spunti… di vista


“La scelta di vivere la comunita’ nella dimensione Rete e’ nata in campagna elettorale, soprattutto perche’ li dentro, in quella giungla di segni e messaggi, si possono capire tante cose, ci si puo’ confrontare con nuovi linguaggi giovanili, si puo’ capire tanto di cio’ che sfugge all’inchiostro della carta stampata. Ma non ho scelto l’online rispetto al cartaceo solo per questo: semplicemente non ce lo siamo potuti permettere. Se ci fossero disponibilita’ lo farei, per una ragione semplice: un giornale si fa in una redazione, dove si cresce, si discute, si impara a fare un lavoro, dove c’e’ una comunità di lavoro. E’ un impegno alto per chi vuole fare politica. Non penso ad uno strumento di propagamda, ma a uno strumento di crescita e di orientamento”. Nichi Vendola

E dopo i Grillini…. i Carolini

”Non si prenda l’abbaglio di ritenere che di fronte alla crisi dei partiti la soluzione sia offerta dal miracolo delle nuove tecnologie informatiche, dall’avvento della Rete, che fornisce accessi preziosi e stimoli all’aggregazione che non sono sostitutivi dei partiti”

(Dichiarazione del Capo dello Stato).

Spunti… da Ceglie Messapica:

a proposito di eminenti, carismatici e conoscitori…

Informazioni su smemorato

senza nulla a pretendere
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7 risposte a spunti… di vista

  1. cnm ha detto:

    In effetti l’uso della rete nella propaganda politica rischia di mettere in crisi l’intermediazione dei partiti, ma io trovo estremamente democratico avere la possibilità, anche se minima, di dialogare direttamente con i politici via web.

  2. jimmy bianco ha detto:

    “Considero mio dovere riaffermare il principio di legalità, il rispetto delle leggi e delle forze poste a presidio dello stato democratico, come supremo valore costituzionale e fondamento della convivenza civile. L’espressione del sacrosanto diritto al dissenso su qualsiasi scelta e decisione politica e di governo, deve escludere il ricorso a violazioni di legge, violenze, intolleranze e intimidazioni, come quelle che si sono purtroppo verificate anche negli scorsi giorni in nome dell’opposizione al progetto Tav Torino-Lione.” Giorgio Napolitano

    Domanda: i cittadini NO-TAV, in buona fede e non violenti, messi in minoranza anche a causa di questa scelta non violenta, non hanno diritto di essere ascoltati neanche dal rappresentante massimo di tutti i cittadini italiani?

    • Pietro Palmisano ha detto:

      Re Giorgio ha detto che chiunque si mette contro il “bene collettivo” non ha nessun diritto.
      Pertanto chi non acconsente alla costruzione di centrali nucleari, di rigassificatori, di ponti sospesi nell’aria, di mega industrie chimiche e siderurgiche, di miliardi di metri cubi cementati, chi è contro le banche e questa casta politica, tutti costoro sono criminali e non hanno più alcun diritto.
      Gli amici di oggi e di ieri di questa casta possono dire qualsiasi cosa, come l’interdicendo padano re dei padani.
      Pietro Santo

      • smemorato ha detto:

        Certo che questi monarchi padani stanno messi male, non vogliono mai sentire ragioni, salvo si tratti di danarosi protettori di nipotine; da ultimo si viene a sapere che hanno acquisito vizietti romaladroneschi come i vecchi monarchi della mazzetta.
        Il Presidente sta un po’ troppo sulla scena, da ultimo ha anche preso ad anticipare la trama delle sue recite anche a rischio di riscaldare teste già preriscaldate. Quando torneremo ad essere un Paese normale? Un Paese dove i cittadini possono sperare di avere udienza come jb si chiede e ci chiede.

  3. I cittadini, quelli che lavorano, che un tempo si facevano chiamare tranquillamente, senza offendersi, proletari, quei cittadini hanno commesso un grave crimine. Hanno lasciato che i loro megafoni, partiti e sindacati “si corrompessero”, si ossidassero, andando in rovina.
    Hai più visto da vent’anni un politico che parli in nome d’altri che non sia se medesimo?
    E di sindacalisti che parlino di tutti i lavoratori come rappresentati e non come iscritti o non iscritti ne vedi e ne senti ancora molti?
    E di cittadini che si proclamino soggetti di diritti ne conosci molti. E quanti sono i pubblici funzionari che considerino il cittadino come il loro “datore di lavoro”?
    Bisognerebbe far cadere qualche testa e, paradossalmente, l’unico a dirlo, oltre me sottoscritto, è quello che io definisco incapace d’intendere e di volere. E si è già “smentito”!
    Facendo “eco” a Re Giorgio, il nostro presidente cementiere, e apprendista cantante a scuola dall’apprendista vinaio, oggi si rammarica che la rinuncia della BG al progetto di rigassificatore a Brindisi è certamente una occasione perduta per il nostro territorio. Pensa che gli sta facendo “eco” la totalità dei media locali con in testa la redazione del TGR pugliese: senti i dolorosi “lai” di questo esercito di “prefiche” a lutto per la dipartita di tanto dispensatore di tangenti?
    Pietro Santo.

    • smemorato ha detto:

      Ebbene i dolorosi lamenti li ho sentiti, sono giunti anche quassù: “La compagnia ha annunciato di voler rinunciare al progetto. Dopo undici anni, getta la spugna: “Troppa burocrazia”. Ma Vendola e gli ambientalisti diffidano: E’ un colpo di teatro per creare pressioni, in attesa della sentenza contro i vertici della compagnia in Italia, accusati di corruzione falso e occupazione abusiva.”

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