Comunicato per Taranto e l’Ilva


Comunicato dei Meridionalisti Democratici -federalisti europei

L’area a freddo dell’ILVA di Taranto è chiusa per sequestro giudiziario, senza che le forze politiche centrali e locali abbiano mosso un dito a tutela dell’occupazione, della salute e del territorio.

Lo sfruttamento selvaggio post coloniale del territorio tarantino e delle risorse umane correlate ha condotto a una falsa dicotomia tra la produzione siderurgica e gli elementi lavoro/tutela della salute/ eco-compatibilità.

La speculazione dello Stato prima, del gruppo privato Riva poi, ha condotto alla situazione attuale di 5.000 posti di lavoro a rischio, senza che sia stato approntato il piano di risanamento dei territori avvelenati da diossine e idrocarburi e soprattutto senza alcuna certezza di tutela della salute per l’insorgenza di malattie per esposizione con effetti sulla salute a lungo termine (tumori solidi e leucemie/linfomi).

Riteniamo che i magistrati non abbiano sbagliato nell’applicare la legge che blocca qualsiasi produzione industriale in presenza di possibili danni irreversibili alla salute e all’ambiente. I veri colpevoli del disastro sociale tarantino sono la proprietà, lo Stato, le istituzioni e gli organi di vigilanza locali: latitanti e assenti.

L’ILVA di Taranto può e deve restare un polo produttivo di eccellenza nel panorama della siderurgia internazionale e può farlo se si attuano politiche di ammodernamento degli impianti in congiunzione alle doverose bonifiche del territorio, ma questo prevede un cambio di registro ed a pagare deve essere solo ed esclusivamente chi ne ha tratto fino ad ora puro profitto economico.

Solidali e presenti a tutte le manifestazioni di lotta democratica per la tutela dell’occupazione, della salute e dell’ecosistema tarantino.

Napoli 27 /11/2012

Sottoscrivo in pieno questo comunicato che giustamente indica i veri responsabili di una situazione che non può chiudersi ai danni dei tarantini e degli abitanti della vasta fascia di territorio interessata che coincide con l’antica area della Messapia. Una terra di mezzo anche oggi è tale agli occhi di chi ci governa, una terra di mezzo che, sembra, si possa e sopratutto si vuole angariare senza pagare pegno: ora basta! 

Informazioni su smemorato

senza nulla a pretendere
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9 risposte a Comunicato per Taranto e l’Ilva

  1. carolemico ha detto:

    Ciao. Quando qualche anno fa, dopo aver letto un articolo sulla rivista Focus pubblicai questo post qualcuno mi disse che ero un visionario e che erano tutte cappellate, cancellai tutti i commenti in quanto me ne arrivarono diversi veramente offensivi, ma lasciai il post.
    Col tempo i fatti si sono visti.
    http://carolemico.myblog.it/archive/2009/05/29/luoghi-inquinati.html

  2. smemorato ha detto:

    Carolemico, avevi ed hai ragione, l’inquinamento della messapia e della magnogrecia pugliese è un problema quasi cinquantennale, l’industria pesante scelta come sviluppo economico delle nostre zone aveva incorporati i problemi d’inquinamento e di pericolo per la salute. Ora occorre salvare capra e cavoli. Un problema difficile, ma che occorre risolvere senza rinunce al lavoro e con l’impegno degli imprenditori a investire sia nella produzione che nella salvaguardia della salute pubblica. I politici devono indirizzare, la magistratura deve sorvegliare senza sovrapposizioni e scontri nel rispetto della Costituzione Italiana:

    • Pietro ha detto:

      Intanto la penna presidenziale, come la pistola di un killer, è calda fumante degli ultimi colpi sparati al Paese (si, Taranto col suo carico di anime sofferenti è nel nostro Paese, non nell’Africa del Nord, ed anche la sua Procura, come quella di Palermo o di Milano).
      L’ultimo sport dei nostri massimi rappresentanti è sparare ai giudici e Bersani si preoccupa soltanto di sapere se il Signore di Arcore accetta la sfida e con quali armi si devono sventrare (o fingeranno di duellare).
      Questa è la misura del generale menefreghismo: più di tanto non possono osare,
      LA COSTITUZIONE L’HANNO GIA’ FATTA A PEZZI

      • smemorato ha detto:

        Purtroppo hai ragione la cosidetta costituzione materiale che dovrebbe, secondo lor signori, sostituire la Costituzione (con la C maiuscola, perchè è una delle più belle costituzioni del mondo, peccato non sia mai stata attuata del tutto) ha preso il sopravvento da destra come, ahinoi, da sinistra. Questo è il problema dei problemi della nostra pallidissima democrazia alle dipendenza degli USA da troppo e irragionevole tempo.

  3. Pietro ha detto:

    “Avevo davvero riposto in lei la mia fiducia, credevo che fosse una persona per bene, che difendesse la nostra Costituzione. Credevo che quei valori, di cui tanto parla, fossero davvero radicati in lei e fossero il punto di riferimento per ogni sua azione, per ogni sua decisione. Credevo che avrebbe scelto la vita e non la morte. E invece ha firmato la nostra condanna”. Inizia così la lettera che una mamma di Taranto, Tonia Marsella, ha inviato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo la firma del decreto legge sull’Ilva, lettera che è stata diffusa dal comitato ambientalista “Donne per Taranto”.

    “La condanna di una città sacrificata da anni in nome del profitto più squallido e criminale, abbandonata nelle mani di una famiglia di imprenditori senza scrupoli, plurindagati e pluricondannati e tutt’oggi agli arresti domiciliari o addirittura latitanti – scrive Marsella – Come credere ancora nello Stato italiano? Come credere nella politica e in chi dovrebbe difendere e promuovere il bene comune…e invece ci ha rubato anche il diritto alla vita? A Taranto c’è un’ordinanza del sindaco che vieta il pascolo entro un raggio di non meno di 20 km attorno all’area industriale…ma in quei 20 km noi ci viviamo. Vivono i nostri bambini. Le pecore e le capre sono state uccise…ora lo Stato uccide anche noi…per decreto. Ho bisogno di sapere da lei, signor presidente, cosa hanno di diverso i bambini di Genova rispetto ai nostri. Perché lì l’area a caldo è stata chiusa in quanto incompatibile con la città, e la produzione spostata a Taranto? Chi ha compiuto il “miracolo” rendendola “compatibile”? Venga qui, venga a visitare i nostri bambini devastati dal cancro (e non solo), li guardi negli occhi e sostenga il loro sguardo, se ci riesce, gli spieghi perché lo Stato ha preferito darli in pasto al Mostro, quel mostro che ha distrutto il nostro mare, violentato la nostra terra, insozzato il nostro cielo. Dica alle loro mamme – si conclude la lettera – che la malattia e la morte del figlio è necessaria altrimenti cala il Pil“.

  4. carolemico ha detto:

    Ciao caro Smemo. Negli anni 60 quando venne aperta l’Ilva (allora Italsider) e l’industria chimica di Brindisi, ero ancora un ragazzino e sentivo le chiacchiere della gente, “” sai tizio e caio ha pagato 10 milioni, quell’altro invece ne ha pagato 20 per entrare a lavorare a Brindisi “”, la stessa cosa si diceva di Taranto. Da notare che negli anni 60 con 20 milioni ci compravi un piccolo appartamento. Poveretti hanno pagato un capitale per condannarsi con le mani loro stesse, condannando assieme a loro anche i loro figli.
    La solita storia, sti figli di buona donna, si son detti, dove mettiamo le fabriche e la centrale elettrica, le più inquinanti?, ma si, mettiamole al SUD, tanto quelli so tutti fessi e si stanno sempre zitti, come ad un cane ci dai un biscottino e quello scodinzola tutto contento (il contentino del posto di lavoro), ed intanto i nostri figli muoiono di tumore.
    Avevano ben saputo mettere in giro la voce che la polvere rossastra che ci pioveva addosso era solo la polvere del deserto africano (e noi come tanti coglioni ci credevamo), ed invece che polvere del deserto era letteralmente merda (anzi la merda e più pulita).

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