dal paese di “Cambiare si può”


Valga per tutti.
Tu mi vedi Diavolo di un Demonio a fare il leccapiedi dei poteri forti?
Democrazia dell’amicizia esige che faccia la stessa domanda all’amico senza memoria.
E tu Smemorato quanto mi vedi così stupido da farmi fregare dai pur navigati volponi dei vecchi partiti di sinistra?
All’assemblea cui si riferisce l’amico angelo infernale c’ero anch’io, e non ero solo!
C’erano donne e uomini che dei partiti non hanno paura, pur non avendoci più, o mai avuto, confidenza e familiarità.
Ci saranno nelle prossime assemblee molti più uomini e donne che ormai nei partiti non ripongono alcuna fiducia, ma che li sanno necessari alla democrazia.
Ci saranno cittadini che vorranno fare con i propri mezzi la politica quella vera quella buona.!
STATE tranquilli! NON CI SARANNO CANDIDATI d’annata (cioè di nome e già di fatto rodati o collaudati nelle pratiche delle caste).
Vogliamo MANDARE IN PARLAMENTO
OPERAI E OPERAIE
DISOCCUPATI E DISOCCUPATE
PENSIONANDE E PENSIONATI
PRECARI
Li manderemo in Parlamento a paga sindacale, come quella che si prende lavorando in fabbrica, così vediamo se gli fanno più la corte a Marchionne o gli sputano in faccia appena lo vedono.
Così vediamo se votano leggi vergognose per i pensionati, per i giovani, per i pensionati, per le donne, per i precari, per gli handicappati.
IN PARLAMENTO CON LA PAGA SINDACALE!
Siamo in molti a pensarla così.
Vediamo se Riva se li compra, se Bonanni continua a sindacare nella Cisl ed altri ubriaconi diventano parlamentari e presidenti di regioni.
Se capite saremo molti di più e sarà vera “rivolta”!

Pietro

cambiare si puo

Informazioni su smemorato

senza nulla a pretendere
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19 risposte a dal paese di “Cambiare si può”

  1. smemorato ha detto:

    Benissimo, caro Pietro tu sai quanto apprezzo le tue iniziative e le cose che ti piacciono, stasera alla bicchierata di lavoro coi compagni berrò alla tua salute (spero che sia di quello buono)! 😉

  2. carolemico ha detto:

    Ciao.
    Tanti auguri di un Buon Natale a tutti voi e famiglia.

  3. smemorato ha detto:

    REPORT ASSEMBLEA CAMBIARE SI PUO’ TORINO DOMENICA 16/12.

    L’assemblea che si è tenuta a Torino al Cinema Lux il 16/12 dalle ore 10 alle 13, è stata affollatissima, attenta e partecipata. Presenti più di 450 persone in una sala purtroppo rivelatasi insufficiente ad accogliere tutti. Dopo l’intervento introduttivo di Livio Pepino (che ha fatto il punto sui contenuti programmatici e organizzativi di “Cambiare si può”, dichiarandosi fiducioso sulla possibilità di partecipare alle elezioni con strutture e modalità adeguate alla gravità e urgenza dell’attuale momento), è intervenuto Luciano Gallino che ha parlato di una vera e propria “catastrofe sociale” che stiamo vivendo: occorre allora fermare e invertire la redistribuzione del reddito che sempre più avviene dal basso verso l’alto e non viceversa, attraverso una politica “keynesiana di sinistra”, che veda lo Stato rilanciare e finanziare vera occupazione con opere piccole e diffuse di grande utilità sociale, sganciandosi (proprio in nome della situazione di emergenza nazionale che stiamo patendo) dal patto fiscale sottoscritto dal Governo.
    Dopo i primi due interventi, si sono succedute a parlare 25 persone che hanno portato l’esperienza e la ricchezza dei propri percorsi di vita e di impegno e/o quelli di associazioni e movimenti di cui fanno parte: Libertà e giustizia, Coscienza Comune, NoTav, NoDebito, Sindacalismo di base, Beni comuni, Rifondazione comunista, Sinistra critica, Alba Torino, Blog dei Cassaintegrati, Alternativa, Comitato per la difesa della Costituzione.
    Tantissimi gli arricchimenti che i singoli interventi hanno apportato anche alla “lista” dei 10 punti programmatici di CSP, sui quali comunque l’accordo è stato unanime.
    Tra questi arricchimenti (ben sapendo di non poter essere esaustivi) ricordiamo: la necessità di ridare dignità alla volontà di riscatto dei cittadini delusi dalla politica tradizionale; di valorizzare l’impegno sul territorio e ad esso far capo per la formazione delle liste; di assumere le problematiche del debito e della partecipazione al controllo e verifica di esso; di creare un nuovo internazionalismo dei movimenti e della politica capace di “fare sistema”, così come sta facendo sistema il neoliberismo; la necessità di un ricambio generazionale che dia voce ai giovani; la necessità di una autentica “radicalità” nelle posizioni da assumere con forza contro l’attuale separatezza fra politica e realtà; la necessità che si parli di una soglia di ricchezza, oltre la quale non sia possibile andare; la necessità che CSP si doti di una prospettiva a lungo termine e non esaurisca la sua vocazione e impegno nella scadenza elettorale; l’invito etico a non essere mai complici di ingiustizie e corruzioni, anche nelle piccole singole realtà di lavoro e vita; la centralità del lavoro, di cui è difficile vivere, ma di cui troppo spesso purtroppo si muore; l’eliminazione del fiscal compact; l’uscita dall’attuale vero e proprio stato di emergenza democratica con iniziative anche giuridiche efficaci; la valorizzazione delle esperienze politiche avanzate dell’America Latina; la valorizzazione della scuola, come istituzione basilare della società e della cultura, come terreno di difesa di diritti e anche volano economico nella tutela dei nostri beni culturali; la necessità di ribadire la laicità e i valori fondamentali della nostra Costituzione, tesoro prezioso per la tutela dei diritti.
    Nelle conclusioni Marco Revelli ha sottolineato la soddisfazione per la riuscita dell’assemblea, oltre le previsioni degli stessi organizzatori, segno di vitalità e della coscienza che occorre davvero “rifare l’Italia”, ma anche che tale coscienza occorre suscitarla in ambiti esterni al nostro e difficili da contagiare, data la palese ostilità ottusa dell’informazione mediatica, quasi totalmente asservita ai poteri economici e politici. Dopo un ultimo importante e condivisibile invito a un reale cambiamento nelle modalità di relazione individuali e collettive, più aperte e disposte al dialogo e al riconoscimento di quella parte di verità che sempre è presente nelle posizioni altrui, diverse dalle nostre,
    l’assemblea ha votato la seguente mozione:

    MOZIONE FINALE

    L’Assemblea torinese di Cambiare si può riunita al cinema Lux la mattina del 16 dicembre 2012 concorda sulla necessità che
    – Il processo di costruzione di uno spazio elettorale autonomo, alternativo e nuovo prosegua nei tempi più rapidi possibile per giungere entro il 22 dicembre alla definizione di una lista con nome e simbolo condivisi
    – l’Assemblea nazionale del 22 dicembre nomini un Comitato di Garanti che gestiscano il processo politico e organizzativo di formazione e presentazione delle liste
    – la formazione delle liste avvenga nella forma più trasparente e partecipata possibile con almeno un passaggio assembleare nei territori, con discussione pubblica in pubblico.

    Approvata a stragrande maggioranza.

    Sono stati anche approvati Ordini del Giorno e Indirizzi volti a
    – Sottolineare il ruolo centrale della Costituzione e la necessità di una sua intransigente difesa
    – Affermare la centralità del tema della formazione e dell’ istruzione, in una visione laica orientata alla difesa della scuola pubblica
    – Garantire equilibrio di genere e generazione nelle liste dei candidati “perché non si può prescindere dal contributo della metà dei cittadini (donne) e dei giovani”
    – Ribadire che “il percorso intrapreso è un percorso inclusivo e aperto con pari dignità a tutti i contributi e a tutte le storie e alle pratiche di movimento, associative e politiche che si riconoscono nel progetto”.
    – Sostenere la lotta al precariato esplicitando “la volontà di abrogare la legge 30 e di istituire due/tre tipi di contratti”
    – Esplicitare, nell’ambito dei temi sul lavoro, “la centralità che riveste nell’ambito delle privatizzazioni il progetto di legge Aprea-Ghizzoni (sul quale c’è accordo sia del centro-destra che del centro-sinistra) “ e la necessità di chiedere “il ritiro di tutti i progetti di privatizzazione della scuola”

    SONO STATE INOLTRE PRESENTATE DUE MOZIONI (entrambe respinte a grande maggioranza)
    1) Primarie ON-LINE per scegliere i candidati da inserire nella lista nazionale di Cambiare si può, affinché la lista sia rappresentativa delle energie e dell’intellettualità dei territori e non della decisione dall’alto di poche persone
    2) Impossibilità di candidatura per chi ha già svolto un mandato parlamentare, per evitare che come soggetto politico nuovo si propongano agli elettori nomi organici al sistema politico che s’intende trasformare radicalmente.

  4. carolemico ha detto:

    Ciao Giacomo.
    Mi faresti (se possibile) il favore di fare gli auguri di Buon Natale a DG. da parte mia. Saranno almeno una decina di volte che ci provo ma il commento non mi appare mai, non capisco perchè..
    Ti ringrazio.

  5. pietro ha detto:

    In effetti la mail di Carolemico deve essere difettosa….
    Gli ho mandato il 12 c. m. una lettera con cui gli chiedevo di mostrare ai suoi numerosi lettori l’iniziativa di “cambiaresipuò” ma non ho ottenuto risposta o cenno alcuno di vita….

    • carolemico ha detto:

      Ciao Pietro. Mi devo scusare, in effetti avevi ragione, qualcosa c’era, pero a mia discolpa devo dire che la tua e-mail mi è arrivata come spam, ho dovuto recuperarla dal cestino. E’ un periodo che non ci capisco più nulla, il blog mi da i numeri la posta (stessa piattaforma del blog) idem. Sara un caso ma da dopo che ho messo il post sulla pubblicità gratis tutto va a rotoli, boh, non ci capisco più nulla.
      Comunque ho cercato di rimediare mettendo un post, dai un’ochiata se qualcosa non va famelo sapere.
      http://carolemico.myblog.it/archive/2012/12/22/cambiare-si-puo.html

      • pietro ha detto:

        Agni pizzic’ agnorich!
        Grazie anche per il futuro, a nome di tutti quelli che piangono a causa dei professori con la pancia piena e la superbia fino ai capelli.
        Caro Carolemico, ognuno di noi deve fare qualcosa per cambiare la situazione, nessuno si può chiamare fuori, perché nessuno è fuori, perché non ti lasciano spazio nemmeno per ritirarti nel bosco!
        Grazie

    • smemorato ha detto:

      Sono pienamente d’accordo: Agni pizzic’ agnorich!

      • pietro ha detto:

        Mi dai la mano, mi prendo il braccio.
        Prego chi lo voglia di leggere e commentare la seguente

        Mozione Assemblea Milano
        di “cambiaresipuò”

        L’assemblea delle cittadine e dei cittadini di Milano e Provincia che aderiscono al manifesto cambiare si può – si impegna a partecipare, in occasione delle prossime elezioni legislative, alla promozione e al sostegno nei territori di propria competenza di una lista unitaria, senza simboli né affiliazioni o condizionamenti di partiti, associazioni o movimenti, che sappia dare rappresentanza al mondo della sinistra, ai movimenti civici, ambientalisti e dell’altra economia, garantendo che tutti i movimenti, le associazioni, le organizzazioni politiche, i singoli cittadini e cittadine aderenti avranno pari dignità all’interno di questa lista.

        1. Vogliamo costruire un’alternativa forte, sobria e convincente alle politiche economiche che, in tutta Europa, stanno distruggendo il tessuto sociale e produttivo senza dare soluzione alla crisi.

        2. Rivendichiamo, sulla base della Costituzione, il diritto al lavoro per tutti i cittadini e a una retribuzione sufficiente ad assicurare a tutti un’esistenza libera e dignitosa.

        3. Vogliamo fare emergere, con l’impegno collettivo, una nuova rappresentanza politica preparata, capace, disinteressata, che persegua il bene comune e non gli interessi di pochi; un’alternativa che si impegni nella costruzione di un mondo diverso, in cui si rispetti l’ambiente, siano valorizzati i beni comuni, si pratichi l’accoglienza, si assicuri a tutte e tutti la possibilità di una vita degna di essere vissuta. Vogliamo la rinegoziazione del debito rifiuto del pagamento del debito e delle normative europee che impongono politiche economiche recessive, la cancellazione del patto fiscale (fiscal compact) e del pareggio di bilancio come vincolo costituzionale e la creazione di una commissione indipendente per verificare il modo in cui si è formato quel debito e la sua legittimità; vogliamo recuperare la sovranità sul nostro debito, sottraendone la collocazione alla logica speculativa. Per questo scopo proponiamo di porre un tetto agli stipendi e alle pensioni d’oro, pagando l’eccedenza in titoli di stato, collocandoli così presso gli strati più abbienti della popolazione, riconoscendo il tasso di interesse ufficiale europeo (0,75%).

        4. Vogliamo un progetto di riconversione di ampi settori dell’economia in grado di rilanciare rapidamente una occupazione sostenibile che sostituisca alle grandi opere (a cominciare dalla linea Tav Torino-Lione, dal ponte sullo Stretto e delle nuove autostrade lombarde) e ai grandi eventi come l’EXPO migliaia di piccole opere di evidente e immediata utilità collettiva; un piano di riassetto del territorio nazionale e dei suoi usi che garantisca la sicurezza dei cittadini e che curi il dissesto idrogeologico; vogliamo il blocco del consumo di suoli agricoli e una legge di tutela del paesaggio italiano; vogliamo sottolineare l’importanza di tornare a definire delle politiche industriali capaci di sostenere e rilanciare il tessuto produttivo italiano, gli indotti territoriali, l’occupazione per creare e distribuire reddito e guidare il Paese fuori dalla recessione;

        5. Vogliamo un’imposizione fiscale equa, progressiva ed efficace e un reale contrasto dell’evasione fiscale e della corruzione, il potenziamento degli interventi a sostegno delle fasce più deboli e dei presidi dello stato sociale; chiediamo: la nazionalizzazione delle banche che sono tra le principali responsabili di questa crisi, di varare provvedimenti per ostacolare le transazioni finanziarie speculative quali: una vera ed effettiva Tobin Tax; dei limiti ai derivati, una divisione tra banche commerciali e ‘investimenti.

        6. Vogliamo il ripristino delle tutele fondamentali del lavoro e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori a partire dalle questioni materia dei referendum su art. 18 e 8 e da una legge sulla rappresentatività, la rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro; vogliamo il ripristino delle norme pensionistiche precedenti alle riforme Sacconi e Fornero, anche per liberare posti di lavoro per i giovani;

        7. Vogliamo la creazione diretta di occupazione, l’introduzione di un reddito di cittadinanza; il sostegno delle esperienze di economie di cooperazione e solidarietà, in particolare nell’ambito dell’altra economia anche attraverso l’introduzione di una tassa patrimoniale; chiediamo la riduzione di orario a parità di salario;

        8. Vogliamo investimenti a favore di scuola e università pubbliche, della formazione, della cultura, della ricerca e dell’innovazione e che sia sancito il primato della scuola e della sanità pubbliche sul privato, e che sia disincentivata ogni forma di profitto nel campo della sanità e della formazione scolastica e post scolastica.

        9. Vogliamo il rispetto dei referendum 2011 sui beni comuni e contro la vendita ai privati dei servizi pubblici locali e vogliamo liberare i comuni e tutti gli enti locali dalle norme del patto di stabilità che impedisce loro di adempiere ai loro compiti, provoca tagli ai servizi alla persona impediscono gli investimenti in piccole opere locali;

        10. Vogliamo la riforma del sistema dell’informazione e il pieno riconoscimento dei diritti civili degli individui e delle coppie a prescindere dal genere e vogliamo l’accesso alla cittadinanza l’accesso alla cittadinanza per tutti i nati in Italia e tutti i giovani migranti o figli di migranti che abbiano concluso un intero ciclo scolastico nel nostro paese; un impegno costante, concreto e duraturo per fermare i quotidiani femminicidi e l’aumento esponenziale degli abusi e delle violenze in famiglia a carico delle donne, figli di una mancanza di cultura di genere radicata nel paese;

        11. Vogliamo l’introduzione degli strumenti della democrazia diretta da affiancare alla democrazia rappresentativa per dare più potere ai cittadini; una legge che regolamenti i partiti e li renda assolutamente trasparenti dal punto di vista economico e operativo con particolare attenzione ai rimborsi elettorali; vogliamo la previsione di un tetto massimo per i compensi di ogni titolare di funzioni pubbliche.

        12. Vogliamo il ritiro da tutte le operazioni militari e l’abbattimento delle spese militari;

        13. Vogliamo l’abrogazione delle leggi ad personam ed in particolare quelle varate nel corso degli ultimi quattro anni in materia di giustizia in violazione dell’art. 3 della Costituzione e nella regolamentazione del conflitto d’interessi;

        14. Vogliamo il rispetto e la tutela del patrimonio storico, culturale e civile della Resistenza italiana, ricordando quotidianamente l’esempio dei partigiani che hanno combattuto per la nostra libertà; per questo vogliamo, nel rispetto della Costituzione, l’immediata chiusura e soppressione di ogni sede e gruppo riconducibile al nazifascismo.;

        15. Vogliamo il rispetto radicale del laicismo nei rapporti tra Stato ed enti religiosi; vanno quindi eliminati tutti i privilegi di cui godono le chiese, sopprimendo in primo luogo l’8 per mille;

        16. Chiediamo un’estensione della legge di maternità che garantisca un reddito a tutte le donne (o i genitori) occupate e non da tre mesi prima del parto a un anno dalla nascita del bambino/a ; chiediamo meccanismi legislativi che impongano la parità di genere a tutti i livelli direzionali pubblici e privati

        17. Vogliamo l’abolizione della legge repressiva Fini-Giovanardi, che disciplina il consumo di stupefacenti, per le sue conseguenze di ordine sociale e per la sua palese inefficacia sia nella limitazione del consumo, sia nella lotta alle mafie;

        18. – Per dare risposte concrete alle centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici coinvolti da ristrutturazioni e chiusure d’azienda, vogliamo che le Imprese si facciano carico delle conseguenze della loro crisi non utilizzando più risorse pubbliche ma mantenendo l’occupazione attraverso la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Vogliamo l’esproprio delle aziende che chiudono o delocalizzano nazionalizzandole sotto il controllo di chi vi lavora. Riteniamo necessaria la rinazionalizzazione dell’industria strategica del nostro paese (acciaio – energia – comunicazioni).

      • smemorato ha detto:

        Cambiare si può, speriamo…

  6. smemorato ha detto:

    CAMBIARE#SI PUO’

    venerdì 28 dicembre alle ore 20 presso la sala della Galleria d’Arte Moderna
    in via Magenta 31 a TORINO

    ASSEMBLEA PUBBLICA

    aperta a tutti i cittadini, le realtà sociali, politiche, di movimento presenti sul territorio interessati alla campagna CAMBIARE #SI PUO’, con l’obiettivo di presentare alle elezioni politiche del 2013 una lista di cittadinanza politica, radicalmente democratica, alternativa al governo Monti, alle politiche liberiste che lo caratterizzano e alle forze che lo sostengono.

    Oggetto dell’assemblea sarà l’esito dell’Assemblea nazionale CAMBIARE #SI PUO’ del 22 dicembre, criteri e indicazioni per la presentazione delle candidature, formazione del coordinamento provinciale,organizzazione della campagna elettorale.

    Invitiamo coloro che volessero iscriversi a parlare nel corso dell’assemblea a comunicarlo via e-mail a cambiaresipuo.torino@gmail.com entro le ore 14 di giovedì 27 dicembre. Qualora il numero degli iscritti fosse superiore allo spazio disponibile verrà fatta una selezione con criteri di pluralità e rappresentatività.

    Proposte di candidature, in particolare espressione di impegno civile e sociale, con relativo breve profilo di presentazione, possono essere inviate via email o presentate direttamente all’inizio dell’assemblea al tavolo della presidenza.

    Invitiamo a aderire all’appello su:
    http://www.cambiaresipuo.net/appello/

  7. smemorato ha detto:

    Buongiorno e buone feste,
    come deciso dall’assemblea del 22 dicembre 2012, sottoponiamo al voto telematico degli aderenti le mozioni approvate entro mercoledì 26 dicembre alle ore 20.00.

    Ti preghiamo di rispondere a questo messaggio facendo replay/rispondi e specificando:
    Mozione n.1 SI NO
    Mozione n.2 SI NO

    buon voto, qui di seguito i testi delle mozioni

    ************

    MOZIONE n.1 – Approvata a maggioranza (non all’unanimità) al termine del dibattito della mattina e sottoposta anche alla votazione telematica:

    L’Assemblea di “Cambiare si può”, riunita a Roma il 22 dicembre 2012, ribadisce la necessità – e riconosce ora la possibilità – di “una proposta elettorale autonoma e nuova, anche nel metodo, capace di parlare a un’ampia parte del Paese” così come si prefigura nella convergenza con il “Movimento arancione”, con le espressioni della società civile e con quelle forze politiche che si riconoscono nelle modalità proposte da Antonio Ingroia.

    Dà mandato ai promotori di proseguire nei tempi più rapidi il confronto sul programma a partire dai punti qualificanti emersi nel dibattito e, in particolare, sulle questioni:

    1) Della rimessa in discussione del fiscal compact e della contestazione delle politiche di austerità imposte dall’Europa;
    2) Del rifiuto della logica delle grandi opere a cominciare dal TAV;
    3) Delle politiche del lavoro e dei relativi diritti;
    4) Della difesa e rilancio del welfare e della laicità e pubblicità della Scuola e dell’Università;
    5) Del taglio della spesa militare, della cancellazione delle missioni militari all’estero e della politica della pace;

    6) Delle politiche di accoglienza e dei diritti dei migranti

    MOZIONE n.2 – pomeriggio

    L’assemblea riunita il 22 dicembre 2012 al Teatro Quirino di Roma riconosce la necessità di portare avanti un processo unitario sulla base di regole condivise. Riconosce altresì:
    1) che ogni decisione va proposta in forma pubblica e trasparente attraverso una consultazione telematica aperta ai firmatari dell’appello e una votazione finale affidata alle assemblee pubbliche
    2) che a seguito della proposta di percorso politico elaborata da Antonio Ingroia vi sia necessità di decidere delle regole per la presentazione di una lista unitaria in forma condivisa e coinvolgendo tutti i soggetti che sono protagonisti del percorso.
    L’assemblea assumendo la ricchezza della discussione la modifica del quadro politico avvenuta ieri delibera altresì:
    1) di dare mandato esclusivamente esplorativo a un comitato di gestione scelto tra i promotori per affrontare unitariamente la questione specifica delle regole per la formazione delle liste.
    2) il comitato di gestione nelle persone di Chiara Sasso, Livio Pepino e Marco Revelli si impegna ad ascoltare tutte le soggettività che si sono dichiarate disponibili ad articolare un percorso unitario e cooperativo.
    3) su questa base il comitato si impegna a concordare un’ipotesi di regole condivise entro il 27 dicembre
    4) tale proposta sarà resa pubblica e sottoposta a un processo di validazione tramite consultazione telematica dei firmatari dell’appello nei giorni 28-29-30 dicembre”

    La Mozione è stata approvata a grande maggioranza dall’Assemblea, la quale ha anche deliberato che la lista delle Adesioni a Cambiare si può si chiudesse nel momento di inizio della consultazione telematica.

    ***
    ATTENZIONE! L’ASSEMBLEA E’ STATA POSTICIPATA A SABATO 29 ORE 9.30

    —————————————————————————————————–

    CAMBIARE #SI PUO’

    Sabato 29 dicembre alle ore 9.30

    presso la sala della Galleria d’Arte Moderna

    in via Magenta 31 TORINO

    ASSEMBLEA PUBBLICA

    aperta a tutti i cittadini, le realtà sociali, politiche,di movimento presenti sul territorio interessati alla campagna

    CAMBIARE #SI PUO’,

    di cittadinanza politica, radicalmente democratica, alternativa con l’obiettivo di presentare alle elezioni politiche del 2013

    Oggetto dell’assemblea sarà l’esito dell’Assemblea nazionale CAMBIARE #SI PUO ’del 22 dicembre , criteri e indicazioni per la presentazione delle candidature, formazione del coordinamento provinciale,organizzazione della campagna elettorale.

    Invitiamo coloro che volessero iscriversi a parlare nel corso dell’assemblea a comunicarlo via email a cambiaresipuo.torino@gmail.com entro le ore 14 di giovedì 27 dicembre. Qualora il numero degli iscritti fosse superiore allo spazio disponibile verrà fatta una selezione con criteri di pluralità e rappresentatività.

    proposte di candidature, in particolare espressione di impegno civile e sociale sul territorio, con relativo breve profilo di presentazione, possono essere inviate via email o presentate direttamente all’inizio dell’assemblea .

    Invitiamo a aderire all’appello su:

    http://www.cambiaresipuo.net/appello/

  8. pietro ha detto:

    Cambiare si può – tappa con ripartenza – prendiamo fiato

    Esito votazione telematica

    CHIARA SASSO – LIVIO PEPINO – MARCO REVELLI
    SULL’ESITO DELLA VOTAZIONE TELEMATICA

    la consultazione telematica tra coloro che hanno aderito a “Cambiare si può” circa l’opportunità di proseguire nell’iter di formazione di una lista comune (oggi, dopo la presentazione del simbolo, “lista Ingroia”) si è conclusa alle 24.00 del 31 dicembre. Hanno votato 6.908 su circa 13.200 aventi diritto al voto: i SI sono stati 4.468 (64,7%%), i NO 2.088 (30,2%%) gli astenuti 352 (5,1%%).
    Il risultato è dunque chiaro, e richiede una pronta attuazione. Tenendo conto di tre elementi di fatto:

    1. “Cambiare si può” non è, non è mai stato, non ha mai voluto essere un soggetto politico. Le 70 persone che hanno sottoscritto il documento iniziale proponevano una “cornice” comune per la formazione di una lista elettorale di “cittadinanza politica attiva”. Quel progetto non si è realizzato e resta quindi nel suo stato originario di proposta politica e organizzativa da approfondire in futuro.

    2. Parallelamente a quel progetto si è sviluppata una iniziativa che ha portato alla presentazione della “lista Rivoluzione civile” o “lista Ingroia”. La consultazione telematica tra gli aderenti a “Cambiare si può” ha dato una indicazione nettamente maggioritaria nel senso della opportunità di continuare a interloquire con tale lista al fine di vedere in essa rappresentate, almeno parzialmente, le istanza sottese al progetto di “Cambiare si può”. A ciò occorre procedere al più presto.

    3. Il nostro mandato si è concluso e per quanto ci riguarda non è rinnovabile. Era stato deciso in assemblea il 22 dicembre e comprendeva la presa di contatto e la “trattativa” fino al 28 dello stesso mese, nonché la verifica telematica delle “regole” (cosa che appunto si è appena conclusa). Non abbiamo d’altra parte mai nascosto la nostra opzione negativa rispetto alla questione sottoposta al voto, e non crediamo che esistano uomini e donne “per tutte le stagioni”. Pur prendendo doverosamente atto della volontà della maggioranza riteniamo che ad avviare i nuovi colloqui debba essere un diverso “gruppo di contatto” che abbia condiviso la posizione prevalente. Esso avrà il difficile compito di presidiare i punti già acquisiti nei precedenti colloqui, e in particolare gli elementi di programma sottolineati nella prima mozione del 22 (rimessa in discussione del fiscal compact e delle politiche di austerità imposte dall’Europa; rifiuto della logica delle grandi opere a cominciare dal TAV; politiche del lavoro e dei relativi diritti; difesa e rilancio del welfare e della laicità e pubblicità della Scuola e dell’Università; taglio della spesa militare, cancellazione delle missioni militari all’estero e politica della pace; politiche di accoglienza e dei diritti dei migranti) e di limitare al massimo i danni sul versante delle pratiche di formazione delle liste, sostenendo il metodo della piena pubblicità e territorialità dei processi e delle scelte

    04 gen 2013

    Ricordiamocene

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