L’autista delle slot di Caterina Emili


L’autista delle slot di Caterina Emili (Besa editrice) è stato presentato il 15 settembre 2012 a Ceglie Messapica, in Piazza Vecchia da Arnaldo Travaglini, redattore capo Gazzetta del Mezzogiorno. Vediamo di che si tratta.

Il viaggio di Vittore su e giù per l’Italia è soprattutto un tuffo in se stesso, in un’anima scalcagnata che di sera era abituata a specchiarsi nel vetro delle slot machine del centro di Milano: “Non esiste una risposta completa a ogni vita, stupido io che l’ho pensato. Eppure di questa risposta sento ancora il bisogno. Ho deciso, comunque. Dopo la festa torno a Milano anche se mi rendo conto che partirò senza averci capito nulla”. Eccola la summa del pensiero di Vittore, il protagonista. La storia sta a metà strada tra un noir ed un romanzo di viaggio con una nuance esistenzialista. Uno di quei libretti veloci, ma capaci di rendere omaggo ai luoghi, alla gente e agli odori di questa nostra Italietta. Vittore fa l’autista a Milano. Un pomeriggio, poco prima di rimetterci il posto di lavoro, resta coinvolto in un incidente in cui perde la vita Maddalena, una prostituta del suo paese d’origine in Umbria. La morte della giovane lo turba nel profondo. Non avendo nulla da perdere, ritorna nei posti dove è cresciuto, in mezzo ai cocciari, agli impagliatori, agli artigiani che ancora sussultano alla vista di una bella donna, quasi fossero del tutto disabituati ad una presenza femminile. La permanenza in Umbria è l’occasione per ripercorrere la storia della povera Maddalena: una vicenda intrisa di miseria e di povertà, e che, per qualche ragione, investe tutti quanti gli amici e le conoscenze di vecchia data. Il ragazzo fa i conti con una lunga serie di ricordi, di leggende, usanze dimenticate. Finché si trasferisce in Puglia, per un nuovo lavoro, nella Valle d’Itria a Ceglie Messapica, dove trova risposte che lo ricostruiscono come uomo e come amante. Qui infatti si innamora di Lena, una ragazza difficile, bistrattata dal padre che la crede incapace di tutto. Ma Lena è piena di fascino. Bella con quel suo corpo trasognante e opalescente. In lei Vittore ritrova, forse, uno scampolo di tranquillità.

Una trama semplice, ma intensa e ben calibrata. La lingua utilizzata da Caterina Emili è consapevole ed aperta a inflessioni dialettali, avvalorando, così, questa fotografia del Paese sullo sfondo. La voce del narratore, in prima o in terza persona, sfuma in quella del personaggio principale, alimentando una certa suspense.

Caterina Emili, giornalista, è stata inviato speciale di quotidiani nazionali nel periodo drammatico degli anni di piombo. È stata anche autrice e conduttrice di alcuni programmi radiofonici sulle reti RAI. Nata a Roma, dopo aver vissuto in varie città italiane ed estere, attualmente trascorre metà dell’anno in Umbria e l’altra metà in Puglia.

Info: www.besaeditrice.it

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senza nulla a pretendere
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2 risposte a L’autista delle slot di Caterina Emili

  1. Pingback: L’autista delle slot di Caterina Emili | ma, davvero, davvero? | Scoop.it

  2. mitop ha detto:

    parrebbe interessante

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