Primari e primarie bis


Per quanto riguarda l’errore di Nichi Vendola, non sono contento che l’abbia commesso, ma confrontato con le porcate che sono saltate fuori in altre parrocchie mi sento di poterlo perdonare. Mentre non perdono chi, approfittando delle sue posizioni acquisite in anni di nomenclatura comunista, ha fatto fuori da SEL (o li ha costretti ad andarsene) gente come te e Pino. Nichi deve aprire gli occhi su questi signori della rappresentanza di lista, questi controllori della proprietà delle sedi e delle fedi, gli stanno scippando il prodotto della sua fabbrica. Giacomo

Ciao Smemo, se ci fossi stato tu a Ceglie forse le cose sarebbero andate diversamente. Non ti nascondo che all’inizio non l’abbiamo presa bene. Si trattava di una vigliaccata bell’e,’ buona. Col senno di poi invece non posso che ringraziare quel signore CARISMATICO coi baffi. Aveva ragione. Lui era in sintonia con Matarrelli e quindi con Vendola. Caro Smemo, ti ricordo che il buon Nichi ha un altro procedimento penale sul groppone ed inoltre… CI LASCIO’ SOLI nella lotta dei referendum per i beni comuni. Il minimo storico di votanti in provincia. L’AQP e’ una SpA, la Marcegaglia ci incenerisce, le mafie del fotovoltaico e dell’eolico spadroneggiano, non e’ consigliabile ammalarsi, a Manduria si e’ pulito il sedere con le 5000 firme del depuratore, a Brindisi Cerano fuma piu’ copiosa che mai e i bambini di Taranto per stare buoni sono minacciati con un ATTENTO CHE CHIAMO VENDOLA. El Diablo 1959

Domenico, so tutto, ma l’alternativa meno sporca qual’è? smemorato

L’alternativa meno sporca sono … i movimenti! A Brindisi e Provincia ad esempio c’è quello del NO AL CARBONE. Brava gente che nelle elezioni comunali crearono la lista delle Formiche! All’interno di quella lista l’intero Circolo Valletta di SEL che fu epurato dal mitico Matarrelli con la benezione di VENDOLA. Come ben sai le Formiche a Brindisi superarono di botto il 6%. El Diablo 1959

Siccome mi pare un dialogo fra persone sensate, ma con posizioni diverse, su Nichi Vendola che da qualche anno occupa le passioni di alcuni di noi della blogosfera cegliese, mi è parso buona cosa riportarlo qui, sperando di continuare il dibattito anche con l’intervento degli altri amici che condividono le nostre passioni e le nostre preoccupazioni. Dobbiamo trovare una soluzione prima delle elezioni, non possiamo permetterci di perdere un’altra occasione.

Informazioni su smemorato

senza nulla a pretendere
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7 risposte a Primari e primarie bis

  1. Pietro ha detto:

    Voglio partecipare, approfittando anche dell’ora legale…
    Nei giorni scorsi mi hanno colpito due “sputi” di due “politici”, quello nostro “locale” federiciano che apostrofava l’interlocutore “sei un vassallo!” e quello nazionale della signora Boccia (suppongo) che invece all’interlocutore riservava un sonoro “lei non è mai stato in parlamento!”.
    Le due frasi risuonate quasi in contemporanea a diverse centinaia di chilometri di distanza, sono però molto prossime e complementari tra loro per spiegare ciò che accade non soltanto a Ceglie o a Brindisi ma nell’Italia tutta.
    Negli stessi giorni dalle nostre parti più d’uno ha cercato di spiegare ai meno “colti”(?) il significato anche storico del termine vassallo e perché ci si debba, o meno, offendere o risentire nell’essere “colpiti” da tale epiteto.
    Siccome diffido dei “pensatori” istituzionali ed anche di tutti i “professionisti” (mestieranti) della politica mi sono disinteressato alla vicenda, pur non trascurando di fare alcune umili riflessioni ad uso strettamente personale.
    Non è forse il nostro tempo una riedizione del tanto deprecato “medioevo”? Non sono forse evidenti i segni del passaggio delle orde di barbari, lanzichenecchi e mercenari di ogni risma? Non sono forse visibili i grandi centri del potere dei soldi e delle armi?
    Non mi pare peccaminoso paragonare i nostri vari presidenti delle massime istituzioni (perfino il Sommo e a seguire quello del Consiglio), i vari ministri e le “corti” con i funzionari dei vari ministeri
    e le c. d. Autorità di Garanzia, agli imperatori e reggenti di vari e piccoli reami dei tristi tempi andati. Non mi pare peccaminoso paragonare i nostri parlamentari e rappresentanti eletti (è soltanto un gioco) ai vari livelli grazie all’inserimento in liste (o elenchi) predisposte a piacimento delle loro Graziose Signorie. Non è poi molto lontano dalla realtà chi pensa che un consigliere comunale sia un vassallo o valvassino o valvassore, tanto più se a questa posizione si può associare anche la partecipazione o comunione in piccola quota al “potere” dei vari signori delle liste.
    Poi c’è il discorso della signora (credo) boccia, che dice che solo chi passa e siede nei luoghi del “potere” (“si vede che lei non è mai stato in parlamento!”) può acquisire “cognizione” della prassi politica, dell’iter (complicato!!! difficile!!! eterno!!!) delle leggi, del mestiere del politico.

    Il guaio serio, cari amici, sono i signorotti rissosi che si nascondono a volte (spesso) negli abiti dimessi dei più sinceri rivoluzionari che non vedono l’ora di poter toccare o almeno sfiorare il lembo regale dell’Unto che passa, per avere finalmente il piccolo tozzo di potere agognato.

    Non so a Ceglie (lascio al Diavolo la parola) ma a Brindisi il risultato è stato quello dell’assestamento delle poltrone e del consolidamento delle vecchie cupole economiche, politiche e peggio ancora. Col concorso di tutti, con i piccoli personalismi ed egoismi di bottegai pretenziosi.

    Il nuovo sindaco sogna alla fine tendopoli nel fango per immigrati, mentre imprenditori di successo fanno baraccopoli di lusso nel centro della città (questo non lo trovate nei culacchi).

    • smemorato ha detto:

      Oggi pomeriggio, caro Pietro, sono andato a stringere la mano a Nichi Vendola ad Alpignano qua vicino a Collegno: una forza della natura, altro che populista, questo è un grande… non facciamoci oscurare la mente dalle indagini della magistratura per le inezie (anche se moralmente grave la colpa di Nichi dal punto di vista etico mi pare più lieve). Ha parlato una mezzoretta filata seguendo un filo di ragionamento completo e integrando le questioni locali (no Tav in primis) a quelle nazionali a cui mira in questo tour d’Italia per preparare le Primarie.

      • Pietro ha detto:

        (“anche se moralmente grave… …dal punto di vista etico” appartengono alla stessa categoria di valore, forse intendi dire altro? Magari “politicamente grave”?)

        Sono d’accordo sul grande carisma del nostro Nichi.
        Certamente è il più “grande” tra i possibili candidati alla Presidenza del Consiglio.
        Se tu fossi nella sua squadra io lo supporterei senza paura.
        Non sono d’accordo per farlo Presidente mentre i volponi dei partiti gli dettano la squadra di governo: sarebbe un fallimento peggiore di quello in Puglia (politicamente!).
        Vedi che berlusconi non è l’unico delinquente in circolazione. Anche nella cosiddetta “sinistra” c’è un gran numero di delinquenti che curano tranquillamente i loro interessi tessendo rapporti indescrivibili peggiori dell’adulterio e dell’incesto senza alcuna vergogna o senso di colpa. Uno intreccia patti col magnifico marchionne, l’altro si cura il re di arcore, quella si tiene buoni gli amici suoi, quell’altra pensa agli affari di famiglia, tanto l’importante è tornare a occupare i “posti in parlamento” e garantirsi l’obbedienza del governo, quali che siano ministri e sottosegretari.
        A meno che…
        perché non facciamo le primarie nelle circoscrizioni???
        Altro che passo indietro e rottamazione, solo così si potrebbero prendere a calci nel culo i resistenti della poltrona, anche quelli che detengono da anni due poltrone coniugali due.
        GHIGLIOTTINA!!!

      • smemorato ha detto:

        Il termine morale in funzione di sostantivo deriva dal latino moràlia ed ha significato quasi (ecco quasi) coincidente ad etica, oppure è essa stessa interpretata come oggetto dell’etica. In questo caso la morale rappresenta la condotta diretta da norme, la guida secondo la quale l’uomo agisce. Cioè la morale è la regola, l’etica il costume, ma non voglio fare sofismi che lascerei agli avvocati dei delinquenti. Per quanto mi riguarda Vendola non è un delinquente, d’altro canto è indubbio che la sinistra sia piena di delinquenti quanto la destra (forse un po’ meno della destra, ma moralmente più pesantemente), ma; Pietro carissimo, dobbiamo o non dobbiamo fidarci della delega che offriamo ai rappresentanti, in democrazia? E’ certo che, politicamente parlando, spero che Vendola emendi gli errori compiuti, ma per il momento devo fidarmi se voglio che “il meno peggio” mi rappresenti. Il ragionamento mi costa, ma tant’è, devo pur fare qualche sforzo per convincerTi. 🙂

      • Pietro ha detto:

        Anche a me costa.
        Prima di ogni altra considerazione la ragione delle ragioni: oltre Vendola, tolto Nichi, come faccio a esercitare il mio diritto ad essere rappresentato a tutti i livelli della vita democratica del mio paese? A chi affido le mie aspettative, con chi confronto le mie idee, dove trovo risposta alle mie sacrosante domande?
        E poi, se anche mi volesse rispondere, mi direbbe quello che mi rimbomba nella testa da diversi mesi ed anni: mi ripeterebbe i discorsi triti e ritriti per cui abbiamo trattato da venduti i vari dalema e veltroni e letta e ichino e fassina ecc..
        Mi dirà che bisogna fare le grandi opere, che io e te dobbiamo risparmiare, che c’è lo spread, che ci sono i mercati, che gli inglesi ci chiedono i campi da golf e i francesi vogliono la tav, così come oggi in Puglia, a Brindisi, se voglio una prestazione sanitaria urgente me la devo pagare oppure morire.
        Mi piacerebbe sapere che ha un programma suo, esclusivamente suo, oltre al grande carisma. Sarei veramente felice di votare un programma diverso da quello di Bersani (che è lo stesso di casini fini e nani vari).

      • smemorato ha detto:

        Pietro ti capisco, ecco perchè sto meditando, per la prima volta seriamente, di coinvolgermi almeno a livello locale, devo scappare è tardi!

  2. smemorato ha detto:

    Ciao Pietro, grazie all’ora legale che ti ha dato tempo per scrivere! A proposito del tuo ragionamento voglio segnalarti un articolo in cui Sassen, sociologa americana ci illustra i cambiamenti geopolitici odierni.
    «Si torna al Medioevo – Potere in mano alle città-stato»

    Ne “Le città invisibili” Italo Calvino annotava: «La città ti appare come un tutto in cui nessun desiderio va perduto e di cui tu fai parte». È quel «tutto» che oggi ci si mostra quasi profetico, ritratto nitido e potente: la città ha, da tempo, smesso di essere sbiadita emanazione di un governo centrale e (al massimo) scrigno di memorie storico-architettoniche, come è stato in parte del secolo scorso. «Le città hanno un grande potere, oggi. Che in parte deriva da un inesorabile affievolimento degli Stati centrali», nota Saskia Sassen, docente di Sociologia alla Columbia e Visiting Professor alla London School of Economics, ospite del Festival della Diplomazia.

    Già: nel secolo della globalizzazione, ecco un nuovo, inedito potere che attraversa Londra, New York, Roma e Ankara. > continua

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