non lasciamo vincere la paura


Attentare alla vita di giovani studenti è un atto ignobile; qualunque sia l’origine di questa ferocia inumana occorre andare oltre il dolore – umanissimo e straziante – e non lasciarsi prendere dallo sgomento e dalla paura, non bisogna darla vinta a chi proprio paura e sgomento vuole seminare. Quel sangue innocente che ha bagnato la città di Brindisi, la Puglia e l’Italia colpendo il simbolo del futuro della nostra società,  rappresentato dal senso stesso della parola scuola, va senza il minimo indugio reso oggetto di giustizia.

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13 risposte a non lasciamo vincere la paura

  1. carolemico ha detto:

    Ciao.
    E’ una vergogna, che succedano certe cose, nemmeno nelle zone più calde del pianeta succede questo.
    Povere ragazze, nel fiore degli anni.
    Mi associo al dolore dei loro genitori.
    Per quella gente ci vorrebbe solo la pena di morte.

    • smemorato ha detto:

      Ci vorrebbe una pena! Troppi sono rimasti impuniti.

      • Pietro ha detto:

        Dici bene: ci vuole una pena!
        Noi in piazza stasera abbiamo “soltanto” disturbato la passerella del potere spirituale (dell’arcivescovo) asservito a quello temporale (del sindaco) fasciocomunista.
        Abbiamo lasciato parlare solo Don Ciotti e Vendola.
        Abbiamo anche apprezzato un cartello che recitava “FUORI LA MAFIA DAL PARLAMENTO” aggiungendovi a voce “E DALLE ISTITUZIONI”!
        Non gli lasceremo trarre vantaggio dalla morte di innocenti.
        Pietro

  2. smemorato ha detto:

    Ecco, così si deve reagire!

  3. smemorato ha detto:

    Due persone, identificate dalle riprese di una videocamera di sorveglianza, sono state interrogate nella notte a Brindisi in merito all’attentato a una scuola che ha ucciso Melissa Basso e ferite altre studentesse.

    La pista imboccata dalla polizia esclude dalle responsabilità la mafia e punta invece sul terrorismo. Un sospettato sarebbe un ex militare di professione, con conoscenze di elettronica, e parenti con rivendita di bombole di Gpl per uso domestico. La video camera ha effettuato la registrazione nel cuore della notte, sembra attorno alle 2 del mattino di ieri.

    • Pietro ha detto:

      Caro Smemorato
      io non conosco l’autore o gli autori dell’ultima strage che ci ha colpiti tutti, ma incomincio a distinguere tutti i mascalzoni che ne trarranno “vantaggio”.
      Non confondere, ti prego, queste note arrabbiate con la violenza.
      Chi, fra le Istituzioni, con decisione esclude una o l’altra pista intende dare comunque una risposta falsa e prefabbricata alle domande di giustizia che vengono dal “popolo”, come al solito.
      Così suona l’esclusione della pista mafiosa: state tranquilli voi che urlate “fuori la mafia dal parlamento” perché quest’ultima non c’entra.
      Così, un sindaco appena eletto, indossa la fascia tricolore e sale sul palco come un turista giapponese con la propria fotocamera a riprendere la folla che manifesta e ad insultarla quando questa mostra insofferenza per l’insolente passerella di tanti che col malaffare hanno fatto affari o continuano a farli.
      Così un “pastore di anime” che vanta nel suo “book” la visita ad un sindaco in carcere, la benedizione del cantiere del rigassificatore, l’offesa al testamento della suora, l’alleanza politica con il “potere” locale, ecc. ecc. ecc., sale sul palco per predicare il sonno, invece di gridare all’ingiustizia che indigna anche il Padre nei Cieli.
      Non ci siamo, ovvero siamo alle solite, temo.
      Sarò felice di essere smentito al più presto!
      Pietro

      P. S.- Ieri sera in piazza, nel parterre, c’erano democratici sinceri e disperati, venuti da tutte le parti della regione e d’Italia, sopratutto non rappresentati in questi ultimi giorni dai partiti che hanno “vinto”, delusi e sconfortati, che si sentono i veri e primi destinatari del grave atto intimidatorio.

      • smemorato ha detto:

        Pietro immaginami nel parterre del tuo P.S., anche qui abbiamo manifestato con quello stato d’animo, ma il fatto stesso di essere in piazza è significativo di una reazione positiva contro lo scopo essenziale di chi mette bombe per colpire nel mucchio e quindi impaurire tutti. Quella figlia, quelle figlie strappate saranno i chiodi che impazziranno le teste degli esecutori. I mandanti bisogna combatterli democraticamente!

  4. smemorato ha detto:

    Titoli a effetto e frasi fatte

    Attentato di Brindisi: si stringe il cerchio sul killer: dal confronto con il dna la prova decisiva.

    Ma perchè il giornalismo è sceso così in basso? Stiamo veramente alla frutta se anche il più grande giornale italiano fa di questi titoli. Scontati, irragionevoli. A parte la frase fatta sul “cerchio intorno al Killer” quando invece gli inquirenti stanno in alto mare, ma che senso ha l’altra frase, anche questa d’effetto ma senza senso. “Dal confronto con il dna la prova decisiva”. Cioè quale confronto? Se non hanno idea sul killer e ammesso che sia stata trovata qualche traccia di dna, con chi fanno il confronto? Non è mica come le impronte digitali che hanno un casellario. Il dna ha assoluto bisogno di una comparazione. E com’è possibile la comparazione su un fantasma? Manca solo il testimone che naturalmente è sempre un supertestimone. Mah, che peccato.

    Pino Scaccia

  5. ceglieterrestre ha detto:

    Maledetto!!

    Non lo sapevo… adesso so!
    cosa posso scrivere…
    Fanciulla… solo tu ora sai
    chi ha avuto il coraggio
    di stroncare la tua vita.
    Solo un maledetto senza anima.
    Che possa vivere
    i suoi giorni le sue notti
    dilaniato dal rimorso.
    Solo Dio può perdonare…
    io no!

    franca bassi

  6. Pietro ha detto:

    …e ancora….
    Mi riferisce mia moglie che ieri sera uno dei nostri figli più grandi, un c. d. bamboccione sfigato, facendo zapping sulla Rai è rimasto sconvolto perché ha trovato in “Affari tuoi” un pacco con una bombola dentro….
    Nessun monumento sarà mai abbastanza degno per celebrare la stupidità umana!

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