tutto quello che (non) ho


“Mi hanno insegnato che le parole sono come dei corpi viventi, complessi, che si trasformano col tempo e nei luoghi, come le persone e le piante. Come le persone e le piante si fanno conoscere e studiare con affetto, fino nell’intimo, all’origine.
Le parole di oggi sono mutate rispetto a quelle di ieri, ma ne conservano indelebile una traccia come il dna delle persone.” Pietro Santo

(foto Pino Santoro)

Voglio riporre la speranza nel recupero della bellezza, magari dell’essenzialità, del minimo, del reperto…

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9 risposte a tutto quello che (non) ho

  1. Pietro Santo ha detto:

    A proposito!
    Vorrei chiedere agli amici di Ceglie notizie di quel prezioso reperto.
    Qualche anima intelligente l’ha ripulito e restaurato, salvandolo magari dalle offese del tempo e sottraendolo alle esigenze del cemento?
    Voglio dire che per me è stato come una “parola magica” che mi ha fatto aprire la porta di un bellissimo sogno, sublime e irripetibile.
    “Jacobus Niger Aromatarius”, c’ero passato tante volte davanti, l’avevo pure letto distrattamente, ma non avevo ancora imparato bene tutte le parole. Si a scuola, alle medie, ero molto bravo. In latino ero un campione: le desinenze, i vocaboli, la sintassi , i classici, non avevo limiti (perdonatemi, è la verità!). Ma la parola, l’aggettivo, il sostantivo, il nome “Niger”, in tutto il suo completo significato, l’ho appreso bene da grande, molto grande.
    Ogni cosa a suo tempo! Da grande sono passato per le “vostre strade”, si, “caro Domenico e Giacomo, e gli altri”, per le vostre strade senza asfalto e senza basole….
    Per quel che mi riguarda quel prezioso reperto è ormai al sicuro da tutte le intemperie del tempo e dalle offese degli uomini. Il ricordo dell’antica “speziaria” resterà vivo e protetto nella custodia fatta di parole, come in un caldo e morbido bozzolo di seta resistente.
    Chissà che in un vano irranggiungibile tra le sue pareti non ci siano ancora quei preziosi cristalli colorati concretizzati dalle ceneri malvagie della diabolica fornace!
    Pietro Santo

    • smemorato ha detto:

      Lo vedi che faccio bene a riporre la speranza nel recupero della bellezza, magari dell’essenzialità, del minimo, del reperto. Va a finire che bellezza genera bellezza!
      Intanto attendo di poter vedere ed ascoltare Roberto Saviano che ci racconterà… tutto quello che (non) abbiamo insieme a Fabio Fazio.

  2. mimmo ha detto:

    del minimo? del reperto? ma lei è un disfattista, uno che vuol bloccare le opere pubbliche.
    Per farne cosa?
    che gente strana che c’è in giro.
    Peccato, potevamo essere in due in un certo incontro …
    Ahi Ceglie … soldato dell’Armata Brancaleone … oscurato

    • Pietro Santo ha detto:

      …incomprensibile…

    • smemorato ha detto:

      Io ho capito benissimo, caro Mimmo. Sono contento d’essere disfattista nella difesa di quanto vogliono disfare… sono solo pietre dicono, qualcuna con tracce di colore, ma sempre pietre. Beati loro difensori del progresso. Certo, spiace anche a me non essere stato il secondo dei due. In quanto agli oscuramenti non mi preoccupo, ripasso Dante e mi consolo, massimamente quando vedo Benigni che lo ama molto più di me rinnovando la mia antica passione per la Commedia. Se l’amico Pietro è rimasto spiazzato, può capitare non è grave. 🙂

      • Pietro Santo ha detto:

        Tanto spiazzato che quando ci sarà, e ci sarà, una vera edizione di “ECLISSI”, o come la vorremo chiamare, quest’opera che amo come una figlia, sarà dedicata al mio amico Smemorato, Giacomo Nigro.

  3. zino tamburrino ha detto:

    … nel caso ti servisse una comparsa anche di poco conto,un porta-borsa dello speziale io presto volentieri i miei umili natali…cordialmente Zinudd d’ bbasc u’ spiz- !!!!

    • Pietro Santo ha detto:

      L’uomo di fiducia del nostro speziale era Pietro di Castedduzzo, marito di Concettina, detta anche Concita, ancella e dama di compagnia e massaia della Duchessa Isabella.
      Era un giovane fidato, come l’ombra dell’Angelo Custode che ciascuno di noi vorrebbe avere! Molto bravo e di poche parole. Svelto a capire e svelto ad eseguire.
      Pietro Santo

  4. j.b. ha detto:

    Elisa sarà tra gli ospiti fissi insieme a Luciana Littizzetto, nella nuova trasmissione di Fabio Fazio su La 7 dal titolo “Quello che (non) ho”, a due anni dal successo della trasmissione evento “Vieni via con me”. Con Roberto Saviano dalle Officine Grandi Riparazioni di Torino e in contemporanea con il Salone del libro, Elisa canterà le cover cariche di speranze degli anni ’70, a cominciare dalle canzoni di Bob Dylan e Cat Stevens e la musica di Woodstock.

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