Fuori da SEL, continuando a intrecciare impegno civile e politico


Apprendo da Brindisi Report che si è conclusa la separazione da Sel di Franco Colizzi, lo psichiatra ostunese per anni anche presidente dell’Aifo. Colizzi ha fatto ciò che aveva annunciato: ha lasciato definitivamente Sinistra Ecologia e Libertà consegnando la tessera alla segreteria regionale e un esposto alla procura di Brindisi sui presunti brogli alle “parlamentarie”, che aveva denunciato sperando che il partito ne congelasse l’esito in attesa dell’esito di opportune verifiche. Riporto il testo con il quale Colizzi annuncia e conferma la sua decisione perchè ne condivido ampiamente il contenuto (al netto dei sospetti di broglio che non mi risultano nella mia esperienza personale), pertanto ritengo utile sottoporlo all’attenzione dei miei quattro lettori.

La mia vicenda alle primarie regionali per la scelta dei candidati al Parlamento, che ancora una volta i cittadini non potranno votare direttamente, si è conclusa amaramente. Sono mancate le dovute risposte ai concreti sospetti di brogli, il cui accertamento, in difesa del principio di legalità, ho affidato con fiducia agli organi competenti della magistratura. Sul piano politico, mi sono perciò autosospeso da ogni carica interna rivestita in Sinistra Ecologia e Libertà (componente assemblea nazionale, membro della segreteria regionale, del coordinamento provinciale e del circolo di Ostuni), declinando la mia disponibilità a candidarmi nelle liste di SEL.

   Per quanto poco rilevanti possano  essere le mie scelte, per un bisogno di onestà intellettuale, con serenità e senza rancori di alcun genere, dichiaro ora pubblicamente conclusa la mia esperienza interna a SEL, di cui non rinnoverò l’iscrizione e che non voterò alle prossime elezioni di febbraio. 

   In questi giorni, ripercorrendo i due anni e mezzo di vicinanza a SEL, dalla mia candidatura di servizio alle elezioni regionali del 2010 ad oggi, ho valutato come inutile la mia presenza negli organismi dirigenti di SEL, ove avevo sperato di  poter portare il mio mondo, le mie esperienze, le culture che mi avevano meticciato negli anni, le visioni che tuttora mi sospingono e le tante persone che collaborano con me in Puglia e in Italia. Mi sono accorto – tardivamente lo ammetto – che la distanza tra la narrazione di Nichi Vendola e il partito di cui è presidente nazionale non è dovuta al caso o a semplici ritardi organizzativi. In realtà, non di un “partito nuovo” si tratta, e nemmeno di un “nuovo partito”, bensì di un modo effettivo di funzionamento vecchio e fin troppo sperimentato nel Novecento. Apparentemente democratica, e perfino movimentista, SEL in realtà è gestita in maniera giacobina, da un gruppo compatto “custode del progetto”. Un progetto che, alla prova dei fatti, si è ridotto essenzialmente alla finalità precipua del “ritorno” in Parlamento di chi non vi era riuscito nel 2008 e non del necessario ingresso sulla scena politica di movimenti civili, associazioni di volontariato, reti culturali e competenze professionali tenute in gran parte fuori del recinto dei partiti esistenti. Anzi, nella vita interna si sono perfino riaffacciate dinamiche orwelliane, tipiche della Fattoria degli animali (“alcuni animali sono più uguali degli altri”). Certo, nel sistema della rappresentanza degli interessi, tutti i partiti politici si sono progressivamente avvicinati alle istituzioni e via via più allontanati dalla società civile. Essi tendono a privilegiare gli interessi più paganti in termini elettorali, così come i gruppi di interesse privilegiano gli strati sociali più dotati di risorse materiali. Tuttavia la necessità del nostro tempo, ne resto convinto, è quella di dare voce a chi non ha risorse numeriche o materiali ma è portatore di interessi e bisogni negletti e di esperienze di cambiamento nate dalla dedizione alla causa dei più deboli, degli ultimi. Se i partiti perdono membri o non ne acquisiscono di nuovi  e le forme di partecipazione tradizionale sono sempre meno frequentate, tendono invece a crescere organizzazioni non governative, di volontariato, di cittadini e forme di azione non convenzionale. Crescono i movimenti per la giustizia globale, cresce la domanda di una democrazia non solo attenta – quando lo è – ai meccanismi della rappresentanza (voto ed elezioni) ma anche ai meccanismi della verifica dei risultati, intesi come soddisfazione degli interessi collettivi dei diversi gruppi della popolazione. I partiti restano importanti, ma devono interagire ed arricchirsi sempre più con quanto si muove al loro esterno, nei diversi ambiti civili che lottano ed operano per i beni comuni, per la sanità pubblica, per la scuola pubblica, per la responsabilità sociale, ambientale ed etica delle attività economiche e finanziarie, per la centralità della persona nelle scelte di governo ai vari livelli, per la diffusione di comportamenti improntati alla legalità, alla onestà, alla trasparenza delle motivazioni. Declamare tutto ciò o prometterlo per un progetto di là da venire è vecchia politica. La nuova e buona politica di un partito nuovo dovrebbe vedersi subito dai suoi comportamenti di concreta apertura, dal suo modo trasparente di funzionare, dai comportamenti dei suoi esponenti nella vita quotidiana, nei territori e nelle istituzioni.

Per scaricare e leggere l’intero documento clicca qui:

COLIZZI – Fuori da SEL

Informazioni su smemorato

senza nulla a pretendere
Questa voce è stata pubblicata in Brindisi, citazione, Nichi Vendola, politica, Puglia e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Fuori da SEL, continuando a intrecciare impegno civile e politico

  1. Domenico Biondi ha detto:

    Una persona fantastica, impegnato al massimo nel sociale e sempre pronto ad aiutare gli ultimi. Bisogna leggere attentamente il documento del Dott. Colizzi per capire cos’è davvero SEL e chi è Nichi Vendola! Un invasato che per il potere è DISPOSTO A TUTTO! Un pericolo per l’intera Sinistra!

    • smemorato ha detto:

      Ho scaricato e stampato e quindi letto con attenzione quanto ha scritto Colizzi, che naturalmente non ho avuto modo di conoscere di persona, ne sono rimasto impressionato perchè ha scritto gran parte delle cose che autonomamente ho verificato e penso, ecco il motivo della mia condivisione. Tu sai Domenico che più volte ci siamo confrontati sul “tema Vendola” e la mia posizione è stata ed è ancora, al momento, quella di un “resistente interno”. La principale motivazione che mi spinge a resistere è la, sia pur minima, possibilità di poter cambiare lo stato dell’arte, ma è dura e difficile. Le prossime settimane saranno decisive per la definizione della mia posizione in SEL.

    • pietro ha detto:

      Non mi piace infierire, ma mi associo, aggiungendo che a Ceglie, a Brindisi, a Bari ed in tutta la Regione è in buona compagnia di gente disposta a tutto per il potere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...