ricevuto e condiviso o meglio: faccio girare


Il re è nudo. “Why did no one see it coming?”, “Perché nessuno l’ha vista arrivare?” Le persone di una certa età possono permettersi a volte momenti di sincerità spiazzante, tanto più se si chiamano Elisabetta, dimorano a Buckingham Palace e stanno inaugurando l’anno accademico della London School of Economics, tempio del pensiero economico e finanziario mondiale. E’ il novembre 2008, il mondo è scosso dai primi fragori della crisi economica poi esplosa e la regina, davanti all’illustre uditorio, dichiara con disarmante semplicità che il re è nudo. “Perché nessuno l’ha vista arrivare?”. A che serve il Sapere se non aiuta la vita delle persone? Qualche colpo di tosse imbarazzato, attimi che sembrano un’eternità, molti voltano la testa da una parte all’altra come alla ricerca di qualcosa; poi, finalmente, il decano dei docenti prende la parola e balbetta come un giovane laureando: “Beh, ecco, Maestà… nessuno immaginava questo… cioè, intendo dire, in economia e in finanza siamo abituati a consultarci e a fidarci reciprocamente, davvero nessuno pensava che saremmo arrivati a questo punto…”. Straordinario.

La democrazia (degli altri). Forse anche Landru non sfigurerebbe come capo di un governo; molto dipenderebbe dal predecessore. Però bisogna ammetterlo: in Europa, l’Italia non ha eguali. Docenti universitari per diritto familistico ereditario (una vergogna che non ha riscontro nei Paesi civili) uniti a banchieri con cui hanno visionato e certificato per decenni la regolarità dei bilanci di società e gruppi finanziari che hanno portato l’economia al tracollo, decidono ora chi deve fare i sacrifici per risanare il Paese (banche e capitali finanziari no: nessuna riforma del credito, nessuna tassa sui capitali speculativi). Con brutale chiarezza, comunque vadano le cose, ribadiscono un principio: “Comandiamo noi”. Meno male che Repubblica ci tiene aggiornati sulla vera questione democratica in gioco: lo scontro Grillo-Favia nel Movimento 5 Stelle. Straordinario.

Chi è Renzi? I partiti, corresponsabili di tale situazione, cercano riparo dietro una legge elettorale che eviti il tracollo (degli apparati di partito). Sono in affanno, sulla difensiva. Perché? Forse perché in Italia non esiste competizione fra i migliori: specie in politica, siamo un Paese di cooptati e di portaborse. Formigoni e Penati avevano schiere di fidati tirapiedi disposti a qualunque cosa: gli stessi che, il giorno dopo l’avvio delle inchieste, dicevano di non averli mai conosciuti. Non mi appassiona più di tanto la campagna di Renzi per le primarie: avverto però nelle accuse che gli vengono rivolte dall’apparato (la più originale è quella di D’Alema: “Sei di destra!”) il vero problema: se Renzi dovesse vincere, scompaginerebbe assetti interni, gerarchie, incarichi, carriere, posizioni, prospettive. Il centrodestra, abituato da vent’anni a una logica padronale (“io pago, io comando”), pare non avere di questi problemi. Vedremo alle prossime elezioni.

Diritti e doveri civili. Da Milano una ventata di novità importanti in materia di diritti civili. Almeno nelle intenzioni. Dal testamento biologico al registro delle coppie di fatto. Ci sono sensibilità diverse all’interno dell’Amministrazione, tutte da rispettare. A me pare giusto e utile che un governo locale promuova, e magari anticipi, alcune tendenze finalizzate a regolamentare ed agevolare la convivenza fra le persone. Non era nei programmi? La domanda vera è: questa regola serve o no a migliorare la vita delle persone che vivono nella nostra comunità urbana? Piuttosto, la giusta attenzione mediatica al tema dei diritti civili spero non faccia venire meno l’attenzione nei confronti di una serie di incombenze quotidiane. Meno appassionanti, me ne rendo conto, ma urgenti e sulle quali il cittadino misura l’azione concreta dell’Amministrazione. Come, ad esempio, le tante misure locali necessarie (oltre ad Area C) per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo. L’autunno è alle porte. E la salute è un diritto che riguarda tutti, anche senza registri civili.

Fate Girare, grazie!

Un caro saluto,

Enrico Fedrighini
Portavoce Comitato Promotore MilanoSiMuove

http://zatopek4recordolimpici.blogspot.it/

Informazioni su smemorato

senza nulla a pretendere
Questa voce è stata pubblicata in politica e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

10 risposte a ricevuto e condiviso o meglio: faccio girare

  1. Pietro Santo ha detto:

    Offendere tal Landru, paragonandolo a quel sacco di l….. servo dei banchieri, dopo che costui ha avuto tanta faccia di bronzo (la cattedra universitaria può permettere qualsiasi libertinaggio?) da affermare che lo Statuto e l’art.18 sono causa di disoccupazione, può anche essere immensa ingenuità!
    Caro Fedrighini,
    questi, i ministri di questo governo, sono criminali seriali della peggiore specie: i miei non sono vaneggiamenti, perché costoro oltre ad ammazzare per fame milioni di italiani, ci stanno ammazzando anche la residua democrazia.
    E non ci si può consolare, non si può proprio e non si deve, pensando a come poteva essere peggiore chi li ha preceduti!!!
    Dopo un pedofilo può esser meglio un sodomizzatore?
    Io VOTERO’ CHI CANCELLERA’ LORO E LE LORO SPORCHE LEGGI (anche la riforma delle pensioni), oppure NON VOTERO’.
    Non c’era mai stato niente di peggio di questi squallidi laureati.

  2. alter_ego ha detto:

    Il Renzi che chiede il voto a chi finora lo dava a Berlusconi è una anomalia o, se preferite, una primizia. In Italia cambiano più spesso partito i politici degli elettori. I quali piuttosto smettono di andare a votare, ma difficilmente sono disposti a saltare il fossato che divide la destra dalla sinistra. Conosco inglesi che hanno scelto prima la Thatcher e poi Blair, francesi passati dal socialismo a Sarkozy (e ritorno), case di americani in cui le biografie di Reagan e Clinton campeggiano affiancate. Invece in Italia la politica viene vissuta alla stregua dell’altro gioco dei maschi, il calcio. Piuttosto si diserta lo stadio, ma non ci si trasferirà mai nella curva degli avversari: al massimo in tribuna con un biglietto omaggio.

    I politici hanno fomentato questa propensione. Il Pd ha descritto i fan di Berlusconi come trucidi e Berlusconi i fan del Pd addirittura come «coglioni». Uno scontro antropologico, favorito dal sistema maggioritario che ti spinge a votare non chi ti convince di più, ma chi ti fa meno paura. Così i due schieramenti hanno fatto a turno il pieno dei propri fedeli, ma non sono mai riusciti a governare in nome e per conto del Paese intero. Non credo che a questo giro Renzi ce la farà: i suoi compagni di partito, e persino il segretario del Pdl, hanno già cominciato a dire che quando uno di sinistra corteggia la destra significa che è di destra pure lui. Il clima da guerra civile ideologica che ha contraddistinto l’ultimo ventennio ha lasciato troppe ferite da lenire e troppi conti da regolare. Ma arriverà il giorno in cui anche in Italia le elezioni non saranno più un derby né un’ordalia, ma una scelta fra due modi diversi di fare le stesse cose.
    (Buongiorno di Massimo Gramellini)

    Ma quando arriverà quel giorno? Al momento nessuna luce in fondo al tunnel!

    • Pietro Santo ha detto:

      Io credo di non avere mai capito Gramellini: togliere la pensione a una donna che arriva a sessant’anni con un curriculum di lavoro ininterrotto fuori dalle mura domestiche, dentro casa con i figli e il coniuge, dentro casa con congiunti disabili, ed altre rotture e sacrifici, dovrebbero farlo sia la destra che la sinistra???
      Modificare e cancellare lo Statuto e l’art. 18 non è un problema di schieramento, non fa la differenza???
      Tagliare la scuola e la sanità pubbliche per favorire quelle private è indifferente per Massimo???
      E perché mai andiamo a votare? Lasciamogli fare un torneo e alla fine una disfida di barletta, tanto sono cazzi loro!!!

      • alter_ego ha detto:

        Gramellini è un “liberale illuminato” un po’ meno assatanato di Travaglio, ma sempre con un non leggerissimo sottofondo destrorso, d’altronde il giornale di cui è vicedirettore, La Stampa, non è proprio un organo di stampa comunista.

      • smemorato ha detto:

        Credo che Il Gram stavolta abbia toppato nella conclusione del suo buongiorno, non avrà digerito bene il croissant. L’alternanza in democrazia è per forza di cose affare fra diversi: diversi modi di concepire il governo delle componenti della società, non vogliamo chiamarle classi, chiamiamole parti, ma ugualmente vanno armonizzate per la convivenza.

  3. mitop ha detto:

    Gramellini, Fazio ed altri della stessa marca, hanno uno stile democratico light, più morbidi con la sinistra e non abbastanza duri con i conservatori, ciò li induce ad una certa genericità nell’espressione delle loro posizioni che accontenta il lettore/spettatore progressista senza disturbare eccessivamente quello conservatore. Si potrebbe tacciarli di cerchibottismo, ma sarebbe certamente eccessivo.

  4. Pietro Santo ha detto:

    A che punto siamo!
    A che punto siamo?
    Ieri sera sono andato ad un incontro per la costituzione del comitato provinciale per il REFERENDUM per il ripristino dell’ART. 18.
    Eravamo convenuti da tutte le direzioni e dalle periferie più emarginate della così detta “sinistra”. In posti separati e con posizioni differenziate c’erano i vari corrente di SEL (nel senso che ogni componente è una corrente), che nonostante tutte le buone intenzioni di Vendola danno per morto LO STATUTO e vedono il referendum come strumento unico di lotta politica per contrastare questo governo.
    Cambiano di poco le posizioni dei formichi e delle formiche.
    Seguono le posizioni di fuorusciti e rientrati di RC.
    I più vecchi di RC sono radicali (voglio dire estremisti!) quasi quanto me e sognano di poter aggiungere a queste richieste di Referendum anche la proposta di abrogazione della recente legge pensionistica.
    C’erano operai e sindacalisti chimici e metalmeccanici (tutti CGIL) ma oltre a non sapere neanche in quale legge sta l’art. 18 non sapevano neanche dire se erano all’incontro a titolo personale o come rappresentanti sindacali (“la Fiom non ci ha detto ancora nulla”).
    Io mi sono incazzato parecchio senza gridare come faccio di solito, ma non sono riuscito a far dire a tutti i presenti il loro amore per l’art. 18 che tutti ormai ritengono defunto e per suo padre LO STATUTO, di cui pochi hanno sentito parlare.
    Comunque, a parte togliermi la parola un paio di volte, non mi hanno fatto pernacchie. Fortuna.

    Io ce la metterò tutta perché questi referendum si possano fare, ma bisogna anche promuovere discussioni e dibattiti sopratutto tra i più giovani che ormai le ritengono leggi inutili.
    Non hanno torto, con padroni come marchionne e sindacalisti (?) come angeletti e bonanni per non citare altri meno famosi che si annidano nell’unico sindacato.
    La ghigliottina ci vorrebbe.

    • smemorato ha detto:

      Amico Pietro non demordere, non dobbiamo demordere! Purtroppo lo sbandamento di SEL da te descritto, vale per l’Italia intera, anche qui a Collegno la situazione è caotica politicamente ed aggravata persino da beghe condominiali (nel vero senso della parola) che risalgono alle varie divisioni dell’albero comunista. Povero Berlinguer! Credo che si rivolti nella tomba in continuazione: vedere i suoi figli (compresi quelli carnali che sono allo sbando alla direzione di un TG3 ai minimi livelli). Ho intezione di fare di questo tuo commento un post, dopo mangiato e dopo i compiti della scuola ricominciata 😉 un abbraccio fraterno!
      Giacomo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...