Italy international trend


E’ certo che il premier inglese David Cameron, ha avvertito il nostro Presidente del Consiglio Monti, quando il blitz nigeriano delle teste di cuoio inglesi era sostanzialmente finito e gli ostaggi erano già stati uccisi dai sequestratori. Mentre per capire quanto è realmente accaduto ai marò in India occorrerà attendere che la vicenda si concluda in qualche modo, mentre veniamo attualmente e puntualmente disinformati. Di sicuro l’Italia, a causa di queste due vicende, appare molto indebolita agli occhi della comunità internazionale, il nostro governo è letteralmente spiazzato, nonostante e forse anche a causa dell’intervento diretto del Presidente Napolitano sulla vicenda nigeriana. In ogni caso l’intervento dell’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che via Facebook ha attaccato il governo Monti in proposito dichiarando: “I limiti del governo dei professori emergono evidenti anche in politica estera, ci fanno fare una figura da peracottai. Sono convinto che con il ministro Frattini la vicenda marò si sarebbe risolta subito e positivamente. Solidarietà ai nostri valorosi soldati”, è quantomeno opinabile. Basterà semplicemente ricordare che nel giugno del 2009 il Colonnello Gheddafi scelse per il suo arrivo in Italia una vistosa uniforme scura sulla quale spiccava, all’altezza del petto, una grossa fotografia attaccata come una onorificenza. Si trattava di una fotografia riproducente il momento dell’arresto, operato l’11 settembre del 1931 da parte degli squadroni fascisti, di Omar al Muktar, religioso e guerrigliero libico, che guidò la resistenza anticoloniale contro gli italiani e che è considerato un eroe nazionale della Libia. Lo stesso effetto l’avrebbe avuto Silvio Berlusconi che presentatosi all’aeroporto di Tripoli avesse passato in rassegna il reparto d’onore cantando a squarciagola “faccetta nera”. Ne Frattini, ne Berlusconi ebbero nulla da ridire su quell’atteggiamento offensivo del loro ospite. Insomma la nostra politica estera, basata sul rispetto degli amici e degli amici degli amici, continua a portare anche con il governo tecnico i suoi frutti avvelenati che rendono la nostra caratura internazionale sempre più grigia, indistinta e di scarso peso.

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16 risposte a Italy international trend

  1. gianni_G ha detto:

    Sembra che la Gran Bretagna, per queste azioni, non avvisi mai nessuno. Non credo che Terzi di Sant’Agata, che come professione è ambasciatore, possa essere meno preparato di Frattini, che come professione mi sembra sia maestro di sci.
    Anche la situazione indiana è complessa, forse c’è stato un errore lasciare che la nave lasciasse le acque internazionali, ma per giudicare si deve sapere, cosa che oggi non è possibile.

    • smemorato ha detto:

      A me pare grave e inverosimile che non siamo stati avvisati. I “servizi” ne sapranno qualcosa, mentre i politici hanno giocato a tennis… come d’abitudine.

      • gianni_G ha detto:

        non l’ho detto io, l’ha detto un “esperto” a rainews

      • smemorato ha detto:

        Va bene l’esperto, ma non ti pare grave che sia mancata l’informativa? A noi la prassi britannica dovrebbe importare poco di fronte a un nostro connazionale ammazzato in quel modo, o no?

      • gianni_G ha detto:

        ma se non dicono nulla non puoi incolpare i nostri, gli inglesi sono sempre stati molto diffidenti dei latini e molto presuntuosi

      • smemorato ha detto:

        ok, ma per me i nostri devono essere più risoluti, il capo dell’esecutivo non deve essere surrogato dal Capo dello Stato in materia di politica, men che meno in materia di politica estera, atrimenti addio democrazia…

  2. gianni_G ha detto:

    in questo momento mi sembra che il vero capo sia Napolitano e il governo realizza le sue direttive

    • smemorato ha detto:

      Ecco, appunto, una sospensione della democrazia!

      • gianni_G ha detto:

        più che altro è una difesa della democrazia, perchè il parlamento oggi non è minimamente una espressione di democrazia, ma di oligarchia

      • smemorato ha detto:

        Mettiamola così, i tecnici siano, dal loro posto amministrativo nei ministeri, sostegno ai politici. I governi tecnici devono essere transitori per definizione. Raddrizzando la barca della politica, si torni alla democrazia, la tecnocrazia ci sotterra.

  3. plinosenior ha detto:

    Vorrei fare uno sforzo per guardare con distacco le due situazioni.
    Intanto Terzi credo abbia tutti i requisiti per essere un buon ministro degli esteri in quanto ambasciatore e Frattini è professore universitario. E’ a tutti noto che i giudizi sulle persone risentano spesso del grado di simpatia e di affiatamento tra chi giudica e chi è giudicato.
    A me pare che l’Italia repubblicana in poltica estera abbia sempre seguito criteri di prudenza e moderazione se non obbligata da vincoli di alleanza. Inoltre i segreti della diplomazia non possono essere divulgati per ovvi motivi, se non a cose fatte.
    Se gli indiani sono determinati nelle loro posizioni, non possiamo fare molto. Alzare la voce tanto per soddisfare l’opinione pubblica non serve a nulla. Dovremmo forse attuare un blitz con le stesse conclusioni di quello inglese in Nigeria? Io condanno quell’intervento militare. E’ grave che non ci hanno avvertiti, se è vero che non lo abbiano fatto. Non credo sia la prima volta che accada. Probabilmente non siamo alleati affidabili. All’estero conoscono la farraginosità e l’incostanza delle nostre decisioni in tutti i campi. Lo dice tutta la nostra storia a cominciare dai tempi della prima guerra mondiale.
    Per quanto riguarda il rapporto tecnici-democrazia, abbiano detto più volte che fino a quando il parlamento vota la fiducia all’esecutivo e approva leggi e decreti. la democrazia è salva.
    Io preferisco i tecnici a politici, di qualunque parte, squalificati professionalmente e moralmente. Vorrei sempre un governo tecnico sorretto da una ben precisa maggioranza politica, tranne in casi di emergenza, quando la solidarietà nazionale deve prevalere.

  4. Non vorrei disturbare la conversazione…
    Mentre cerchiamo di spaccare il capello, inutilmente e tanto per ammazzare il tempo, sul diritto internazionale, giustamente preoccupati per la sorte di nostri “concittadini” all’estero, a un presunto mafioso amico e frequentatore di mafiosi è stata restituita l’aureola di “presunto innocente”, al suo amico puttaniere è stata riconfermata la supremazia nel sistema massmediale nazionale e la tranquillità “giudiziaria” con qualche semplice mossa dei suoi leccaculo Gasparri etceteri.
    Tutte le cazzate che Re Giorgio ha firmato non erano lesione e negazione di democrazia?
    La ri-ri-ri-triforma delle pensioni ha un lontano ricordo della democrazia?
    Tutti i provvedimenti di questo e del precedente, per non tornare sempre a Prodi, governo hanno qualcosa di costituzionale? L’elenco è inutile e lungo e comporta sofferenza, riguarda tutta la nostra vita, individuale e sociale, in casa e fuori.
    Vi sembra democratico mandare nostri soldati all’estero a fare da “vigilantes” o “guardaspalle” a meri interessi e materiali prodotti privati, armati con “attrezzi” del nostro esercito nazionale?
    Ci sembra democratico e costituzionale stare contemporaneamente nel mercato mondiale degli armamenti e nei flussi degli aiuti alle organizzazioni umanitarie?
    Noi ci poniamo tante domande perché nelle nostre umili case ci sono tanti specchi, piccoli e grandi che ci fanno incontrare varie volte al giorno con noi stessi, mentre, per somma sfortuna degli inquilini, questo nobile strumento manca nei palazzi e chi vi abita non s’accorgerà mai d’avere la faccia, come si dice al mio paese, piena di m….!
    Questo cosmetico “rrummat” sta in tutti i palazzi, nessuno escluso.
    Pietro Santo

  5. smemorato ha detto:

    Ho sentito in giro: “i tecnici sono una medicina che come tutte le medicine non usate con cura ed attenzione possono diventare veleno”. Corrisponde più o meno al mio pensiero. Caro Pietro l’argomento era la politica estera, ma posso tranquillamente migrare il mio timore democratico sui temi da te citati ed altri. Io ho capito che eravamo tutti davanti al baratro, ora dicono ci abbiano salvati, ma io stranamente mi sento in volo… ma non inaffidabile, proprio perchè so perfettamente che sto precipitando.

    • smemorato ha detto:

      “Vogliamo fare un buco in una montagna, spendendo miliardi per un treno veloce, in un Paese dove basta un giorno di neve per mandare tutto in tilt e dove si fanno saltare i vagoni letto, però abbiamo un mito della modernità che non è mai misurato sul benessere degli uomini e delle donne.” Parole sante di Nichi Vendola che gli italiani non vogliono sentire. Neanche la Camusso, ora…

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