mobilitiamoci per l’energia pulita!


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Un eccesso di neoplasie alla pleura nei maschi e di tumori alla laringe nelle donne residenti a Brindisi, una aumentata prevalenza di tumori polmonari tra le donne residenti nel comune di Ceglie Messapica e poi le malformazioni congenite nei neonati e l’aumento dei livelli di inquinanti nell’aria, nel centro di Brindisi, in determinate condizioni meteorologiche. E’ la sintesi delle problematiche di cui si è parlato oggi dinanzi alla V commissione Ambiente della Regione Puglia che procede con una serie di audizioni di esperti e ricercatori sulla “situazione ambientale a Brindisi e nel territorio provinciale”, secondo quanto riferisce l’epidemiologo dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Lecce, Emilio Gianicolo, ascoltato dai commissari.

Una settimana fa è stato ascoltato il primario del reparto di Radioterapia del Perrino di Brindisi, Maurizio Portaluri, che è anche il responsabile dell’associazione Medicina democratica il quale aveva fornito dati per nulla rassicuranti, ribadendo, tra l’altro l’urgenza di rendere operativo il registro tumori oltre che di studi dettagliati, sulla falsariga di quelli a disposizione della magistratura di Taranto, sul caso Ilva. Sono stati sentiti oggi quattro ricercatori dei Cnr di Lecce e Taranto, un esperto dell’Università di Bari, e il sindaco di San Pietro Vernotico, Pasquale Rizzo.
“Abbiamo presentato dieci studi – spiega Gianicolo – già pubblicati su riviste scientifiche nazionali e internazionali. Emergono dati coerenti con studi che si riferiscono ad altre aree con forti pressioni ambientali e si manifesta l’interesse a svolgere nuove indagini”.

Ai consiglieri della V commissione sono stati presentati dati precisi sulle percentuali di tumori nel territorio e di malformazioni neonatali, soprattutto di tipo cardiaco. E’ emerso inoltre che in presenza di venti che soffiano da Est e da Sud–Est, nel centro di Brindisi, si incrementano le concentrazioni di biossido di zolfo che – secondo gli esperti – proviene dal porto e dalla zona industriale e si osservano significativi effetti sulla salute della popolazione.

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2 risposte a mobilitiamoci per l’energia pulita!

  1. Pietro ha detto:

    Sono molto perplesso, caro Smemorato, sulla materia in questione.
    Perplessità che non toccano la necessità di dire subito “basta!” ai vampiri del nostro presente e del nostro futuro e che succhiano la vita nostra e dei nostri figli!
    Non ho alcun dubbio sull’opportunità di radere al suolo tutti questi laboratori di degenerazione materiale e morale della nostra comunità.
    I dubbi aumentano mano a mano che riporto alla memoria episodi della mia vita lavorativa passata e dell’attualità anche cittadina, privata.
    Ricordo, nero su bianco, gli Ispettori del Lavoro, nel lontano ’67, nel cantiere della odiata centrale Enel in costruzione, che si facevano preannunciare dal contabile della ditta di verniciatura per cui lavoravo, e che MAI mi hanno ricontattato per confermare o smentire le dichiarazioni rese verbalmente circa il nostro rapporto di lavoro.
    Ricordo gli Uffici Ispettivi dell’Inail dove nel ’69 hanno scritto e verbalizzato mie dichiarazioni circa il rapporto di lavoro in una azienda metalmeccanica, questa volta nel petrolchimico.
    Ricordo le visite mediche periodiche presso professionisti (medici) pagati dall’azienda per monitorare la nostra salute, mentre non ricordo che abbiano mai monitorato l’ambiente in cui lavoravamo a Taranto, a Piombino, a Civitavecchia, a Brindisi.
    Se mi affaccio al balcone, capisco che nel cantiere edile di fronte a me ci sarà una visita dall’Ufficio in cui lavorava l’assessore provinciale e consigliere comunale tizio: infatti mancano buona parte dei lavoratori neri che ci sono al solito e i pochi venuti a lavorare sono “armati” di tutto punto: hanno caschi e tute nuove, guanti immacolati e scarponi da lavoro supercorazzati e lucidati. Se li chiamo io in quell’ufficio, non vengono, neanche se piango!
    Sono perplesso, perché i dati dell’inquinamento di cui si parla sono sicuramente al ribasso. Io stesso sono stato quattro giorni ospite della Clinica di Medicina del lavoro nel ’98: sono tornato a casa perfettamente sano mentre sulla cartella clinica che ho richiesto dopo un mese ci trovo un campionario di problemi.
    Sono perplesso.
    Sono certo che bisogna demolire tutto e mandare a casa quelli degli Uffici del Lavoro, dell’Inail, e anche della Medicina del Lavoro. Anche i medici che redigono perizie “terze” che costano più degli indennizzi negati ai lavoratori.
    Pietro

    • smemorato ha detto:

      L’ho già scritto, ma è meglio ribadirlo sempre: i nostri politici e i nostri tecnici, di tempo in tempo, scoprono l’acqua calda: sempre pro-domo loro o per deviare l’attenzione del colto e dell’inclita. Non sapevano i politici di allora: che il petrolchimico e la centrale Enel a carbone di Brindisi, che lo stabilimento Italsider e seguenti denominazioni di Taranto, erano destinati a sicuro inquinamento ambientale? Non sanno i politici di oggi che il risanamento ambientale, necessità conseguente alle azioni di quei loro colleghi di allora, è una chimera? Che ci vogliamo, per caso, illudere che un’impresa chimica e/o siderurgica o una centrale a carbone posso emettere dalle loro ciminiere profumi e violette in luogo di miasmi e veleni? A chi la vogliono raccontare?
      Detto questo non sono un luddista, anzi sostengo che l’Italia, per rimettersi in piedi ed essere sempre meno dipendente dalla chimera globalizzazione, deve riprendere in mano l’installazione di industrie produttive che portino lavoro e meno debiti commerciali con i
      nuovi padroni del mondo. Nel contempo la creazione di questo tessuto produttivo deve tener conto del risparmio di territorio: nuove imprese sulle aree delle dismesse o improduttive, applicazione di tutti i costosi accorgimenti difensivi della salute dei lavoratori e degli abitanti delle zone interessate. In questo modo, forse, le tue perplessità, caro Pietro, saranno fugate e avremo davanti la fine del tunnel e delle prese per il culo.

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