il movimento arancione ha un simbolo e un nome


rivoluzione civile

Noi dobbiamo osare. Per cambiare la classe dirigente ci vuole una rivoluzione. Una rivoluzione pacifica, una rivoluzione civile della società civile. Ma per farla ci volete soprattutto voi. Io ci sto, io mi
metto a disposizione. Io ci metto la faccia, anche se è difficile, anche se ci sono rischi, anche se sarebbe più semplice continuare il mio impegno alle Nazioni Unite.
Antonio Ingroia

Simpatizzo per questo movimento ma il nome così in evidenza del candidato premier esalta un aspetto che contrasta con l’idea di un movimento civile partecipato. Occorrerebbe, nonostante il poco tempo a disposizione, cercare un equilibrio. Ingroia, da partigiano della Costituzione a PARTIGIANO DELLA SUA ATTUAZIONE questa si che sarebbe una grande rivoluzione civile, come ha detto ieri Piero Grasso! Personalmente continuo a pensare che questi grandi magistrati mancheranno al corpo dello Stato preposto all’amministrazione della Giustizia, ma in tempi di emergenza non si va tanto per il sottile.

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27 risposte a il movimento arancione ha un simbolo e un nome

  1. smemorato ha detto:

    Ricevuto via mail:
    Report della delegazione – Chiara Sasso, Livio Pepino e Marco Revelli
    Cari tutte e tutti, scusateci per il ritardo nell’informazione ma i contatti con Antonio Ingroia e con alcuni dei potenziali partner nella costruzione di una lista alternativa per le elezioni del 24 febbraio (Luigi De Magistris e Leoluca Orlando) hanno avuto tempi più lunghi del previsto e si sono conclusi solo questa mattina prima della conferenza stampa di Ingroia. Riferiamo, dunque, in estrema sintesi, all’esito della assemblea torinese che si è chiusa pochi minuti fa.
    La verifica si è articolata essenzialmente su tre punti: il programma, l’esplicita alternatività della lista rispetto a quella del centrosinistra, la sua caratterizzazione in termini di visibile discontinuità con il recente passato (e le regole per la sua formazione). Sul primo punto c’è stata convergenza (con l’accettazione da parte di Ingroia dei nostri 10 punti programmatici e la condivisione della necessità di mettere al primo posto le scelte economiche per uscire dalla crisi e il tipo di sviluppo perseguito nel quadro europeo). Anche sulla seconda questione si è raggiunto un punto di equilibrio condiviso, pur nel permanere di diversità di valutazioni tattiche sulla opportunità di mantenere aperto un confronto con il Pd ovvero di chiuderlo (ferma la concorde esclusione di ogni ipotesi di accordo, del resto di evidente impossibilità). Sul terzo punto, invece, le posizioni si sono rivelate profondamente divaricate. La proposta di Ingroia è stata quella di demandare la formazione della lista a un comitato di garanti (di cui non è stata precisata la composizione) a partire dalle proposte nominative di tutti i soggetti coinvolti nell’impresa (“Cambiare si può”, Movimento arancione, “Su la testa”, partiti e lo stesso Ingroia). Per altro verso, la candidatura a premier di Ingroia è stata considerata non contendibile dagli altri soggetti interpellati che l’hanno ritenuta il punto fermo intorno a cui costruire la lista. Ogni approfondimento ulteriore è stato interrotto dalla mancata soluzione della questione relativa alla candidabilità dei segretari dei partiti potenzialmente coinvolti nell’impresa (Di Pietro, Diliberto, Ferrero e Bonelli), da noi esclusa in quanto ambigua (per alcuni degli interessati) quanto alla coerenza con il programma (pur a parole accettato) e, in ogni caso, indice di un progetto tutto interno al quadro politico attuale (e alla sua salvaguardia) anziché finalizzato a nuove modalità di partecipazione e di rappresentanza. A fronte di ciò Ingroia ha dichiarato di non essere in grado di assumere impegni, riservandosi un confronto con gli interessati (tutti, peraltro, indisponibili al passo indietro, all’infuori di Ferrero) con successiva ripresa del dialogo con noi e sono state avanzate alcune bizzarre proposte di mediazione come la candidatura dei segretari al secondo posto della lista dopo lo stesso Ingroia, capolista in tutte le circoscrizioni (sic!) chiunque sia il secondo candidato e la sua provenienza. Questa mattina, Ingroia, esplicitamente interpellato, ha confermato di non poter escludere quelle candidature (e, con esse, quelle delle burocrazie dei partiti).
    ***
    La consultazione verrà fatta con nuovo invio (mail) generale da domenica 30 dicembre alle ore 10.00 a lunedì 31 dicembre alle ore 24.00. E avrà come oggetto se come Cambiare si può si possa proseguire nell’iter di formazione di una lista comune, avente come candidato premier non contendibile Antonio Ingroia.

  2. pietro ha detto:

    Ingroia appende la toga e si candida a palazzo Chigi contro Monti, Bersani e Berlusconi contemporaneamente, sotto il segno della “rivoluzione civile”. E’ questa la novita’ nel panorama delle liste elettorali che si propongono allo scranno parlamentare. Il pm incaricato dall’Onu di rimettere in sesto la giustizia del Guatemala ha sciolto oggi la riserva in una conferenza stampa, assenti i leader dei partiti che lo sostengono: Paolo Ferrero di Prc, Antonio Di Pietro dell’Idv ( che pero’ fa sapere in tv che da’ la sua benedizione all’operazione che definisce anti-Monti e anti-Pd), Angelo Bonelli dei Verdi e Oliviero Diliberto del Pdci.

    Grazie al noto magistrato sono tutti saliti su un tram che si chiama desiderio: tornare o restare in Parlamento sotto il segno di una coalizione di sinistra che mira a superare lo sbarramento del 4% alla Camera per ottenere una rappresentanza nelle istituzioni.
    Al Senato il successo e’ affare piu’ complicato.

    “Siamo al fianco dei magistrati che hanno sollevato il conflitto di attribuzione sui provvedimenti del governo Monti sull’Ilva. Rivendichiamo la politica della passione e della coerenza che il Pd sembra aver smarrito. Siamo noi a rappresentare questa storia che Bersani non ha dimostrato di voler portare avanti. Lo abbiamo cercato, non
    certo perche’ abbiamo bisogno di lui, e abbiamo ricevuto risposte stravaganti. Evidentemente si sente il Padreterno, mentre Falcone e Borsellino mi rispondevano al primo squillo.

    Bersani non vuole una politica antimafia nuova e rivoluzionaria che sarebbe in grado di eliminare la criminalita’. Il suo silenzio e’ inequivoco, perche’ non vuole eliminare mafia e corruzione”.

    L’attacco al leader del Pd e’ stato frontale e dettato anche dalla sua decisione di escludere la lista Ingroia dalla sperata allenza elettorale. Lo sbarramento sarebbe sceso in questo caso al 2%, ma i dirigenti democratici non hanno concesso
    l’abbassamento dell’asticella ad un concorrente politico.

    “Candidiamo Ingroia alla presidenza del Consiglio perche’ ha dimostrato di avere la schiena dritta davanti ai poteri forti collusi con la mafia”. Con queste parole Antonio Di Pietro ha espresso il suo plauso al leader della nuova lista, nonostante il simbolo dell’Idv sia scomparso, come quello degli altri alleati, dal logo marcatamente
    ingroiano. Unanime il plauso delle altre componenti che sostengono la lista Ingroia.

  3. pietro ha detto:

    Bisogna sostenere Ingroia.
    Non si può tornare indietro.
    Hasta la victoria siempre.

  4. smemorato ha detto:

    1. L’assemblea del 22 dicembre al teatro Quirino di “Cambiare si può” ha chiuso una serie di assemblee locali, svoltesi nel fine settimana precedente, in cui sono state espresse le speranze per un progetto nuovo, programmaticamente ancorato a sinistra e fondato su modalità nuove di costruzione delle liste e nettamente distinto dal centrosinistra.
    Queste richieste e proposte si sono scontrate con l’operazione di De Magistris e Ingroia (sostenuta in particolare da IDV e PdCI, con l’assenso di Rifondazione e Verdi), finalizzata ad sussumere nel loro progetto quanti si sono mobilitati intorno a «Cambiare si può».
    Come in altre occasioni le assemblee di base sono il luogo di una sensibilità a sinistra, ma poi le decisioni di fondo di segno moderato vengono prese in ambiti più ristretti dai gruppi dirigenti.
    Così l’assemblea, al di là della richiesta di alcune correzioni programmatiche, non ha avuto la forza di chiarire i nodi fondamentali di una possibile presenza alle elezioni davvero alternativa al centrosinistra, prima e soprattutto dopo le elezioni.
    Questa situazione è stata determinata prevalentemente dall’invasione di campo, sul piano del metodo e dei contenuti politici, della candidatura di Ingroia e dal ruolo dei partiti. Questi due fattori accentuano le ambiguità attuali; il ruolo leaderistico di Ingroia e del suo “decalogo” spingono a una sintesi prodotta dalle forze favorevoli ad accordi col centrosinistra (forse meno in campagna elettorale, necessariamente, ma certamente dopo sul piano istituzionale nel caso in cui la lista avesse eletti in parlamento) e peseranno anche nelle scelte delle candidature.
    Per tutte queste ragioni le nostre compagne e i nostri compagni non hanno partecipato al voto sui quesiti proposti per il referendum on line.

    2. Sinistra Critica si è impegnata nelle assemblee locali e anche nelle due assemblee nazionali nel dibattito sul progetto elettorale alternativo di Cambiare si può, riscontrando significative convergenze ed interlocuzioni politiche sulle sue proposte programmatiche e di metodo. Nelle assemblee dei prossimi giorni le nostre compagne e i nostri compagni interverranno per spiegare che, mentre nel processo partecipativo che l’appello Cambiare si può aveva innescato stavano profilandosi le condizioni per un nostro impegno nelle liste, il nuovo progetto di Ingroia e dei partiti che lo sostengono ha preso il sopravvento, determinando altri equilibri e profili politici da noi non condivisibili: per questo Sinistra Critica non sarà impegnata in questo progetto elettorale.
    Porteremo anche nella discussione, come per altro già fatto nelle assemblee, la necessità della convergenza nella costruzione sul piano sociale di una “Agenda alternativa” al liberismo del centrosinistra, distinta dal “decalogo” di Ingroia, e distinta dai progetti elettorali in gestazione, capace cioè di operare prima e dopo le elezioni.
    Va infine specificato che un’eventuale nostra indicazione di voto a favore della lista in gestazione sarà verificata sulla base delle liste e del profilo politico definitivo della coalizione arancione.
    Il Coordinamento Nazionale di Sinistra Critica invita naturalmente le/i compagne/i dei circoli territoriali a non avanzare a nome di Sinistra Critica alcuna proposta di candidatura di compagne/i dell’organizzazione (e/o a nome della stessa) nelle liste di questo percorso elettorale.

    3. Sinistra Critica non presenterà proprie liste alle elezioni, ritenendo che su questo terreno non esistano oggi le condizioni, né politiche né organizzative, per una presentazione autonoma né per una presenza anticapitalista più ampia efficace e nuova. Questa presenza va costruita più che mai sul piano delle lotte e dei movimenti sociali, affinché questi possano dare vita a una forte risposta sociale e politica alla violenza dell’attacco della classe dominante.
    http://sinistracritica.org/2012/12/28/risoluzione-del-coordinamento-nazionale-di-sinistra-critica-sulle-liste-del-movimento-arancione/

    • pietro ha detto:

      Mi sembra che questi compagni leggono quello che vogliono e non ciò che potrebbe piacere pure a loro. O vogliono una falce e martello nel simbolo elettorale?
      Per esempio non hanno letto l’impegno a fianco della procura di Taranto.
      Non fanno caso al passo indietro dei dirigenti dei partiti che aderiscono.
      Continuano a battere sul chiodo di quello che chiamano “decalogo Ingroia”, senza guardare ciò che c’è di irrinunciabile nei “dieci punti” proposti nelle assemblee locali.
      C’è condensato un programma che, in modo molto riduttivo, viene sintetizzato nel logo “Rivoluzione Civile” mentre io non esiterei a definirlo l’unica possibile Rivoluzione per un’Europa di giustizia e di democrazia.
      Forse a questi compagni non interessa dare una spallata al Sistema.
      Capisco che fare l’avanguardia è molto bello e, alla fine, autogratificante anche quando le mani si lacerano sui chiodi che ti ci hanno piantato.
      Io preferisco cercare di strappare quei chiodi. Preferisco farlo oggi, senza lasciare in eredità ai figli l’intero peso di questa situazione.
      Ora è utile per tutti che anche le avanguardie rientrino nei ranghi, per fare un unico impeto contro i signori della guerra e del denaro (che hanno come sempre la benedizione anche delle gerarchie ecclesiastiche: mascalzoni!).
      Tutti uniti in difesa della nostra salute, del nostro territorio, del nostro futuro, contro le Tav, contro i Ponti sullo Stretto, contro le fabbriche che inquinano i corpi e le anime.
      Con Ingroia, come “Il quarto stato”, CONTRO TUTTE LE MAFIE AL POTERE.
      Pietro Palmisano

  5. pietro ha detto:

    Bravo! Sei mattiniero, la Domenica, l’ultima di quest’anno.
    Per premio ti regalo qualcosa che scrivevo mezz’ora fa.

    Nishapur, la mitica patria del grande Hakim Omar Khayyam, grande matematico, fisico, astronomo, più famoso come poeta a causa delle sue quartine colme di mistero. Colme di mistero e di spiritose provocazioni all’indirizzo del clero dell’epoca e dei suoi creduloni seguaci, che, come accade ancora oggi in tutto il mondo rimandano in un improbabile futuro il godimento di tutte le belle cose che il Cielo ci dona.

    “Alla muruscian’ sott’ all’arv, mi sto god’ u frisch e nu rizzul di mier’
    Nu turb’n ma mannat pi dispiett’ e m’a ccadut anderr u mier
    U priesce stu patrun dispittus m’a lluat
    I bev’ u mier e Tu uhé Mest’ t’a mbriacat’? -man mei khoram o to bad mikoni khodà?-

    Nella traduzione cegliese si perde molto della variegata sonorità e armoniosità del persiano. Tra l’altro questa bellissima quartina non la si trova in tutte le raccolte canoniche del grande scienziato e geniale letterato. Io lo immagino steso all’ombra sui verdissimi prati delle rive dello Zayandeh ora unite dal ponte dalle trentatre arcate a Isfahan, dove per due decenni presiedette all’organizzazione di un gruppo di scienziati e ricercatori. Qui certamente avrà composto la maggior parte delle sue “quartine”.

    • smemorato ha detto:

      Caro Pietro, oggi sono stato mattiniero causa primarie parlamentarie sel, … perdonami 😉
      Ti ringrazio tantissimo per il regalo che apprezzo moltissimo. Scusa la brevità, sarò più compendioso più avanti.

      • smemorato ha detto:

        La consultazione primaria si è conclusa così nei 35 seggi della provincia di Torino per le primarie di Seinistra Ecologia Libertà.

        I votanti sono stati 2999.

        Qui di seguito i riusultati dei primi due classificati per ogni urna. Scaricate qui il PDF con tutti i risultati definitivi.

        Camera Uomini
        Michele Curto 1.478
        Marco Grimaldi 1.163

        Camera Donne
        Carla Mattioli 1.053
        Francesca Gruppi 898

        I dati del senato si riferiscono alla sola provincia di Torino. il dato complessivo verrà fornito dalla Federazione Regionale.

        Senato Uomini
        Giuseppe Accalai 891
        Luigi Spinelli 542

        Senato Donne
        Elena Chinaglia 745
        Mariachiara Acciarini 726

  6. pietro ha detto:

    Girovagando per Ceglie stamattina, grazie a Pino, mi sono fermato un attimo “nel” Circolo “Peppino Impastato”, giusto il tempo di vedere che in SEL le donne “valgono” un/terzo degli uomini, sia nella composizione del direttivo locale, sia nella formazione delle liste dei candidati al Parlamento (in cui le Cegliesi sono peraltro completamente inesistenti).
    Care compagne forse è ora di lasciare tutto lo spazio possibile ai maschietti di SEL!
    Provate a fare una RIVOLUZIONE CIVILE

    p.s.- questa è pubblicità elettorale!

  7. smemorato ha detto:

    Nel circolo Sel di Collegno (60 iscritti) alle ore 19:00 avevano votato in 140 (al netto di 20 rivolesi senza seggio) un buon risultato… la realtà è complessa, anche per me che in un primo tempo avevo pensato di non votare, poi ho visto che, c’era da scegliere abbastanza, per la possibilità elettiva (previsioni 2 senatori e 2 deputati in tutto il Piemonte) piuttosto modesta per Sel (che ricordo si presenta per la prima volta alle elezioni politiche) ed ho partecipato al voto. Non ipoteco il futuro, ma mi pare un buon inizio. Il movimento arancione è al momento ancora in alto mare, spero che nei prossimi giorni venga un po’ di sole anche per loro, nonostante “l’appropriazione” di un simbolo comune come il quarto stato di Pellizza da Volpedo e quel cognome sparato a caratteri cubitali; a me il motto RIVOLUZIONE CIVILE… sembra patire un passo falso, ma i tempi sono rapidi e i prossimi giorni potrebbero smentirmi, io lo spero!!!

    • smemorato ha detto:

      ricevuto via mail:
      Giro per info e vostre valutazioni noi diremo

      votare NO al referendum che sarà lanciato da Cambiare si Può il 30 e 31 dicembre

      Non possiamo partecipare come CSP a queste condizioni per stare come la settima gamba del tavolo ( 4 partiti+de mag+ingroia), in quanto questo progetto è nato per definire un progetto e non per decidere una quota % di posti.

      Si chiedeva un passo indietro ai segretari di partito di IDV PDCI VERDI PRC invece il famoso passo indietro non solo non è stato fatto, ma questa lista INGROIA non è la lista del nostro progetto ma dei partitini IDV PDCI forse VERDI PRC che rischiano di scomparire , perché hanno tradito la società civile , i movimenti , le associazioni che avevano creduto di riunificare la sinistra anti MONTI e di vedere un nuovo inizio anche nel progetto elettorale . COSì non è stato . CSP deve uscire dalla lista INGROIA : ora si è svelata è IN MANO AI PARTITIni

      se i movimenti sottraggono il loro appoggio alla lista “Rivoluzione civile INGROIA”, questa lista finisce per essere uguale alle altre agli occhi degli elettori.

      In poche parole “Rivoluzione civile” deve presentare gente veramente nuova nei posti alti della lista e non gente di apparato oppure riciclati se desidera veramente stanare gli assenteisti e guadagnare il voto di tutti coloro che non si riconoscono in nessun altro degli schieramenti.

      Diamo indicazione di votare NO al referendum CSP, ovvero di votare NO alla domanda di accettare questa situazione e procedere con Ingroia a queste condizioni, così non si può procedere..

      Affrontiamo la consultazione del 30 e 31 di Cambiare si può con grande serenità, e senza caccia al tradimento o voglia di inutili rivalse, come fare liste alternative, abbiamo presentato e lanciato un progetto generale, non esistono soluzioni last-minute.

      chi, come noi, si è proposto oltre al posizionamento e al programma, il rinnovamento della politica e la costruzione di una lista con al centro la cittadinanza politica e non i partiti.. e ora ci troviamo con il 3D (di pietro, diliberto, de magistris) che gestisce il tutto di questa lista Rivoluzione civile INGROIA”, proprio chi si è speso per il rapporto con il pd.. nessuno ha tradito, ci sono solo priorità diverse..

      questa situazione, con molta pacatezza e responsabilità crea un problema,

      così non può essere la lista per cui ci si possa impegnare..

      La sincerità è scandalosa?

      • pietro ha detto:

        Nella speranza di poter essere letto…..
        Vi dico che la sincerità è scandalosa solo tra le spie ed i traditori, tra noi compagni sfruttati la sincerità è l’alimento più genuino e ricco di potere calorico.
        Voi votate NO, convinti che sia la cosa più giusta. E’ nel nostro diritto votare liberamente.
        Io vorrei votare SI, perché credo che non si possa RIMANDARE il tentativo di spallata a questo potere che ci opprime. Credo anche che non si possano escludere i compagni dei piccoli partiti che sostengono Ingroia, chiudendo loro in faccia le porte della nostra iniziativa CSP. Non c’è nulla di sconveniente nel mettere quattro candidati per raccogliere tutti i consensi possibili nelle quattro regioni in cui decidono di correre.
        Più che un problema è un capitale di consenso anticipato, da far fruttare.
        Personalmente ho rimandato a domani la decisione di voto, in attesa di sentire altri pareri, oltre il vostro, ma propendo per un SI teso a includere più che a dividerci.
        Che la notte ci porti consiglio!
        Pietro Palmisano

    • smemorato ha detto:

      Risultati finali seggio circolo Sel di Collegno:
      Totale votanti 141 (119 di Collegno e 22 di Rivoli;.
      Curto 109
      Grimaldi 25
      Mattioli 109
      Accalai 104
      Chinaglia 97

    • alter_ego ha detto:

      Nelle scorse ore il Sindaco di Volpedo, la cittadina che ha dato i natali a Giuseppe Pellizza, autore del celebre dipinto “Il Quarto Stato” ha indirizzato ad Antonio Ingroia una lettera nella quale lo diffida dal continuare ad utilizzare un’immagine stilizzata del quadro – peraltro “orrenda” a suo dire – nel proprio simbolo elettorale.

      In caso contrario, il Sindaco della cittadina piemontese si è detto pronto a ricorrere alla Commissione elettorale presso il Viminale perché inibisca al leader di Rivoluzione Civile l’uso del simbolo.
      Il legame profondo che traspare tra il Sindaco ed il dipinto del Quarto Stato e la difesa caparbia da parte di un amministratore locale di un’opera nata nel territorio e divenuta, rapidamente, un simbolo ed un emblema nazionale nel quale si sono, negli anni, identificati tanti straordinari principi ed ideali è un fatto che merita universale apprezzamento.
      Le opinioni del Sindaco di Volpedo circa l’inopportunità di un’associazione tra un’immagine stilizzata del Quarto Stato ed il Movimento di Antonio Ingroia, d’altro canto, sono opinioni e, come tali, meritano certamente rispetto.
      Prima che, qualcuno, si innamori dell’idea, tuttavia, val la pena di ricordare che sotto il profilo giuridico la questione è inconsistente e che l’utilizzo dell’immagine stilizzata del Quarto Stato – bella o brutta che sia – da parte di Ingroia è perfettamente legittima.
      Tanto per cominciare, infatti, Giuseppe Pellizza, l’autore del dipinto è morto nel 1907 e, quindi, tutti i diritti d’autore sul dipinto sono caduti in pubblico dominio ormai da decenni.
      A parte tale profilo, peraltro, la Commissione elettorale alla quale il Sindaco di Volpedo vorrebbe rivolgersi, ha, per legge, la funzione di verificare, esclusivamente, che i simboli con i quali i candidati intendono contraddistinguere le proprie liste, partiti, coalizioni e movimenti non siano idonei ad ingenerare confusione con i simboli utilizzati da altri soggetti partecipanti alle elezioni o con partiti che li hanno tradizionalmente utilizzati.
      Non compete – e per fortuna – né alla Commissione elettorale né ad alcun giudice valutare se una lista, un partito, una coalizione o un movimento siano o meno “degni” di utilizzare i simboli di certi ideali o principi.
      Se così fosse, d’altra parte, sarebbe difficile spiegarsi come sia potuto accadere che partiti e movimenti siano, sin qui, “appropriati” del nome del nostro Paese o di espressioni come “democrazia” e “libertà”.
      Il Quarto Stato è di tutti e spetta a tutti il compito che, mai come in questa occasione, si profila davvero difficile, di dimostrare ai cittadini – unici veri giudici – di sapere degnamente interpretare i principi e gli ideali che il dipinto di Pellizza da Volpedo rappresenta.

      Guido Scorza – Dall’Espresso Blog

  8. smemorato ha detto:

    Caro Pietro, non è detto che il tuo appello vada perso. Ieri questo post ha avuto un boom di visite e, per quello che ho visto fin ora continua ad avere un certo seguito. Per quanto mi riguarda, da simpatizzante esterno (per ora) mi sono avvalso della facoltà di astensione. In bocca al lupo!!!

    http://www.megachip.info/tematiche/beni-comuni/9548-cambiare-e-difficile.html

  9. smemorato ha detto:

    Un malessere diffuso, un disagio che, non nascondo, deriva dall’imbarazzo che proverò, se vince il Sì, incontrando quegli amici, conoscenti e sconosciuti, cui mi ero rivolta promuovendo il nostro appello, ottenendo importanti e significativi spostamenti di intenzione di voto. Potrò solo dire loro “mi spiace” e coloro che non ero riuscita a convincere potranno dirmi con grande soddisfazione “te l’avevo detto”. Sono per lo più persone che vivono quotidianamente sul territorio le ambiguità (nel migliore dei casi) quando non addirittura la dichiarata condivisione delle forze politiche in oggetto con le pratiche e le decisioni del centro sinistra. Parlo, come Roberta, delle giunte locali, dove pur di avere un posto in giunta , fosse anche nell’ultimo buco
    di culo del mondo (scusate il francesismo) sottoscrivono programmi, si tace sui temi “caldi” e poi si fa finta di venire alle manifestazioni contro l’inceneritore o peggio ancora contro il Tav. La forza della ragione, mi dicono, la capacità di vedere lontano e saper mediare: intanto accettano
    come “compensazioni” (che per altro non arriveranno mai) la messa in sicurezza delle scuole, gli interventi contro il dissesto idrogeologico, ecc. ecc.. E intanto, seppure a livello locale, stanno con un partito che a livello nazionale ha sottoscritto l’indicibile e non si è opposto alle leggi ad personam, e che sta sbavando per essere ammesso alla corte di sua maestà Monti.
    Nelle battaglie contro l’inceneritore, nelle scelte contro il consumo di suolo, e ancor più nelle azioni che da 20 anni portiamo avanti nel movimento No Tav non c’erano, salvo qualche breve e fugace parata in cui hanno messo in gioco la faccia dei militanti e degli iscritti (e lo so bene perché ero fra quelli) per poi tornarsene a Roma a sottoscrivere accordi e programmi che garantivano la sopravvivenza loro personale e dei loro partiti e non certo quella della gente che li aveva accolti.
    Per non parlare di Di Pietro che depositò all’insaputa dei sindaci i progetti del Tav in Europa: a proposito dei nostri 10 punti accettati, cosa si dice sul TAV? Di Pietro e l’IDV faranno pubblica ammenda sposando la causa? Mi pare di ricordare che l’opposizione alle grandi opere inutili, prima fra tutte il Tav in val di Susa, costituisca uno dei punti fermi del programma elaborato da
    CSP e sottoscritto da tutti i firmatari: non mi sembra proprio un punto minimale e trascurabile in nome delle ragioni della mediazione. Non basta sciacquarsi la bocca citando il movimento della valsusa in ogni intervento e spellandosi le mani appena uno dice che viene da quei luoghi.
    E quale sarà la posizione di Ingroia sugli atti repressivi da me minori che hanno osato (per colpa e con il consenso di indegni genitori No Tav) distribuire volantini? Chi vota sì, ha verificato questi punti? Certo non bisogna perdere di vista gli obiettivi finali, come ci invitano in tanti a fare, ma questi sono forse obiettivi solo intermedi? La rinuncia a questi punti sta forse nella teoria della “riduzione del danno” invocata da Vittorio Agnoletto?
    Non si tratta dunque di fermarsi davanti ai nomi di tre-quattro segretari (come facciano poi a esserlo da alcuni lustri è tutto da capire in un’ottica di ricambio e garanzia di democrazia e partecipazione), ma di scelte programmatiche e metodologiche delle “forze” (sarebbe più giusto chiamarle “debolezze” ) che rappresentano. Ingroia si è dimostrato pienamente ostaggio
    di un metodo, forse spaventato dal non avere il supporto organizzativo, sicuramente non cosciente della tanta forza del territorio cui ha rinunciato:
    sul “suo” simbolo (perché di una proprietà si tratta) avrei preferito vedere in grande le sagome del quarto stato invece del suo nome che campeggia sulla testa di quel popolo quasi a garantire di saperlo tenere a bada.
    Ognuno decida liberamente, certo, ma per favore si abbia l’onestà intellettuale di chiamarsi con il proprio nome di partito senza paraventarsi dietro a CSP in modo che CSP possa andare avanti con le energie di quei tanti che hanno già dichiarato (e io sono tra questi) di essere pronti a proseguire su quel cammino: se qualcuno ha scambiato CSP per un taxi (per citare Guido Viale) è ora che ne scenda.
    Scusate la veemenza (la mia componente partenopea in certi casi la fa da padrona!), non chiudo nessuna porta rispetto a chi ha fatto e farà scelte diverse, ma quando ce vò ce vò
    UN CARO SALUTO A TUTTI, UN PO’ PIU’ CARO A CHI VOTA NO!!

    Gianna Demasi

    • pietro ha detto:

      Sarei molto grato se si facesse giungere questo mio ringraziamento alla Signora Gianna De Masi.
      Ti ringrazio per il saluto meno caro, probabilmente entro la mezzanotte voterò SI. Ho preso tempo per ascoltare il parere di chi come te non accetta soluzioni “pasticciate”.
      Ti garantisco che sono d’accordo con te su tutti i punti, se vuoi li vediamo uno per uno. Nel territorio dove io vivo c’è di tutto e anche di più.
      Due centrali termoelettriche a carbone, vari impianti petrolchimici, il più grande impianto siderurgico d’Europa, negli ultimi sessant’anni hanno tolto forza e suolo alla naturale vocazione agricola del territorio, che è stato completamente asservito a questi poli industriali, mortificandone qualunque velleità di sviluppo culturale e sociale.
      Anche le immense risorse paesaggistiche e storico culturali sono state coperte da una immensa coltre di fumi e disinteresse, pur di avere sempre disponibile un inesauribile serbatoio di manodopera a basso costo ed una riserva elettorale di voti in vendita.
      Qui la politica è pulita, non ci sono partiti degli affari, ci sono cupole che fanno affari e si sciolgono in quasi tutti i partiti del c.d. arco costituzionale in c.c. e c.p.. Ci sono cupole e famiglie che fanno affari stando in c.c. o in c.p.: così può capitare che un PD si trasformi in quattro gruppi concorrenti tra di loro, con due o tre candidati sindaco, perfino SEL s’è spezzettato in due o forse tre tronchetti, udc s’è trasformata per far posto a vecchi “attrezzi” di forzaitalia, che sono così accorsi in c.c. sotto l’egida del Sindaco di CentroSinistra che ora è portavoce del PD! Scusa! Hai detto che bolgia? Si, è una vera Babele: ma in questa Babele il PD avrà i suoi deputati, alcune famiglie continueranno ad arricchirsi con le forniture agli Enti Pubblici, le cupole del cemento consolideranno i loro affari, la chiesa non pagherà l’imu, ecc.
      La stampa (non il vostro quotidiano, i nostri giornalini di provincia) e le opposizioni (PRC,BBC, non SEL che è in maggioranza senza rappresentanti) hanno gioito perché il Sindaco di centro sinistra è riuscito a farsi pagare con le buone il 10% dell’ICI dovuta da ENEL, poco meno di un quinto degli alimenti che il caimano darà alla sua ex in un solo mese!
      Un’intera famiglia che voti per l’uomo giusto riesce anche a procurarsi un posto di lavoro a quattrocento Euro al mese per otto ore al giorno di lavoro.
      Io la mia faccia me la gioco sempre da solo, non l’ho mai affidata al PD o altri. Ho collaborato alla nascita di IDV, ma ne sono amaramente pentito e ne sono fuori da sei anni, ciò non m’impedisce di lasciare spazio ad un posto in un collegio a scelta a Tonino.
      Voglio andare con Ingroia contro tutte le piccole e grandi mafie, per la realizzazione dei dieci nostri punti minimi irrinunciabili e per tutte le belle cose che tu dici.
      Non voglio rimandare.
      Scusami se aderisco, non cerco un posto per me.
      Pietro Palmisano

      • smemorato ha detto:

        Ho inoltrato come sai, questo è il mio primo commento del 2013. Voglio dirti che capisco il tuo macerarti per cercare una buona soluzione di rappresentanza politica, tu sai che è anche il mio macerarmi. Auguriamoci un incontro politico che non sia uno scontro, a sinistra siamo stati capaci di distruggere troppo in onore all’idea: quella di ognuno diversa, continuiamo ad averla diversa l’idea, ma non dimentichiamo di metterla da parte ogni tanto per costruire un’Italia giusta e per i giusti.

  10. pietro ha detto:

    Questa è la mia risposta agli intellettuali che si portano via il pallone rinunciando alla partita.
    pietro palmisano
    1 ora ago

    Io non disarmo.
    L’opposizione, chiedo scusa: l’alternativa, al partitone Monti non la possiamo chiedere a nessuno, perché nessun altro all’infuori di “cambiaresipuo” ha messo sul tavolo i precari, il lavoro, le inutili grandi opere, gli sprechi della casta politica e manageriale, i beni comuni, la giustizia, i diritti, la mafia.
    Facciamola questa Rivoluzione Civile con Ingroia.
    Io non pongo nessuna candidatura, mia o di persona a me cara.
    Voglio da Subito Raccogliere le Firme per la Presentazione di questa Lista.
    Hasta la victoria siempre
    con Ingroia o col Diavolo dalla parte degli Oppressi
    Pietro Palmisano

  11. pietro ha detto:

    Diffondiamo questo articolo

    Sei in: Il Fatto Quotidiano > Blog di Benny Calasanzio Borsellino > Perché Antonio…
    Perché Antonio Ingroia sfonderà
    di Benny Calasanzio Borsellino | 4 gennaio 2013
    Commenti (261)

    Più informazioni su: Antonio Ingroia, Beppe Grillo, Mafia, Movimento 5 Stelle, Nando Dalla Chiesa, Rivoluzione Civile.
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    E dunque, considerando un sondaggio per quello che è, ovvero un sondaggio, la lista Rivoluzione Civile e il suo portabandiera, Antonio Ingroia, sono passati da uno 0,5 per cento nelle intenzioni di voto, rilevato da Swg a metà dicembre, al tondo 5 per cento di Piepoli diffuso in questi giorni. E con tutti i guanti felpati del caso, qualche riflessione si può già fare.

    Quattro sono gli aspetti fondamentali che mi fanno pensare che questo 5 per cento sia solo il primo gradino di una scalata che può portare Rivoluzione Civile laddove nessuno può immaginare.

    1) Boom a tempo record. Non ho ricordi di altre formazioni politiche che a pochi giorni dalla nascita abbiano sfondato l’ipotetico muro del 5 per cento. Molti ancora non sanno nemmeno che Ingroia abbia accettato e che sia candidato. Con una campagna elettorale condotta con intelligenza è fisiologico che quella percentuale possa tranquillamente raddoppiare, visti anche i cali di altri schieramenti.

    2) Il profeta Mastella. Quando l’ex pm Luigi de Magistris lasciò il comodo scranno a Bruxelles dichiarando di voler fare il sindaco di Napoli, sfidando sia Pd che Pdl, il coro di pernacchie politiche fu unanime. Clemente Mastella, un vecchio esemplare politico che i più giovani non ricorderanno già più, si spinse a dire: “Se Luigi de Magistris va al ballottaggio mi suicido, ma non ci arriverà, non si è mai visto un magistrato che arriva a fare il sindaco di una grande città”. De Magistris è riuscito in un’impresa titanica parlando una lingua comune, dialogando ma non sottostando ai partiti e chiedendo l’aiuto di migliaia di giovani che sono arrivati a Napoli anche dal Nord Italia per sostenerlo. Se Ingroia è il leader della formazione, de Magistris è il padre nobile; entrambi non soffrono di primadonne e insieme stanno lavorando molto bene. Non riesco a vedere nubi all’orizzonte.

    3) I “dissuasori per affetto”. Già alla firma del manifesto “Io ci sto” era nell’aria che Antonio Ingroia avrebbe accettato le molte richieste di scendere/salire/spostarsi in campo da parte dei movimenti e dello stesso sindaco di Napoli. E immediatamente si sono moltiplicati gli appelli che gli chiedevano, invece, di non farlo, di rimanere in magistratura. Nel 99 per cento dei casi si trattava di persone perbene, di giovani, di uomini e donne impegnate sul quotidiano fronte antimafia. Voce migliore e più attendibile è stata quella di Nando Dalla Chiesa, un galantuomo amico di Ingroia, che con grande sofferenza ha spiegato perché l’ex pm abbia fatto una scelta sbagliata; Dalla Chiesa, nella sua intervista alla Stampa, si è fatto portavoce di tutte quelle persone, note e meno note, che più o meno apertamente speravano fino alla fine che Ingroia facesse un passo indietro, non perché “inadatto”, ma per preservare il suo patrimonio professionale fatto di inchieste e indagini delicatissime che sarebbero potute risultare delegittimate da un impegno politico. Ma ora che l’ex pm palermitano ha ufficialmente accettato la candidatura, è difficile pensare che tutte quelle persone, che sono davvero tante e che gli riconoscevano integrità morale e capacità, ora che il dado è tratto alle urne, scelgano di non sceglierlo. Che, avendo la possibilità di spedirlo in Parlamento per seminare panico e disperazione tra i vari Dell’Utri e Cosentino, scelgano altro. Suppongo che nella maggior parte dei casi, proprio in virtù della stima che nutrono nei confronti di Ingroia, gli accorderanno la propria fiducia e inviteranno altri a farlo: “non avresti dovuto, ma ormai che ci sei…”. Così penso che farà (senza conoscerlo bene) Nando Dalla Chiesa, e così penso faranno tutti gli altri che, quasi con affetto, gli chiedevano di finire il suo lavoro in Guatemala e poi tornare a Palermo.

    4) Movimento 5 Stelle. Prima di Rivoluzione Civile, per chi, come me, non avrebbe voluto rinunciare al voto, non ci sarebbero state molte scelte. Turandosi il naso per una gestione putiniana del dissenso, io stesso avrei votato per il M5S, non per Grillo: conosco la maggior parte dei candidati alla Camera e al Senato e per me erano e sono garanzia di serietà e, spero, di indipendenza. Oggi, invece, per chi crede che dall’estirpazione delle mafie dipenda gran parte della soluzione al problema socio-economico “Italia” e che la cultura (dagli asili alle università) in questo giochi un ruolo fondamentale, per chi chiede una politica coraggiosa e senza timori reverenziali nei confronti di banche e poteri forti, c’è un’altra possibilità. Non faccio il sondaggista e non so se il calo vertiginoso del M5S nei sondaggi sia da attribuire a questa nuova possibilità, ma di certo, almeno in un misero caso (il mio), mi viene offerta una proposta che mi appaga senza se e senza ma: si parla di scuola, di diritti, di economia, di lotta alla mafia e alla corruzione, non si butta fuori chi dissente, non si manda a quel paese nessuno. A questo scenario si aggiunge l’enorme popolo del non voto: se Ingroia li convincerà la storia potrebbe prendere un altro corso.

    Queste personalissime riflessioni, partorite senza alcun criterio scientifico e figlie unicamente della mia logica, mi fanno sperare che quel 5 per cento possa diventare molto di più, consentendo di riempire i rami del Parlamento di persone che riflettano le battaglie e gli ideali di chi, avendo perso ciò che di più caro aveva a causa della violenza mafiosa, spera ora di restituire quello schiaffo a cosa nostra tramite Antonio Ingroia.

  12. pietro ha detto:

    Wladislaw Anders ha detto 4 gennaio 2013

    Ragazzi, senza televisione non si va da nessuna parte. Andate a chiedere ai miei genitori (68 e 76 anni) chi è Ingroia. Vi diranno chiiiiiii? con gli occhi sbarrati.
    Rispondi

    Immagine Avatar

    Massimiliano ha detto 4 gennaio 2013

    Concordo. qui stano gridando di contentezza SUL NULLA. manca un mese e mezzo alle elezioni e Rivoluzione Civile ed Ingroia O saranno Ignorati dai media o saranno Massacrati. NON capisco questa sicurezza.

    pietro ha detto 5 gennaio 2013

    Intanto spiega ai tuoi genitori come lo conosci tu, le ragioni del tuo entusiasmo (credo che tu sarai uno dei tanti sostenitori di Rivoluzione Civile, come me, del resto), le ragioni dell’urgenza di votare in modo nuovo, e quindi dopo i tuoi genitori vallo a spiegare agli altri tuoi parenti e poi agli amici ed alla gente che incontri per strada.
    Se a questa gente parlerai col tuo cuore non avremo bisogno di televisione.
    Ce la faremo, la Rivoluzione Civile!
    Auguri
    Pietro Palmisano

  13. pietro ha detto:

    maurizio aversa ha detto 4 gennaio 2013

    Non so se sia solo una coincidenza. Il fatto è questo: ho un blog e mediamente ha un accesso visita di 25/40 su base annua. Tolti i mesi e le settimane in cui non aggiorno, ho visite medie di 80/90. Uno dei picchi maggiori dello scorso novembre fu la coincidenza di servizi in cui illustravo lotte operaie e dibattito politico a sinistra. Poi ho avuto un po’ di difficoltà perchè materialmente non ho più un computer e vado un po’ in prestito qui e la. Ora, dopo una media accessi durante il periodo natalizio e fino a due giorni fa di circa 30 accessi, con la pubblicazione di questo articolo (http://tastorosso.wordpress.com/2013/01/03/sondaggio-piepoli-il-pd-al-33-il-pdl-al-17-monti-al-12-rivoluzione-civile-al-primo-vagito-5/) il blog ha avuto nuovamente un picco di oltre 180 visite. Rientra nella casistica analizzata politicamente da Benny…ma è un piccolo fatto. Un abbraccio, maurizio aversa
    Rispondi

    Immagine Avatar

    pietro ha detto 5 gennaio 2013

    Ogni tanto lascia la tastiera e vai fuori a parlare con la gente che incontri per strada.
    Racconta a tutti della nostra Rivoluzione Civile, di un magistrato che rinuncia ad una splendida carriera per tentare di raddrizzare il timone dell’Italia.
    Racconta di me che a sessantacinque anni non ho perso le speranze, nonostante le tante fregature prese.
    Racconta di te stesso che stai giocando sulla carta di Ingroia tutte le tue speranze e aspirazioni per il prossimo futuro.
    Vedrai che un discorso per strada, alla spesa, in piazza, in chiesa (se ci vai), farà più di tanti passaggi televisivi e sopratutto potrà giungere fino a quelli che non hanno uno schermo o un computer in casa.
    Rivoluzione Civile ha bisogna della tua voce, delle nostre voci.

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