oi dialogoi


Gentile Sig. Palmisano,
la redazione del Quotidiano mi ha girato la sua mail. Apprezzo il suo
interesse, tra l’altro ho visto che è nella lista di Roberto Fusco,
l’unico candidato che, ad oggi, ha risposto al mio appello. Ne terró
conto. La mia lettera non è nulla in confronto alle lettere che potrebbero
scrivere molti miei coetanei, in fondo io ho il privilegio quanto meno di
studiare in un’Università che, se non a Brindisi, il lavoro me lo
garantisce altrove. Peró il problema è serissimo e andrebbe affrontato il
prima possibile: Brindisi è una città in piena decrescita dal punto di
vista dell’andamento della popolazione. Non raggiungiamo i 90.000
abitanti, quando 20 anni fa eravamo arrivati quasi a 100.000, e quelli che
se ne vanno sono proprio i giovani i quali non hanno nemmeno la speranza
di trovare il lavoro! Qualcuno dovrebbe farsi carico di risolvere questi
problemi. In ogni caso se vuole rispondere pubblicamente al mio appello,
la invito a visitare il mio blog, dove tra l’altro ha già risposto
l’avvocato Fusco. Questo è il link:
http://radicalchicchismo.blogspot.it/2012/04/lettera-ad-un-rinnovamento-mai-nato.html?m=0

A presto.
Giuseppe

***

Caro Giuseppe
anch’io devo ringraziare il “Nuovo Quotidiano di Brindisi” per averci permesso di dialogare (come te ci contavo meno di niente e sono felice di essermi sbagliato).
Credo di avere realizzato un doppio “bingo”, una doppia vincita alla lotteria. Anch’io incomincio a preferire il web, ma la carta stampata, pur avendo abdicato al suo ruolo di primo mezzo d’informazione, conserva una enorme impotanza nel circuito della pubblicità di alcuni beni e servizi non secondari delle comunità.
Ritengo questo scambio un premio alla mia fede e alla mia testardaggine.
Mi sono candidato per il grande amore per la mia famiglia: mai avrei permesso che i miei figli e mia moglie disertassero le urne per disperato qualunquismo. (…) Perché i giovani come te tardano oltre ogni misura a sposarsi o non si sposano più?
Come mai fanno appena un figlio sulla soglia dei quaranta anni o non ne fanno per niente?
Possibile che con la cresciuta offerta di nuove e moderne costruzioni facciano tanta fatica a trovare la casa? E se la trovano devono portare la fideiussione dei genitori e dei nonni pensionati per poter contrarre un mutuo trentennale (trenta anni di schiavitù alle banche!!!)?
Credo che non t’importi altro della mia vita da brindisino, quando vuoi, però te la racconto.
Ora c’importa capire se c’è soluzione ai problemi che stiamo dicendo.
A via Osanna e a via San Leucio, dove oggi svettano superbi palazzi di bellissimo colorato cemento, un tempo avresti potuto ammirare i resti di una formidabile architettura industriale funzionale e funzionante fino alla prima metà del secolo scorso. Tutto distrutto per far posto ai “bei” palazzi.
Quando i tuoi genitori andavano ancora alla scuola materna, al posto dell’Enichem e dell’Enel c’erano ancora i più ricchi vigneti del nostro Salento, con vitigni di tutto rispetto mai abbastanza sfruttati e riconosciuti. In via Osanna e via San Leucio c’erano anche grandi fabbriche di botti oltre che cantine, molini e oleifici.
Nel porto della Brindisi postunitaria si caricavano navi di tutti i ben di Dio. Anche se le navi sono state sostituite dai treni e dai tir, resta il fatto che questa è una terra fantastica, dotata da Dio e dalla natura di grandi potenzialità. Pensi che non sia adatta a sfamare e tenere allegramente impegnati anche duecentomila abitanti?
Anche se io sono maturo d’età possiamo non ideologizzare il discorso.
Giuseppe,
bisogna costruire una comunità di gente che si trova bene insieme, una comunità in cui tutti troviamo il nostro posticino, una società tale che tutti siamo utili a tutti.
Voi giovani lo potete fare, voi lo dovete fare, è il vostro interesse. Voi potete ancora inventare una politica di servizio, disinteressata, anzi con l’ansia dell’interesse generale, una politica con incarichi gratuiti e a rotazione, per cittadini uguali, senza megacartelloni e “santini” che imbrattano le città.
Tu che ti senti un privilegiato hai il dovere di accogliere questo invito. Io ho messo momentaneamente a disposizione la mia persona per questa finalità, per far vedere a te ed ai miei ragazzi che è vero, che la politica bella è possibile.
Pietro Palmisano

Cosa c’è o c’è mai stato di meglio del dialogo? Le generazioni che si incontrano e non si scontrano, nonostante tutto congiuri contro. Questo è utile! In una congiuntura che rischia di diventare la norma questa è la medicina: il dialogo!

Informazioni su smemorato

senza nulla a pretendere
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4 risposte a oi dialogoi

  1. cnm ha detto:

    Casini a casa!

  2. Pietro Santo ha detto:

    Smemorato dammi un piccolo spazio per questo messaggio:
    Caro Diavolo, lasciami scrivere due righe ad un vecchio amico che mi segue in incognito e con molta discrezione. Grazie per la cortesia.

    Carissimo amico di ieri e degli altri giorni, grazie per avermi dedicato tanta “attenzione”, che francamente ritengo ancora immeritata.
    Se tu mi conoscessi un poco di più di quanto credi, sapresti pure che agli amici non faccio male e non procuro guai, restandomene a distanza di sicurezza, che poi è quella famosa delle libertà individuali e universali: dove cominci tu finisco io!
    Questo enunciato significa pure che se un terzo, mettiamo il Demonio, decide di fare il Sindaco prodomosua, deve scegliersi un posto lontano da me!
    Avrai notato che ho accolto benevolmente e tratto il bene dagli anonimi consigli che mi davi amichevolmente nei giorni scorsi. Io ti ritengo sempre amico e continuo la mia rivoluzione come meglio posso. Chi vuole può rinunciare, ma deve darne avviso agli interessati: se uno si licenzia da un’azienda non può più portarsi appresso l’auto aziendale e non “deve” prender parte alle decisioni.
    Fuori dalla metafora, ognuno di noi può fare quello che vuole, anche io!
    Io ritengo intelligente “l’attenzione” che mi hai dedicato disinteressatamente!
    Purtroppo non è nelle tue possibilità far seguire azioni concrete a queste letture altrimenti molto utili. Sempre amico. Asta la vista.
    Pietro “Santissimo”

    • smemorato ha detto:

      E’ costume italico e pertanto cegliese non gradire e condividere, a volte per invidia spesso per semplice noia, chi si espone con sincerità e coraggio. Personalmente, non concedo grandi attenzioni a questo atteggiamento per niente costruttivo, mi limito a ripeterti con amicizia adelante Pedro!

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