il semestre bianco e l’anima nera


Quella di Taranto sembra essere diventata una vera e propria arena in cui si confrontano politici, magistrati, costituzionalisti, ambientalisti e la stessa azienda che chiede il dissequestro dei prodotti e degli impianti. Intanto la popolazione fa sentire il proprio malcontento direttamente al Capo di Stato, attraverso una lettera aperta di Tonia Marsella, una semplice cittadina di Taranto: “La condanna di una città sacrificata da anni in nome del profitto più squallido e criminale, abbandonata nelle mani di una famiglia di imprenditori senza scrupoli, plurindagati e pluricondannati e tutt’oggi agli arresti domiciliari o addirittura latitanti – scrive Marsella – Come credere ancora nello Stato italiano? Come credere nella politica e in chi dovrebbe difendere e promuovere il bene comune…e invece ci ha rubato anche il diritto alla vita? A Taranto c’è un’ordinanza del sindaco che vieta il pascolo entro un raggio di non meno di 20 km attorno all’area industriale… ma in quei 20 km noi ci viviamo. Vivono i nostri bambini. Le pecore e le capre sono state uccise… ora lo Stato uccide anche noi… per decreto. Ho bisogno di sapere da lei, signor presidente, cosa hanno di diverso i bambini di Genova rispetto ai nostri. Perché lì l’area a caldo è stata chiusa in quanto incompatibile con la città, e la produzione spostata a Taranto? Chi ha compiuto il “miracolo” rendendola “compatibile”? Venga qui, venga a visitare i nostri bambini devastati dal cancro (e non solo), li guardi negli occhi e sostenga il loro sguardo, se ci riesce, gli spieghi perché lo Stato ha preferito darli in pasto al Mostro, quel mostro che ha distrutto il nostro mare, violentato la nostra terra, insozzato il nostro cielo. Dica alle loro mamme – si conclude la lettera – che la malattia e la morte del figlio è necessaria altrimenti cala il Pil“.

“Avevo davvero riposto in lei la mia fiducia, credevo che fosse una persona per bene, che difendesse la nostra Costituzione. Credevo che quei valori, di cui tanto parla, fossero davvero radicati in lei e fossero il punto di riferimento per ogni sua azione, per ogni sua decisione. Credevo che avrebbe scelto la vita e non la morte. E invece ha firmato la nostra condanna”. Cosi si esprime, con chiarezza e senza mezzi termini, la Cittadina e mamma di Taranto, indirizzando la sua perorazione al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo che questi aveva firmato il decreto legge sull’Ilva. La lettera di cui abbiamo riportato ampi stralci è stata diffusa dal comitato ambientalista “Donne per Taranto”.

Intanto l’avvocato Albanese ha chiesto alla Procura, a nome del presidente dell’azienda, Bruno Ferrante, di rimuovere i sigilli causati dal sequestro preventivo. L’ambientalista Angelo Bonelli fa intanto sapere di aver mandato alla Corte dei Diritti Umani e a quella di Giustizia la denuncia sul caso, perché il recente decreto legge viola il diritto alla salute dei cittadini. Il Parlamento sembra intenzionato a prendere tempo in attesa che la Corte Costituzionale esprima un parere.

re giorgio

 

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6 risposte a il semestre bianco e l’anima nera

  1. Pietro ha detto:

    Quanto “nera” sarà l’anima di questi uomini per essere noi costretti a vedere e subire le più grandi vergogne che la democrazia italiana abbia mai collezionato?
    Nessuno che abbia il coraggio di dare un calcio in culo o tra i denti al famelico cainano.
    Nessuno che abbia la “sfrontatezza” di dire un vaffanculo ai banchieri ed al loro beneamato spread.
    Questi sfrontati non vedono nemmeno i tg? Possibile che siano isolati nella cerchia di lecchini che si assiepa intorno a loro?
    Ma dove hanno la faccia? Sono forse sordi, non sentono la gente che gli grida “vergogna!”?

    • smemorato ha detto:

      Due o tre piciu/pizzarroni a confronto:
      “Terremoto nella maggioranza che sostiene il governo Monti. Le parole di Corrado Passera, che questa mattina ha criticato l’eventuale ritorno in campo di Silvio Berlusconi, scatenano l’ira del Pdl che non vota la fiducia al decreto Sviluppo al Senato, lascia l’aula e reclama le dimissioni del ministro dello Sviluppo. Il partito si astiene anche alla Camera. Il Pd chiede che il premier vada a riferire al Capo dello Stato e non è escluso nelle prossime ore un faccia a faccia al Colle tra Monti e Giorgio Napolitano, anche se al momento in agenda non è previsto alcun incontro.”
      A voi la scelta!…

      • smemorato ha detto:

        Sta per saltare anche Monti, un apostrofo grigio fra le parole Silv’Io. (m.g.)

        Secondo me Re Giorgio ha detto ad Angelino: “fatti un partito per conto tuo e manda a stendere il cavaliere”.

  2. Pietro ha detto:

    Sarà un anno di disgrazie il 2013 per Re Giorgio e Angelino.
    Anche per i reduci delle primarie c.d. di sinistra.
    Come si usa dire in Puglia e Toscana, saranno hazzi amari.
    Se anche i vari particolarismi che fioriscono a sinistra impediranno il coagularsi di una forte coalizione con il forte programma che ormai tutti noi sogniamo, se anche il nostro popolo continuerà a marciare sparpagliato, per lor signori saranno veramente cazzi amari.
    Monti è ormai stracotto. Non ci sarà più una sua nomina, a meno che il cainano riesca a rimettere insieme la sua armata di giannizzeri e lanzichenecchi sifilitici con bordelli al seguito e lo candidi (Monti) come premier al suo (del cainano) posto.
    Re Giorgio finirà vergognosamente il suo settennato, Angelino tornerà in Trinacria a cercarsi un posticino per “la pensione”, Bersani sarà ignorato anche dall’ultima televisione locale.
    Nel tredicesimo anno del terzo millennio tutti questi imbroglioni avranno quel che meritano, Grillo o non grillo. I banditori di corte ieri hanno strillato tutto il giorno, e non hanno ancora smesso, di spread: credono di intimidirci con lo spauracchio del debito e dell’Europa.
    Anche i banditori di corte avranno dei forti bruciori laggiù….
    Se le cose vanno bene come penso tutti i soldi che il padrone gli regala non basteranno per comprarsi un miserabile uovo di batteria.

    • smemorato ha detto:

      Bersani è caduto nella trappola della destra orchestrata dai comunisti vecchio stampo, si assumerà tutte le colpe del governo dei tecnici, mentre Angelino continuerà a fare il saltimbanco conto terzi: il gioco era scoperto fin dal novembre dell’anno scorso, le idi di marzo si avvicinano e l’accoltellato è pronto! Mantieniti forte Vendola!

  3. Pingback: un’ordinata conclusione di una trappola « Lo smemorato di Collegno

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