crescita, il nuovo sol dell’avvenire


Angela Merkel, in attesa di conoscere il risultato delle elezioni presidenziali in Francia che potrebbero bocciare la rielezione di Nicolas Sarkozy, da’ ragione al presidente della Bce e rivela di aver preso contatti con il governo italiano per promuovere iniziative concrete per la crescita nel prossimo Consiglio europeo di giugno. «Abbiamo bisogno di crescita, come dice Draghi, che passi attraverso le riforme strutturali. Noi abbiamo bisogno di crescita, crescita basata su iniziative permanenti, non solo su programmi di congiuntura», ha commentato la cancelliera tedesca riferendosi al discorso del presidente della Bce. Ho l’impressione che in Italia, mentre andiamo a gonfie vele con la tassazione, ci diamo da fare anche con le ruote di scorta. Fra l’altro, a ben pensarci, gli assi italo-tedeschi hanno lasciato amari ricordi.

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23 risposte a crescita, il nuovo sol dell’avvenire

  1. gianni_G ha detto:

    effettivamente il problema della crescita è oggi diventato dirompente. Purtroppo la classe politica non ha ben capito di quale tipo di crisi fosse questa, anche se un qualunque economista lo sapeva: è una crisi di sistema che dura parecchi anni e si risolve con cambiamenti drastici delle strutture economiche, sociali e politiche e geopolitiche. da economista l’avevo ben scritto in due articoli dell’ottobre e del novembre 2008

    • smemorato ha detto:

      Sono d’accordo. Io non sono certo che la Sig.a Merkel voglia veramente la crescita dell’Europa. Temo voglia continuare a tenere la Germania in testa al gruppo fregandosene del gioco di squadra, eppure qualche scricchiolio circa la sua condotta dovrebbe averlo avvertito, basterà o dandole corda faremo la fine di Sarkozy?

      • gianni_G ha detto:

        la mia idea è che la Merkel, come Sarkosy e altri non hanno capito un’accidente della crisi, anche perché la precedente è stata coperta dalla seconda guerra mondiale e la precedente risale al ’29. questa sconta una grandissima difficoltà a essere governata anche perché una della cause è la pessima spesa pubblica di tutti i governi, che si sono indebitati oltre ogni limite e senza una reale motivazione.
        La pretesa di riportare il debito pubblico sotto controllo in pochi anni cozza contro la necessità di investimenti per riorganizzare tutto e per migliorare la produttività del sistema

      • smemorato ha detto:

        Beh, le motivazioni purtroppo sono realissime e di becera politica interna. Ora, se continuiamo ad avere una moneta unica e tanti debiti separati, dove possiamo andare? Gli Stati Uniti d’Europa quando nasceranno?
        Cresciamo, ma continuiamo nella incompiuta costruzione!

  2. gianni_G ha detto:

    e fosse solo il debito pubblico, ma abbiamo separato anche la gestione dell’economia e quella della politica estere (che è strettamente legata alla politica economica, anche se non sembra)

  3. gianni_G ha detto:

    eh già! comunque se si guarda l’evoluzione geopolitica degli ultimi due secoli vediamo il continuo declino dell’europa, specialmete nel ‘900 la crescita degli USA, ma adesso il primo posto sembra sempre più essere quello della Cina sia per la potenza economica, sia per il peso politico e anche nel campo della ricerca scientifica sta facendo passi velocissimi

    • smemorato ha detto:

      In effetti sono in molti ad affermare che il debito statunitense (detonatore della crisi) e quello europeo siano in mani cinesi, dopo aver ceduto il lavoro, dovremo cedere tutto il resto ai cinesi?

  4. gianni_G ha detto:

    l’abbiamo già ceduto! Sono convito che certe posizioni in medio oriente siano legate alla penetrazione dell’influenza cinese che sostituisce quella americana, e non dimentichiamo che ora la ricerca cinese sulle energie alternative è forse più avanti di quella americana. non so sugli altri filoni

  5. gianni_G ha detto:

    ti ricordi che la Lente del numero 1 di Spaziodi Magazine è stata sulla cina?

  6. gianni_G ha detto:

    eh si! ma non sono tanto lenti, anzi vanno a razzo.

  7. j.b. ha detto:

    «Abbiamo concordato che il rilancio della
    crescita deve avvenire attraverso un impegno senza tregua per il miglioramento della competitività e non attraverso un ulteriore indebitamento». Così il premier Mario Monti e il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso in una dichiarazione congiunta a Bruxelles.

    In una dichiarazione congiunta il premier Monti e il presidente della Commissione Ue Barroso sono d’accordo «sulla necessità di sviluppare ulteriormente il mercato unico» e di «rafforzare l’applicazione delle sue regole», in particolare con «progressi» nei settori dell’economia digitale, dell’energia e dei servizi.

    • smemorato ha detto:

      A parole niente male, a quando i fatti che ci permettano di spernacchiare le americane private agenzie di rating?

      • Pietro Santo ha detto:

        Non solo le americane private agenzie di rating, ma noi vogliamo spernacchiare anche le banche e la finanza americana che vivono in modo parassitario sulle nostre povere spalle. E’ giunta ormai l’ora di mandarli tutti all’inferno.

  8. Pietro Santo ha detto:

    Scusatemi se sono entrato con uno slogan da corteo, a cui manca il meritato posto di alcuni “alleati” europei.
    Io vorrei dire anche qualcosa di solido, di “tecnico”, se volete.
    Con la storia del “debito” ci hanno messi all’angolo, oppure a terra, e continuano a stuprarci.
    Il debito è diventato un ritornello come il peccato originale, così che dobbiamo sempre soffrire. Peggio: il debito diventa complesso edipico, ce ne dobbiamo vergognare, non si nomina!
    Alla fine non si riduce la spesa per la corruzione, la spesa per la casta, l’enorme spesa per le banche e per la speculazione, e si è costretti a vergognarsi di pensare che l’unico impiego sacrosanto, istituzionale, legale, del debito è la spesa per gli investimenti e per la crescita!
    Allora chi , come Monti o Tremonti o ABC, parlano di crescita senza investimenti sono o ipocriti irrecuperabili o irrecuperabili buffoni.
    Ciao
    Pietro

  9. ceglieterrestre ha detto:

    😦 Ciao Gia’ nun so che commenta’ ! Co sti professori, ciò tanta confusione drénto ar ciarvello. Che dichi sortimo fori da sta vite senza fine?

  10. Pietro Santo ha detto:

    Ho letto l’articolo sui tagli e i consigli e suggerimenti dei politici intelligentoni, da Bersani a Bocchino e Di Pietro…
    Mi chiedo e gli chiedo: ma perché non gli sfilano la sedia dal culo, facendolo rovinare a terra sotto al tavolo?
    Pietro Santo

  11. Pingback: L’illusione della crescita infinita | Il blog dei cegliesi nel mondo

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