“L’anima di Pietra” a Foggia Vetere.


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Già il titolo del post dovrebbe guidarci verso l’anima della pietra che caratterezza le nostre povere terre rosse dell’ultima Murgia. Le pietre sono la base della nostra civiltà, questo è risaputo. I nostri avi, i messapi, hanno costruito le specchie con l’affiorante, abbondante e già “pezzato” calcare. I nostri vecchi hanno con lo stesso materiale costruito trulli e fogge, muretti perimetrali e strade interpoderali. Si sono rotti la schiena, i nostri avi, con la pietra, ma l’hanno benedetta mille volte! A noi il compito di preservarla il più possibile. Le prime a “partire” sono state le strade. Le vecchie coperture in pietrisco, ricavato in loco, conferendo le minispecchie che oggnuno aveva nel suo lueche alla macchina tritasassi che transitava per ripristinare il fondo consumato dall’uso; credo che si tratti di un ricordo comune a molti di noi, almeno dei più anziani. Quelle stradine oggi sono asfaltate, pochi tratti resistono. Salviamo almeno i trulli e i muretti, si può, si deve fare. 

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Le foto, fornite dall’amico Pietro Palmisano, sono del 2008 e si riferiscono alla chiusura del corso sull’anima della pietra. Da notare lo striscione dell’associazione Passoditerra. Dell’occasione era protagonista anche il libro di Pietro “Eclissi”. Chiedo a Pietro di completare questo mio post con le sue osservazioni.
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7 risposte a “L’anima di Pietra” a Foggia Vetere.

  1. pietro ha detto:

    A egregie cose il forte animo accendono
    l’urne dei forti, o Smemorato…

    Per le piccolezze del paese, dove temo non sia rimasto un solo “forte animo”, non serve invocare l’urne dei forti. Dare le perle ai porci?
    Solo gli sprovveduti possono pensare tali cose.
    Io oggi mi dichiaro sprovveduto.
    Ci sentiamo quando mi sarà passata…

  2. smemorato ha detto:

    Non che mi trovi stretto nei panni di Pindemonte, anzi: fossi capace di tradurre anche solo parzialmente l’Odissea…, ma lasciami dire o Pietro che nei panni di Eumeo mi ritrovo veramente a disagio 😉

    • pietro ha detto:

      Tu hai ragione, ma a volte si fanno incontri impossibili.
      Torniamo all’ombra di questi bellissimi gelsi di Foggia Vetere.
      Giugno 2008 è stato caldissimo e nonostante l’afa in anticipo abbiamo fatto una bellissima esperienza di lavoro più pratico che teorico nell’opera di recupero del sito.
      Due settimane di studio nella pratica di ripristino di muretti a secco, col sole che picchiava dalle sei del mattino fino all’una di pomeriggio, a raccogliere pietre di ogni forma e a separarle in mucchi a seconda della loro grandezza.
      Queste pietre sono state poi rimesse a posto da parte di tutti noi partecipanti sotto la guida e con l’aiuto di due maestri “paretari”, dalle più grosse e rozzamente squadrate fino alle più piccole e sgraziate “scarde”.
      Abbiamo anche recuperato e rimesso al loro posto le pietre delle due colonne con carrucola e fontana, sopra uno dei due pozzi di attingimento dell’acqua dalla “Foggia”.
      Queste opere sono state possibili grazie all’iniziativa di “Passoditerra” ed al patrocinio dell’Amministrazione Comunale dell’epoca che ha fortemente voluto il recupero e la valorizzazione naturalistica di Foggia Vetere.
      Alla chiusura dell’iniziativa erano perciò presenti diversi rappresentanti dell’Amministrazione, tra i quali il Sindaco Pietro Federico, che vedi vicino a Pasquale Venerito, e l’Assessore Anna Vitale.
      Di quest’ultima voglio sottolineare il continuo ininterrotto impegno politico, per cui ho avuto la piacevole sorpresa di ritrovarmela candidata alla Camera dei Deputati nella lista di Rivoluzione Civile con Ingroia.
      Ricordo quei giorni con vero piacere e con soddisfazione: mi sono stati molto utili sopratutto come esperienza e tirocinio per poter poi fare qualcosa di buono nel mio pezzettino di terra che avevo appena preso in “consegna” dalla mia famiglia.
      Pietro

    • pietro ha detto:

      A proposito di Eumeo…
      Lo sai che oltre alle Contrade Fragnito e Lezzi abbiamo pure la Contrada Porcile? Non sarà bella come la “Petrosa Itaca” ma sicuramente nell’antichità ci si lasciavano pascolare maiali e cinghiali.

  3. pietro ha detto:

    Che fanno i link!
    Ho aperto su “Eclissi” e mi sono lasciato portare in viaggio dai Magi…..
    Per inciso, la mia Persia è in parte rappresentata all’inizio e nel corso del romanzo “Il giardino delle meraviglie”. Si tratta di un romanzo che rileggo ben volentieri. Mi sa che dovrei aggiungerci un capitoletto….

    • smemorato ha detto:

      I tuoi commenti sono sempre un ventata di ricordi, le contrade da te citate fanno parte della mia infanzia, vuoi per transiti, vuoi per amicizie. In quanto alla tua Persia, sto elaborando e appena finisco ti sottopongo il risultato. Rivedere e ponderare è sempre stato un mio modo di affrontare le cose della vita. Buona giornata!

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