arancione, alleanza ragionevole?


Arancione, l’alleanza «ragionevole», intervista a Luciano Gallino (8-11-2012) di Daniela Preziosi (Il Manifesto)

SINISTRA GALLINO: C’È GENTE CHE VUOLE SERIETÀ. LE PRIMARIE? SBAGLIATO RENDERLE COSÌ COMPLICATE
La suggestione di partenza, con Luciano Gallino, sociologo del lavoro, oggi non può essere che quel Sergio Marchionne «americanizzatore» delle relazioni industriali, amico in Italia e negli Stati uniti di governi di segno opposto. «L’uomo che ha salvato la Fiat attraverso Chrysler», spiega il professore, «l’avremmo voluto vedere salvare i posti di lavoro in Italia, e poi fare buoni affari in Brasile, Turchia o negli Usa». Il marchionnismo è un tratto di quella che il professore definisce «cattura cognitiva» della politica dei nostri anni: ha dilagato anche a sinistra, ed è tuttora presente nel centrosinistra che si presenta alle primarie. Gallino, con il sociologo Revelli e l’ex magistrato Pepino, è fra i promotori della campagna «cambiare si può» che propone liste «arancioni» alle politiche 2013.
C’è uno spazio elettorale fra le primarie, Grillo e il non voto?
Penso di sì. Girano umori e idee che non hanno punti di consenso se non nella protesta, nel dire «mandiamoli a casa tutti». Ma negli incontri, nelle conferenze, parlando con militanti anche del Pd ho l’impressione che gli elettori siano meglio di quelli che li rappresentano. Ma bisogna offrir loro un’idea di paese diverso. Certo, senza farsi l’illusione di richiamare fiumi di elettori.
Fiumi che si dirigono verso le liste di Grillo. Che però ha un know how mediatico furbo, dalle traversate a nuoto al divieto di andare in tv. Come pensate di fargli concorrenza?
Il nostro manifesto contiene idee, andranno in giro con la forza delle loro gambe. Nessuno di noi pensa di fare nuotate, neanche in un fiume. Avvieremo una discussione con altri mezzi. È un processo già partito. Si tratta di capire fino a che punto i decibel e i pixel abbiano la meglio sui ragionamenti. È la nostra scommessa. C’è ancora in giro gente che guarda alla sostanza.
Il grillismo è solo decibel e effetti speciali?
No, un po’ di sostanza c’è. La polemica contro i partiti, l’insistenza su questioni locali, il no alle grandi opere, l’attenzione all’economia al di là dei titoli dei giornali. Se questi temi fossero proposti con voce normale capiremmo se la presa sugli elettori è per il tono o per quello che dicono.
Dall’altra parte, una fetta di sinistra si sta convincendo a partecipare alle primarie, non fosse che per battere Renzi, scongiurare il Monti-bis o l’alleanza con l’Udc. 
Una vita fa ho partecipato alle primarie di Prodi. Una bella cosa. C’erano persone motivate, allegre, serie che pensavano di dire la loro sulla scelta del candidato premier. Queste attuali sono talmente complicate da essere scoraggianti.
Guardi che la pensa come Renzi.
La complicazione è un problema. Sarebbe stato meglio semplificare perché, volere o no, le primarie sono un fatto di partecipazione per dire la propria in un processo in cui non si riesce mai a dire niente.
Però la vostra campagna si colloca fuori dalle primarie. Lei si candiderà?
Assolutamente no, continuerò a fare il mio «oscuro» lavoro. Ma la speranza è che già a metà novembre e poi all’appuntamento di dicembre venga fuori una traccia di programma e una strada per individuare candidature, alleanze e contaminazioni. Altrimenti con la nostra modesta forza organizzativa non potremmo toccare numeri consistenti.
È l’osservazione che vi fa chi vi vuole bene. Lei è lo studioso che ha parlato della «cattura cognitiva» della politica da parte dell’ideologia dei mercati e della finanza. Come farete a combattere la battaglia per la liberazione da questa «cattura»?
C’è un grosso impegno culturale da assumere, ed è quello che faremo. Faccio un esempio: l’articolo 8 della legge Sacconi è una bomba nucleare sul diritto del lavoro. Permette di derogare a tutta la legislazione sul lavoro, e come altre leggi, è passato quasi senza opposizione. Ma paradossalmente permette di derogare anche alla legge Fornero: innescando una circuito dantesco. C’è un fatto culturale da ribadire contro gli infiniti peana per Marchionne e contro la «solitudine dei lavoratori» di cui ha scritto Giorgio Airaudo (responsabile auto Fiom, ndr): la centralità del lavoro nella Costituzione. L’articolo 4 dice che ogni cittadino ha diritto «al» lavoro. In quella preposizione c’è un dato sconvolgente: non parla del diritto del lavoro che si ha, ma il diritto «a» avere un lavoro. Invece in Italia da vent’anni si fabbrica precariato. Non si fa conversione, non si fanno progetti che possano creare nuovo lavoro. Sarebbe bello vedere messo in pratica qualche articolo della Costituzione.
Crede che il centrosinistra Pd-Sel sia «cognitivamente» catturato?
Se prima lo era al 90%, può darsi che adesso lo sia all’86. È possibile che ora sia scesa la percentuale.

Informazioni su smemorato

senza nulla a pretendere
Questa voce è stata pubblicata in articolo e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

15 risposte a arancione, alleanza ragionevole?

  1. Pietro ha detto:

    Voglio aggiungere solo una breve considerazione.
    De Magistris, che è molto vicino al nostro Prof. Gallino, a Don Gallo, a Beha, a Landini, ci da l’esempio di come può essere un mio rappresentante e amministratore.
    De Magistris, che spero faccia a lungo il Sindaco a Napoli, almeno fino a che non ci sarà tornata un poco di normalità umana, neanche l’ha “cacata” alla Fornero professoressa schizzinosa e coccodrilla.
    L’ha ignorata, come incompetente e incapace di fare la ministra di un dicastero così importante.
    Gentaglia circondata di scorte a doppia fila che agli operai ed agli studenti manda i manganelli ed i fumogeni.
    Chi parla con questi ministri criminali non sarà mio rappresentante. Nemmeno chi oggi li tiene in piedi, direttamente o indirettamente, con l’ossigeno del supporto in Parlamento!!!

    • Pietro ha detto:

      Gentaglia circondata di scorte a doppia fila…
      …agli operai ed agli studenti manda i manganelli e i lacrimogeni.

      Sono passate solo 8 ore.
      Nessuno chiede ai “fantastici cinque” PERCHE’?

    • smemorato ha detto:

      C’è da dire che il quadro politico sta cominciando a cambiare nella direzione che noi da diverso tempo auspichiamo. Lentamente, purtroppo, lentamente!
      Intanto siamo all’ignorante sfruttamento delle idee di un padre della Patria come Pier Paolo Pasolini da parte di un saltimbanco: poliziotti e carabinieri figli, del popolo e sottopagati dovrebbero secondo il genovese più antipatico d’Italia compiere «un atto rivoluzionario»: «Soldato, togliti il casco e abbraccia chi protesta, cammina al suo fianco». E così citando allo specchio l’appello di Pasolini agli studenti seguito agli scontri a Valle Giulia del ’68 («Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano») Grillo invita dal suo blog le forze dell’ordine ad unirsi con studenti ed operai. Questo masaniello dei miei stivali ha passato ogni segno di populismo, basta!
      I partiti intanto si dividono tra condanna dei manifestanti violenti o critche alla gestione dell’ordine pubblico. «È vergognoso il comportamento del governo che ha mandato oggi nelle piazze italiane le forze dell’ordine a caricare gli studenti», dice il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Fds Paolo Ferrero. Per il leader di Sel Nichi Vendola «la violenza rischia di rendere opaco il senso di una giornata straordinaria». «Cerchiamo invece di mettere l’orecchio alle ragioni dei lavoratori e degli studenti -dice il segretario del Pd Pier Luigi Bersani- purtroppo gli incidenti e l’esercizio della violenza oscurano motivazioni e libere espressioni di dissenso».
      Solidale con le forze dell’ordine il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. Stringato il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini che su twitter ha scritto: «Le forze dell’ordine che oggi sono in piazza hanno tutta la mia solidarietà».
      Attenzione amici delle forze dell’ordine quella solidarietà pelosa viene da chi vi ha affamato con stipendi penosi!
      siamo alle solite http://t.co/f3hmX11r

  2. smemorato ha detto:

    Come vedi, stiamo parlando la stessa lingua, buona giornata!

  3. eldiablo1959 ha detto:

    Se vivessi a Collegno avrei fatto le tue stesse scelte e ritengo che se tu avessi vissuto le stesse vicissitudini mie e di Pino, saresti dalla nostra parte.

    • smemorato ha detto:

      Caro Domenico io sono sempre stato dalla tua parte e da quella di Pino, magari non l’ho espresso in maniera chiara per motivi dialettici. Stai ben sicuro che sono perfettamente conscio di cosa vuol dire vivere la realtà di Ceglie anche se non la vivo direttamente. Io sono continuamente in contatto con Ceglie anche se non ci rimetto piede dal 2002. Credimi, però, che gli eventuali impedimenti materiali o psicologici che potreste avere voi per resistere con più forza ai soprusi della vecchia nomenclatura, io li ho avuti e li ho a Collegno. Per spiegarmi meglio ti informo che una delle evoluzioni del PCI, i DS prima di diventare PD e chissà cosaltro in futuro, mi ha praticamente espulso dal Partito, impedendomi di rinnovare la tessera con metodi che definire subdoli è veramente usare la massima diplomazia. Ora sto provando ad entrare in SEL seriamente, ma ti assicuro che non è così semplice, questi intanto vogliono e chiedono finanziamenti ad ogni piè sospinto, con garbo, per carità, ma chiedono molto più che in passato. Intanto vogliono, giustamente, impegno militante, ma in quanto a riuscire ad influire anche lontanamente nelle scelte e nelle posizioni, anche a livello locale, occorre una fatica di Sisifo. Al momento resisto…

  4. smemorato ha detto:

    Siccome ti considero un fratello maggiore, proverò a seguire il tuo consiglio. Proverò, perchè caro Pietro tu non devi mai dimenticare che ebbi natali cegliesissimi e come tale mi ritrovo ad essere capatoshte, non solo, il mio essere, oramai, mezzo piemontese mi rende roccioso come ogni buon montanaro, quindi combattivo. Prima di deporre le armi ce ne vorrà. In ogni caso vi terrò al corrente da queste pagine e da quelle de
    http://losmemoratodicollegno.wordpress.com/
    che ti/vi invito a tenere d’occhio data la mia doppia “nazionalità” 😉

    • Pietro ha detto:

      Era un invito scherzoso, tanto per alleggerire la rabbia che mi ritrovo dentro.
      Pensa che ho dovuto consigliare a mio figlio, il più piccolo, sedicenne, che frequenta lo Scientifico di andare a scuola invece che in corteo a manifestare per le vie di Brindisi.
      Si tratta della stessa manifestazione dell’altro giorno che loro hanno dovuto differire per motivi di ordine pubblico (così gli hanno detto i funzionari della questura che gli hanno negato il permesso).
      Sono convinto che l’altro giorno nelle piazze d’Italia c’erano reparti della P.S. “specializzati” nel dare “mazzate” ai bambini, ai nostri bambini. Altrimenti come mi spieghi l’uso eccessivo e la rabbia profusa nelle randellate a questi ragazzi inermi? E non mi vengano a parlare di provocatori ed altre pietose bugie: nessuna solidarietà a questi reparti sopravvissuti alla “gladio” del defunto presidente anticomunista e massone.
      Dove sono i “fantastici cinque”? Non gli interessa dei nostri e dei loro figli?
      Dimenticavo: i loro figli non frequentano le stesse scuole pubbliche dei nostri!
      Tutti a preoccuparsi delle finte elezioni, nessuna attenzione alle richieste di giovani e lavoratori. Come faccio a non essere incazzato?
      Nessuno che abbia il coraggio di fare lo sgambetto ai due vecchi coglioni, mentre ai nostri giovani gli spezzano le ossa.

      • smemorato ha detto:

        Mio figlio di pari età è andato alla manifestazione di Torino (una di quelle più dure), ma ha avuto la fortuna di essere stato nelle retrovie e di avere la passione per la chitarra elettrica che lo ha distolto anzitempo dal corteo. In ogni caso, i tutori dell’ordine, andrebbero sottoposti a un trattamento obbligatorio da parte della società civile. Sono troppo compressi ed isolati e sopratutto non educati al civismo, il che li trasforma da tutori dell’ordine in tutori del disordine.

        Attenzione amici delle forze alla solidarietà pelosa che vi viene da chi vi ha affamato con stipendi inadeguati e penosi! Penosi per voi che dovete affrontare i vostri figli e nipoti, i vosti padri e fratelli sulle piazze d’Italia con la consapevolezza di tornare a casa con quattro soldi in tasca e la dignità sotto i tacchi. Non date retta al capopolo – che cita Pasolini a sproposito e senza pulirsi prima la bocca -, fate il vostro mestiere con dignità, questo è un Paese Civile che non ha bisogno di confondere i ruoli. I poliziotti della Caserma Veglia di Torino e dei Reparti Celere di Milano che, nel 1969, per sfogare le loro compresse e giuste rivendicazioni di libertà, volevano andare oltre i già pesanti ordini ricevuti, da politici fascisti e superiori, contro il popolo ribelle, non sono i vostri eroi, essi furono strumento bilama di un potere che oggi come ieri si rinnova uguale a se stesso. Non schieratevi ne col popolo ne contro il popolo fate il vostro dovere istituzionale senza eccedere, controllare per tenere l’ordine pubblico non significa per forza di cose essere spietati picchiatori.

  5. Pietro ha detto:

    Anche mio figlio suona la chitarra da quasi un decennio. Ne tiene due al “capitile” del letto. Ha pure un complessino con alcuni coetanei…

  6. Pietro ha detto:

    Donato Capece, segretario generale del Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria, invita la Severino a dimettersi: “Se il ministro della Giustizia non ha neppure il controllo del suo dicastero in via Arenula, come possiamo pensare che possa risolvere i problemi penitenziari? Forse è meglio che rimetta l’incarico nelle mani del premier Monti…”

    • smemorato ha detto:

      Il governo Monti è finalmente contestato seriamente, ci voleva un anno per rendersi conto che il medico non può essere l’untore della malattia?
      Ho scritto al demonio per augurargli buona domenica: “Caro Domenico, intanto buona Domenica! I tuoi ragionamenti anti-Vendola possono sicuramente essere stimolanti per me che sono chiaramente schierato (al momento e senza vincoli di osservanza). Diventa però difficile contestarti se vai avanti con vincoli di osservanza antitetica per partito preso. Nichi Vendola non è certamente ne un santo ne un politico alieno da errori passati e/o futuri, egli è un uomo, come tale fallibile come me e te. Tutto quello che è avvenuto nella vicenda Taranto può essere attribuito a Vendola che ne ha le parziali responsabilità da pochi anni, quando la siderugia a Taranto e i suoi effetti risalgono ai primi anni sessanta? Un po’ di storia non guasterebbe, riparare i danni è più difficile che farli. Sei sicuro che si sarebbe parlato così tanto di Taranto se governatore della Puglia fosse ora Emiliano o Fitto? Io una riflessione l’ho fatta, Nichi Vendola è fastidioso per i politici che non vogliono mollare il loro potere. Lo stesso Bersani ha permesso a Nichi di partecipare alle primarie (trasformate ad hoc da primarie del PD a primarie di coalizione ridotta) solo per contrastare il suo nemico interno Renzi. Io sono convinto, al momento, che Vendola offra un’altra possibilità alla politica di oggi, una vera e profonda discontinuità, io vedo nuovamente la sinistra che parla di diritto al reddito, di uguaglianza e giustizia sociale, di diritti civili, di ambiente, di cultura, di innovazione, di etica pubblica. Io mi accontento e vigilo.”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...