bene a decidere della vita e della morte dei nostri figli!
    Questi non hanno intenzione di rinsavire. Dalle agenzie di “valutazione” fino al nostro ministro della Difesa oggi dall’Annunziata, non intendono cambiare di una virgola i loro programmi.
    E allora così sia! Facciamo a meno delle Borse e dei loro strumenti satanici con ogni mezzo.
    Così vogliono e così sia: si possono demolire le Borse, si possono cancellare i debiti usurari, si può tagliare le mani ai ladri. E via discorrendo.
    Ieri Ponzio Pilato è andato dal capo del Sinedrio, per avere la sua alta benedizione e le mani libere nel tartassare ulteriormente il popolo. Fuori nella grande spianata del Tempio gli scherani di Pilato randellavano i poveri dimostranti. Così sia.
    I miei “voti” sono per una società senza sfruttamento, una società i cui “valori” più reali e consistenti siano al massimo ortaggi e verdure!
    Abbasso le Borse, abbasso le caste, abbasso i cappucci.

    Pietro Santo

    • smemorato ha detto:

      Chi può darti torto caro Pietro? Il fatto è che siamo tutti “dentro la finanza” volenti o nolenti. Uscirne per rifondare una nuova era dell’economia reale, del fare, è una sfida che dovrebbe essere appannaggio di tutti, ma manca la volontà. Guadagnare senza fare è più comodo che rischiare capitali e lavorare, tireranno la corda al massimo prima di tornare indietro.

  3. small ha detto:

    MILANO (Reuters) – Il pm di Trani Michele Ruggiero ha lasciato nel pomeriggio assieme ad alcune persone in borghese l’ufficio milanese dell’agenzia di rating Standard and Poor’s dove oggi si sono svolti degli accertamenti disposti dalla procura pugliese.
    Ruggiero – titolare di un’inchiesta su presunte anomale oscillazioni di borsa tra 2010 e 2011 che vede indagati alcuni esponenti di S&P e di Moody’s – uscendo dagli uffici dell’agenzia ha detto di non voler rilasciare dichiarazioni.

    Le due agenzie di rating hanno negato ogni addebito.

    “Stiamo lavorando a 360 gradi”, aveva detto in precedenza a Reuters oggi al telefono il pm di Trani, senza aggiungere ulteriori dettagli.

    “E’ un momento delicato, non possiamo dire nulla”, ha spiegato lasciando la sede dell’agenzia l’avvocato Giuseppe Fornari, legale di S&P, che stamani, entrando negli uffici milanesi, aveva detto di essere stato informato dai colleghi romani e di sapere solo che si trattava dell’inchiesta di Trani.

    Stamane l’agenzia di rating, tramite una nota, aveva confermato le anticipazioni giunte da due fonti, una investigativa e una vicina all’agenzia stessa.

    “Standard and Poor’s è sorpresa e costernata da queste indagini sulle sue valutazioni indipendenti. Le accuse fatte sono del tutto prive di fondamento e senza merito e con forza difenderemo le nostre azioni, la nostra reputazione e quella dei nostri analisti” dice l’agenzia.

    • smemorato ha detto:

      TRANI – Il premier, Mario Monti, e il presidente della Consob,Giuseppe Vegas, potrebbero essere ascoltati come persone informate dei fatti dalla Procura di Trani per l’inchiesta sulle agenzie di rating S&P e Moody’s. E’ quanto trapela da fonti vicine all’inchiesta che non escludono che le audizioni possano avvenire prossimamente.

      A quanto è dato sapere, le due audizioni sono ritenute utili dagli inquirenti a seguito delle dichiarazioni rilasciate dal capo del governo e da Vegas dopo il declassamento del debito sovrano dell’Italia da parte di S&P del 13 gennaio scorso, da A a BBB+.

      L’audizione del capo del governo potrebbe riguardare anche gli atti e le iniziative seguite al declassamento.

      La società di rating Standard & Poor’s è formalmente indagata dalla Procura di Trani nell’ambito dell’inchiesta per market abuse e insider trading. L’annotazione del nome della società nel registro degli indagati per market abuse è stata fatta perchè il pm inquirente, Michele Ruggiero, procede sia penalmente nei confronti dei tre analisti indagati sia nei confronti di S&P con riferimento alla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Anche per questo motivo venerdì 27 gennaio sarà ascoltata a Trani dal pm Ruggiero la responsabile legale per l’Italia di S&P, Maria Pierdicchi, in qualità di testimone. Pierdicchi, a quanto è dato sapere, si presenterà in Procura con i suoi avvocati essendo la società che rappresenta indagata.

      L’attività di S&P e quella di Moody’s sono al centro di due procedimenti paralleli avviati dal pm Ruggiero che ipotizza a vario titolo i reati di aggiotaggio, manipolazione del mercato e abuso di informazioni privilegiate. La Procura di Trani, in particolare, accusa S&P di aver fatto anche trapelare sulla stampa la notizia del declassamento del rating del debito sovrano dell’Italia (da A a BBB+) nel tardo pomeriggio del 13 gennaio, a mercati ancora aperti, in anticipo di circa quattro-cinque ore rispetto all’orario previsto. (GdM)

  4. smemorato ha detto:

    A partire dalla seconda metà del XIV secolo lo sviluppo di numerose città italiane si blocca a causa di una pesante crisi economica: molte grandi banche falliscono perchè i sovrani stranieri non riescono a restituire il denaro preso in prestito per condurre le campagne militari, e le popolazioni, già decimate dalle continue guerre, sono colpite da carestia e da terribili epidemie come la peste nera del 1348. (Manuale di letteratura italiana per le scuole medie inferiori)

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