Eclissi a Torino


Pietro Palmisano
Eclissi

ed. Tipografia La Concordia, 2008
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“Queste ECLISSI devono avere qualcosa di magico e di fatato. Ogni volta che rileggo questo mio scritto, mi commuovo fino alle lacrime. Mi sdoppio dall’autore e mi ritrovo nei vari protagonisti della storia. Non vi so dire se c’entra la taranta o se sono le erbe di San Giovanni. Di certo so che il tecnico grafico e tutti i responsabili della tipografia dove ho stampato il libro vogliono visitare i luoghi del libro, a Ceglie, e mi assillano per programmare una gita nella nostra città.
Pietro Palmisano”

Io spero che la lettura di questo libro stimoli nei nuovi lettori la curiosità per la mia Città natale: Ceglie Messapica detta, forse un po’ pomposamente, la capitale della gastronomia. Ho letto il libro con curiosità ed emozione cegliese condividendo con l’autore quel senso di estraniamento che mi ha preso, a volte, percorrendo le strade di Ceglie nei brevi ritorni nella terra natia. Trovandomi a passare per quelle strade, come fossi un forestiero, mi sono sentito costretto a guardare come accade quando incontri una bellissima persona. Tu rimani fisso e perso in quello sguardo e non sai, anzi ti chiedi se non sei importuno. La storia narrata ha l’impianto perfetto per una trasposizione cinematografica, quasi un giallo. E’ una vicenda che si svolge su più piani narrativi; l’autore intreccia i fili del racconto in maniera sapiente e suggestiva. E poi c’è lo sfondo storico e la scenografia di una città bianca che nulla ha da invidiare alla vicina Ostuni. I luoghi, le persone ed i loro nomi raccontano molto della nostra Storia; c’è poi tutto il degrado di un feudo secentesco che non si discosta molto, se non per forme e modalità, da quello odierno.

Un’eclissi morale che Ceglie, evidentemente, vive e rivive ciclicamente e che l’autore ha sapientemente ricostruito. Ho apprezzato molto le incursioni nelle nostre tradizioni autoctone e folcloristiche (la “carcara”, la “trenula”, ecc.), oltre che la ricostruzione di molti toponimi della nostra terra (Donna Lucrezia, su tutti). Mi ha affascinato la vicenda di Isabella di Noirot, duchessa di Gand, di cui ricordo aver visto sin da bambino la lapide nella sagrestia della chiesa di San Domenico.

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7 risposte a Eclissi a Torino

  1. pietro ha detto:

    Non ho molta simpatia per la c. d. “nobiltà”, specialmente quella fatta di arricchiti ex caporali e mercenari o esattori di imposte o peggio usurai e commercianti prestasoldi dei regnanti.
    Isabella di Noirot, la duchessa di Gand, nobile lo era di animo più che di nascita.
    Più che nobile doveva essere per avere lasciato di se un così forte ricordo in contrapposizione all’oscura traccia che del pessimo marito la storia ruffiana non è riuscita a cancellare del tutto.

  2. smemorato ha detto:

    Suggerimento tecnico per i visitatori: cliccate sull’immagine della copertina di Eclissi, sarete indirizzati sulla pagina principale del sito del CRAL Unicredit, poi cliccate su biblioteca, infine su letti per voi e … fatto?!

  3. Zino Tamburrino ha detto:

    Ho letto “Eclissi” diverse volte, la prima d’un fiato,ingozzandomi di ricordi, di curiosità, di ciò che avevo un pò rimosso per ritrovarmi bambino a correre lungo quelle strette viuzze pavimentate con lastre di pietra dalle quali alzando lo sguardo cercavo orientamento tra le mura tinteggiate di candida calce; per… vincere quella corsa che terminava alla “fontana” dove il più veloce prendeva posizione in attesa di bagnare “a pruscin'” gli sventurati secondi !!! Era estate!!!
    … dal Maschio ducale, lo sguardo “padrone” volgeva dall’Adriatico allo Jonio scrutando tutt’attorno dalla valle d’Itria alle pezze “tarantine”… mi sono così ritrovato in un mio ricordo di quando, spensierato ed un pò incosciente dopo la nevicata notturna partivo zaino in spalla con gli sci e le pelli di foca per il crinale Tosco-Romagnolo, dalla vetta del monte Falco a quella del Falterona il mio sguardo “padrone” copriva a perdita d’occhio tutto ciò che ci fosse dall’Adriatico al Tirreno.
    Il possesso di ciò che mi appartiene e porto nel cuore è legato al bianco delle case ed al bianco degli alberi innevati … Era inverno !!!

  4. pietro ha detto:

    Il giorno dopo quello della memoria domando
    Nella lettura di “Eclissi” abbiamo intravisto, nel substrato del romanzo, riferimenti al problema dei problemi dei popoli del Mediterraneo, la possibilità di pacifica convivenza e reciproca integrazione dei popoli delle tre Religioni monoteistiche rivelate che si affacciano sul nostro mare?
    Mi piacerebbe sentirlo dire…

    • smemorato ha detto:

      « Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio.» (Matteo 13,24-30)

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