Torre Guaceto salva?


Il Presidente della Provincia di Brindisi Massimo Ferrarese ha negato l’autorizzazione allo scarico delle acque reflue del depuratore di Carovigno nel Canale Reale e nell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto. La decisione ha suscitato grande soddisfazione del Comitato “Salviamo Torre Guaceto”. L’Acquedotto Pubblico Pugliese aveva chiesto l’autorizzazione il 18 febbraio 2011. Tale scelta, supportata da una volontà di intervenire in maniera decisa sulla qualità delle acque, attraverso l’attivazione dell’impianto di affinamento delle acque degli impianti di depurazione di Ceglie Messapica, Francavilla Fontana, Latiano e Mesagne, permetterà il riutilizzo delle acque per fini agricoli e la confluizione delle acque depurate non nel Canale ma nell’invaso del Cillarese. La “battaglia” è nata dal basso con il coinvolgimento di 2.500 persone di tutta Italia che hanno aderito alla petizione sul web. Il comitato, comunque, rimarrà vigile e presente per salvaguardare l’Area Marina Protetta.

Si tenga conto che la foce del canale Reale dista 900 metri dall’habitat prioritario Praterie di Posidonia presente nel SIC Torre Guaceto Macchia san Giovanni. Grave quindi la minaccia per la biodiversità dell’Area (inserita nella Lista delle Aree Specialmente Protette del Mediterraneo per la Convenzione Biodiversità di Barcellona), in caso di messa in funzione del depuratore; si tratterebbe di uno scarico in mare di 10.000 m3 al giorno, di acqua dolce depurata ricca quindi di materiale organico sospeso che avrebbe avuto notevoli conseguenze ecologiche, provocando una variazione locale della salinità e uno spostamento verso un sistema eutrofico, anche a causa della bassa profondità e scarsa motilità delle acque della laguna. Il peggioramento dello stato di salute del posidonieto accellererebbe per l’aumento della sedimentazione.

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5 risposte a Torre Guaceto salva?

  1. gianni_G ha detto:

    ma non sei fermo… Bene

  2. ceglieterrestre ha detto:

    Le praterie di posidonie patiranno, come stiamo patendo noi. Un caro saluto anche a Ceglie

  3. smemorato ha detto:

    BRINDISI – Proficuo l’incontro svoltosi ieri tra il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, e l’amministratore unico dell’Acquedotto pugliese, Ivo Monteforte. I temi: il depuratore di Carovigno e l’impianto di affinamento di Mesagne. La strada per la tutela dell’ambiente è tutta in discesa. Wwf e Legambiente d’accordo. Il meeting finalizzato a definire i problemi tecnici che, allo stato attuale, impediscono il funzionamento di alcune strutture già disponibili, come la condotta sottomarina di Torre Guaceto e l’impianto di affinamento delle acque mesagnesi. Per quanto riguarda, l’annosa questione del depuratore di Carovigno, a fronte di una richiesta di autorizzazione avanzata lo scorso febbraio dall’Aqp alla Provincia, gli Enti hanno deciso di individuare una soluzione che eviti che gli scarichi dell’impianto finiscano direttamente nel Canale Reale e quindi nell’oasi di Torre Guaceto. Come Massimo Ferrarese aveva già comunicato di aver deciso la scorsa settimana.
    L’impegno dell’Organo provinciale nella salvaguardia della riserva marina però non si limiterà alla mera negazione dell’approvazione per lo sbocco della struttura di Carovigno nella zona A dell’Oasi. La Provincia procederà con la bonifica del prezioso Canale reale, da anni inquinato dall’immissione dei reflui provenienti da Ceglie Messapica, Francavilla Fontana, Mesagne e Latiano.

    Leggi l’articolo completo sull’edizione di Senzacolonne oggi in edicola.

  4. smemorato ha detto:

    Un risultato di grande rilevanza in campo ambientale è stato ottenuto stamani a Bari nel corso di una conferenza di servizi a cui hanno partecipato i rappresentanti della Regione Puglia, della Provincia di Brindisi, dell’Acquedotto Pugliese, dell’Autorità Idrica Pugliese, del Consorzio ASI di Brindisi, dell’Autorità di Bacino e dei Comuni di Brindisi, San Vito dei Normanni, Carovigno e Francavilla Fontana. In discussione l’entrata in funzione, sollecitata più volte dalla Provincia di Brindisi, dell’impianto di affinamento delle acque di Mesagne, realizzato proprio dall’Ente guidato dal Presidente Massimo Ferrarese.

    La Regione Puglia si farà carico del finanziamento conclusivo di un milione e mezzo di euro e quindi si potrà procedere con una tabella di marcia particolarmente rigida che prevede sessanta giorni per la progettazione dell’intervento, novanta giorni per il bando di gara e sette mesi per la realizzazione delle opere. Il tutto, pertanto, si concluderà nel marzo del 2013 con l’entrata in funzione dell’impianto attraverso cui sarà possibile far confluire i reflui dei depuratori di Ceglie Messapica, Francavilla Fontana e Latiano che attualmente finiscono nel canale Reale e quindi nelle acque di Torre Guaceto, determinando un effetto inquinante.

    “E’ evidente che questo risultato – afferma il Presidente Ferrarese – rappresenta un elemento di grande positività per il territorio in quanto si elimina un danno ambientale di notevoli proporzioni che attualmente pesa sull’oasi di Torre Guaceto. Abbiamo lavorato sodo per due anni per giungere a questo punto e nell’ultimo mese abbiamo intensificato i contatti tra tutti i soggetti interessati proprio per rimuovere qualsiasi tipo di ostacolo. Non esagero, pertanto, nel dire che quella di oggi è una data storica per il nostro territorio e per la sua tutela”.

    Nella stessa riunione si è discusso del depuratore di Carovigno e l’Acquedotto Pugliese ha proposto di realizzare un impianto di affinamento delle acque ad hoc per lo stesso impianto, in maniera tale che nel canale Reale possano terminare acque depurate ben oltre la tabella 4, in quanto rispondenti a quanto previsto dal decreto ministeriale 185/2003. Si tratta, pertanto, di acqua perfettamente riutilizzabile a scopi irrigui. E’ evidente, a questo punto, che la Provincia, a fronte di tale fatto nuovo, si impegna a convocare una apposita conferenza di servizi con tutti gli enti, compreso il Consorzio di Torre Guaceto, per il più utile percorso autorizzativo.

    “In questo modo – ha concluso Ferrarese – Torre Guaceto viene tutelata nel migliore dei modi dal punto di vista ambientale, così come si rende utilizzabile a scopi industriali l’acqua dell’invaso del Cillarese, con benefici notevoli per l’agricoltura e per le aziende della zona industriale di Brindisi”.

  5. Pingback: torri costiere in pericolo | Il blog dei cegliesi nel mondo

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