mandorla cegliese


Dal sito del Gambero Rosso apprendo che ancora una volta, l’inestimabile patrimonio gastronomico del nostro paese ha rischiato di essere soppiantato da prodotti industriali, meno qualitativi ma più economici; ancora una volta un Consorzio, fatto di persone determinate a preservare le tradizioni e le piccole realtà artigianali, è sorto per difenderlo.

Protagonista di questa storia è la mandorla brindisina, in realtà le mandorle, visto che sono almeno 40 le varietà esistenti nell’Alto Salento, sebbene in costante diminuzione. Il cattivo di turno è, invece, la mandorla californiana che arriva in Italia in grandi quantità grazie alla produzione industriale, già pulita e pronta per essere lavorata: che sia piena di antiparassitari e antimuffe a quanto pare importa a pochi, soprattutto se a beneficiarne è il prezzo finale dei suoi derivati.

Ma, come in ogni storia che si rispetti, per fortuna c’è un eroe: un neonato Consorzio della mandorla brindisina, localizzato nel piccolo comune di Ceglie Messapica, nota per i mandorleti e per i dolci a base di mandorle. Sono ben cinque, infatti, le prelibatezze che caratterizzano questo territorio che il Consorzio accoglierà sotto la sua ala protettrice: il biscotto di Ceglie Messapica (già presidio Slow Food), il confetto riccio di Francavilla Fontana, il fico mandorlato di San Michele Salentino, la mandorla zuccherata (detta “il ciuffo”) di Cisternino e la pasta reale di Villa Castelli. Ceglie Messapica continua quindi nella sua recente tradizione di difesa del suo patrimonio culturale legato alla biodiversità e alla gastronomia, coinvolgendo le località sorelle della provincia.

Presentazione del Consorzio la Mandorla Brindisina
Domenica 5 febbraio 2012
Ore 18.00 Castello Ducale
Ceglie Messapica – per maggiori informazioni clicca qui!

Informazioni su smemorato

senza nulla a pretendere
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20 risposte a mandorla cegliese

  1. gianni_G ha detto:

    uuuuu che buono il fico mandorlato! è un ricordo della mia infanzie e giovinezza

    • smemorato ha detto:

      Da bambino i fichi mandorlati erano le mie “caramelle” preferite. Quante sane calorie! …andavano bene anche i fichi secchi 🙂

  2. pino santoro ha detto:

    Sicuramente andrò a documentarmi di persona alla presentazione di domenica. Anche se fresco di polemica (http://pinosantoro.altervista.org/blog/biscotto-californiano-o-bufala-da-profitto/) nutro buone speranze per un prodotto genuino che fa da base ad altrettanti prodotti genuini.

  3. carolemico ha detto:

    Ciao, certo è una buona cosa è meritoria, solo che purtroppo arriva leggermente in ritardo, a causa dei prezzi di mercato oramai scesi al minimo storico (60-80 euro a quintale, ricordo che 40-50 anni fa un quintale di mandorle poteva anche spuntare le 250-300 mila lire, e allora erano veramente tanti), dicevo, parecchi possessori di piante di mandorle le hanno letteralmente estirpate o lasciate andare senza più sostituirle. Si è preferito incentivare l’ulivo e lasciar perdere il mandorlo, peccato.
    Certo i prodotti locali a base di mandorle erano e sono un vero capolavoro e una sinfonia di sapori, ultimamente si stanno riscoprendo quegli antichi sapori, ma la mandorla paesana viene usata solo in casa, i forni o le industrie oramai si rivolgono ai mercati esterni, purtroppo.
    La raccolta e la lavorazione delle mandorle qui a S. Michele portava lavoro a centinaia di persone (soprattutto donne).
    Speriamo che questa bella iniziativa possa veramente sollevare le sorti della nostra povera mandorla e con essa anche tutto l resto dell’agricoltura.
    Questo era un’altro dei capolavori in cui entravano le mandorle. http://carolemico.myblog.it/tag/fichi+mandorlati

  4. Scusate! I prezzi che riportate s’intendono per mandorle non sgusciate?
    Perché non ne parlate con gli amici dei consorzi del “biscotto” e della “fica maritata”?
    Se non usano mandorle cegliesi vanno “sputtanati”!
    Pietro Santo

    • smemorato ha detto:

      La globalizzazione non deve stutare tutto. Se perdiamo ogni tradizione, ogni particolarità siamo destinati a una marmellata informe e anche un po’ puzzolente.

  5. carolemico ha detto:

    Ciao Pietro, certo si parla di mandorle con le bucce (naturalmente pulite dala prima buccia e seccate), per la cronaca per la cronaca un grosso sacco di amndorle puo arrivare al massimo a pesare 50-60 Kg.
    Sarebbe da ridere se pagassero per un quintale di mandorle sgusciate 60-80 euro, per avere un quintale di mandorle susciate ce vogliono almeno tre o quattro (forse più) di quelle con le bucce.
    Come fai a controllare se usano veramente mandorle locali o meno, ci vorrebbe un’autorità preposta, mica possiamo andare io o te a controllare.
    Questa associazione dovrebbe essere dotata del potere di controllo sia sul prodotto finale che sull’intera filiera.

  6. carolemico ha detto:

    P.S ma come mai quando richiamo per commentare mi esce il blog sbembrato, mi tocca scrivere in un quadratino in cui mi appaiono solo due parole alla volta. Sarà il mio pc o e proprio le due piattaforme che sono incompatibili? Mi diventa un problema anche controllare che cosa ho scritto.
    Ciao.

    • smemorato ha detto:

      Penso si tratti di un problema di browser, le piattaforme diverse credo non centrino. Probabilmente tu usi explorer della Microsoft, se è così prova a scaricare firefox è gratis.

  7. ceglieterrestre ha detto:

    Nu bisogna confonne… La mànnole de Cegghije co le mànnole de la California.
    Vabbé listesso de ‘li stracci co le tovaje’.
    Er biscotto bòno ;)ciao a tutti

  8. carolemico ha detto:

    Ciao. Smemo, ci ho provato tempo fa a scaricare Firefox, sarà che doveva succedere o perchè mi sono entrati assieme al files scaricato, mi sono ritrovato con ben tre virus, morale ho dovuto riformattare il PC e non ci ho più provato a scaricare Firefox.

  9. carolemico ha detto:

    Ciao, anche i miei cagnolini preferiscono le mandorle locali.
    In casa ho due pincer (madre e figlio) sin da piccola la femmina andava a prendersi da sola le mandorle in una cassetta in cui conservo le mandorle della mia campagna (il figlio ha imprato dalla madre) le apriva e ne mangiava il contenuto, vanno pazzi per le mandorle, io li lacio fare tanto ne vale la pena per pochi kg. di andarle a vendere? Oramai le raccolgo solo per loro. Lo scorso Natale mi venne regalato una cesta in cui tra le altre cose c’èra una busta con delle mandorle sgusciate, ho provato a mettergliene qualcuna in una ciottola, ancora stanno li. Da notare che sulla busta che conteneva le mandorle era scritto mandorle della California, sara mica per quello che non le vogliono.

  10. pino santoro ha detto:

    Purtroppo, a detta di alcuni produttori di dolci locali (pochi in realtà), che hanno preferito fornirsi direttamente dai contadini che andare dai grossisti, affermano che quelle californiane emanano un tforte tanfo , non si sa se per i conservanti o per il trasporto via mare. I cani avvertono la differenza, e chiamali fessi. Siamo noi che siamo ottusi e schiavi del dio profitto.

    • smemorato ha detto:

      A volte non si riesce a distinguere fra il profitto e l’autodistruzione, il consumatore fregato si allontana dal produttore truffaldino alla prima occasione.

  11. amoleapi ha detto:

    io per mangiare del miele buono me lo sono dovuto fare da solo, faticavo a trovarne anche tra i produttori locali, non aveva più il profumo del miele che mangiavo da bambino, con l’ossessione delle sicurezza alimentare, filtraggio, estrazione appena terminata la fioritura, tutto ciò per dire che i consorzi stiano attenti a mantenere la qualità, se possibile in questo mondo globalizzato, ciao.

  12. smemorato ha detto:

    Brindisi, 08/02/2012

    L’Ass. Mita sul consorzio dei prodotti tipici

    Grande apprezzamento è stato espresso per la realizzazione dell’incontro, svoltosi nel Castello di Ceglie Messapica, finalizzato alla costituzione del Consorzio dei prodotti tipici del territorio, un importante strumento di promozione dell’enogastronomia del territorio provinciale che unisce pubblico e privato in un’azione di marketing legata al cibo.
    Grande affluenza di operatori provenienti dai paesi della provincia e unanime consenso alla proposta avanzata dall’Amministrazione provinciale per il tramite dell’assessore provinciale allo Sviluppo Pietro Mita.
    “Il primo risultato utile di questo incontro – ha dichiarato l’assessore Mita – è stata la costituzione di un comitato di operatori che nel giro di pochissimo tempo darà vita a questo Consorzio. L’obiettivo principale del Consorzio sarà quello di portare tutta una serie di prodotti, che rappresentano l’eccellenza enogastronomica per ogni paese, in maniera unitaria in tutte quelle iniziative in Italia e all’estero dove la Provincia di Brindisi sarà chiamata a partecipare.
    In questo modo ogni singolo prodotto tipico di ogni paese, come ad esempio il confetto riccio di Francavilla Fontana, il fico mandorlato di San Michele Salentino, la mandorla zuccherata di Cisternino, la pasta di mandorla di Villa Castelli, il biscotto di Ceglie Messapica, la copeta, avrà la possibilità di essere promosso contemporaneamente in più appuntamenti che saranno calendarizzati a breve.
    Il Consorzio, aperto a tutti quei Comuni che vorranno aderire, rappresenterà quindi uno strumento strategico ideale per proporre il nostro territorio nel suo insieme mantenendo le singole tipicità incrementando quindi la forza attrattiva e le occasioni di sviluppo per ogni cittadina della nostra provincia”.

    COMUNICATO STAMPA AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI BRINDISI

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