complimenti ed auguri al mio “antico” vicino di casa


Il sessantacinquenne Domenico Caliandro, finora vescovo di Nardò-Gallipoli, diventa arcivescovo di Brindisi-Ostuni per nomina del Papa Benedetto XVI, in sostituzione di monsignor Rocco Talucci, dimissionario per limiti d’età. Monsignor Caliandro, ordinato sacerdote nel 1971, ha il dottorato in Teologia dogmatica e la laurea in Filosofia. Il 23 aprile 1993 fu eletto alla sede vescovile di Ugento-Santa Maria di Leuca, mentre il trasferimento a Nardò-Gallipoli risale al 13 maggio 2000. Mons. Caliandro è originario di Ceglie Messapica, dove nacque il 5 settembre 1947 sotto la Diocesi di Oria.

Don Domenico ha conseguito la maturità classica presso il Pontificio Seminario Regionale di Molfetta nel 1966 e, dopo l’anno filosofico passato al Seminario Romano Maggiore, ha proseguito gli studi nella Pontificia Università Lateranense, conseguendo nel 1971 la Licenza in Sacra Teologia, venendo ordinato sacerdote per la diocesi di Oria il 18 marzo dello stesso anno. Mons. Caliandro ha ricoperto i seguenti incarichi pastorali: 1971-1974, Educatore nel Pontificio Seminario Romano Minore; 1975-1978: Vice rettore e poi Direttore spirituale nel Seminario diocesano di Oria; 1979-1980: Parroco di S. Francesco D’Assisi, Oria; 1980-1985: Vicario foraneo; 1980-1993: Professore ordinario di Teologia Morale presso il Seminario Regionale di Molfetta e presso l’Istituto di Scienze Religiose di Oria; 1972-1983: Canonico del Capitolo Cattedrale di Oria; 1981-1983: membro del Consiglio Pastorale Diocesano di Oria; 1989-1993: membro del Collegio dei Consultori di Oria. Il 23 aprile 1993 e’ stato eletto alla sede vescovile di Ugento-Santa Maria di Leuca, e consacrato il 28 giugno dello stesso anno. Il 13 maggio 2000 e’ stato trasferito alla sede di Nardo’-Gallipoli.

Personalmente lo ricordo quando, raramente per la verità, arrivava cu sciarabballe sotte li cappuccine (abitavo di fronte alla stalla del suo cavallo di famiglia, teatro di giochi e litigate col mio amico Angelo Angelini, quando il cavallo se ne tornava alla masseria…). Ero timido, la sua tonaca da seminarista mi incuteva timore. Un grande augurio per il suo alto incarico da cegliese nel mondo.

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6 risposte a complimenti ed auguri al mio “antico” vicino di casa

  1. Pietro ha detto:

    Ho ascoltato di proposito l’omelia in “mondovisione” di mons. Talucci (va matto per i media e questa per lui era una occasione che mai si sarebbe persa) per avere la conferma che in fondo i brindisini non si perdono nulla (per la verità nemmeno gli ostunesi, che potrebbero dire meglio di me, o peggio!). Lui è fermamente radicato alla concezione marxiana della religione, per cui “l’uomo ha necessità di Dio”, non può farne a meno. Da questa concezione antropocentrica della fede discende che missionario è chiunque porti ad altri questo messaggio: “tu hai bisogno di Dio”!
    Eccetera, eccetera, eccetera.
    Spero che il caro “Don Mimino” che ricordo rimetta un poco di ordine almeno nel quotidiano della Diocesi, avvicinandosi alle periferie dei poveri e deboli ed esclusi (anche quelli di colore che non stavano alla Messa in mondovisione) piuttosto che ai palazzi e ai luoghi del potere, diversamente dal suo predecessore.

  2. pietro ha detto:

    Sono qua perché mi è venuto in mente di quando…

    Stamattina, come ogni giorno, mia moglie legge i “culacchi” e poi mi fa la rassegna.
    -Si dà da fare l’arcivescovo don Rocco con le inaugurazioni! Sempre presente, quasi tutti i santi giorni, non ne manca uno che non lo vedi in qualche giornale o cinegiornale!-
    -Questo è il bello dell’essere vescovo, essere sempre visibile nei luoghi che contano.-

    La mia testa funziona come google: appena la parola “arcivescovo” sfiora il mio cervello, lo “schermo-monitor” s’intasa di immagini ed episodi da tempo archiviati, comunque registrati.
    Mi ripassa nella mente l’immagine del Pastore che si reca in pellegrinaggio da Brindisi al carcere di Foggia per fare visita all’exsindaco Antonino.
    Sempre in pellegrinaggio al cantiere tanto contestato della LNG, quelli del rigassificatore.
    Di quella volta che l’Ostia del Santissimo gli sfuggì dalle mani per volarsene in cielo: per me era un presagio sulla figura di questo vescovo strano. Accadde alla processione detta del “cavallo parato”, in cui l’arcivescovo porta in processione per la città l’ostensorio col Santissimo Sacramento, stando in precario equilibrio in sella ad un equino tutto bardato per l’occasione, e protetto da un baldacchino serico tenuto sospeso sopra la sua testa da quattro allenati portatori. Ad un certo punto il baldacchino s’abbassò fino a sfiorare l’ostensorio e l’orlo ricamato del drappo s’impigliò nei suoi raggi dorati, strappando dalle mani del vescovo la sacra reliquia.
    Delle volte che un sito nazifascista e omofobo ha preso a spada tratta le sue difese quando è stato al centro di polemiche per le sue posizioni omofobe e classiste e discriminatorie di alcune scelte di vita dei fedeli brindisini.
    Tante immagini di un prete certamente destroide dichiarato, ma sicuramente cattivo fantino nonostante l’altezza.
    Almeno questo: il nostro Don Mimino starà in sella saldamente!

  3. smemorato ha detto:

    ue Piè… si fort!!! 😉

  4. pietro ha detto:

    Oggi permettimi di aggiungere un piccolo richiamo al Padreterno…
    Se Tu l’avessi mandato all’inizio del 2006 lo Sai quante “cose brutte” avresti evitato?
    Non vorrei farti l’elenco, per non essere pedante, ma anche perché Tu vedi tutto!
    Ma allora, se vedi e prevedi tutto, perché permetti certe cose?
    Io non Ti chiedo un miracolo, non voglio che mi fai ricrescere i denti o mi togli il dolore che ormai mi perseguita la schiena, ma almeno cerca di stare vicino al Tuo arcivescovo Don Mimino.
    Ormai quel ch’è fatto è fatto, ma per l’avvenire guardalo e proteggilo, che non faccia le stupidaggini del suo illustre predecessore.
    Ti prego ascoltami!

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