abbiamo perso le prossime elezioni


Abbiamo perso le elezioni del 24 e 25 febbraio. Noi, cittadini italiani abbiamo perso, ma chi ha vinto? Chi vincerà le prossime elezioni Politiche? Mi pare chiaro, hanno già vinto e, lo confermeranno i risultati, i politicanti di lungo corso che qualcuno con la vista lunga definì “la casta”. Gente piena di slogan vuoti, ipocrisia, belle parole e colpi bassi, talmente bassi che risultano essere veri e propri autogol, il caso MPS è solo l’ultimo di una serie, lunga ed imperterrita, cominciata subito dopo la caduta del Cavaliere e l’ascesa del Professore. I programmi? Le proposte? No, per quelli non c’è spazio. Tanto le liste le fanno e disfanno loro. Fanno finta di mettere quote rosa, di espungere gli impresentabili, che usciti dalla porta rientreranno dalla finestra quanto prima. Vediamo di fare la Sibilla Cumana o la Pizia di Delfi: vincerà il PD e Bersani sarà incaricato di formare il governo. Ma non potrà farlo da solo con l’alleato Sel perché i voti catturati da Grillo, Ingroia e Monti saranno sufficienti ad impedire che la coalizione di centro-sinistra possa governare in autonomia.

Abbiamo perso, perché fra i partiti in competizione non ce n’è alcuno che abbia proposte veramente nuove o almeno fino ad oggi, poco più di venti giorni dall’apertura delle urne, non se ne sono udite. Tra i soggetti che si presentano alle elezioni, l’unica realtà con una qualche differenza sostanziale e di base rispetto agli altri partiti è il Movimento 5 stelle di Grillo; peccato che non abbia un progetto politico organico, ma solo buone intenzioni. Hanno proposto un’accozzaglia incoerente, in parte condivisibile ma gravemente incompleta e al limite della realizzabilità. 

Abbiamo perso, perché non si è riusciti a costruire, partendo dal movimento arancione, una forza veramente nuova che mettesse insieme le tante realtà movimentiste che intendono combattere il sistema politico esistente. Ci aspetta un governo presieduto da Bersani e con Monti all’economia, che proseguirà sulla strada folle dell’austerità che ci ha ridotti ad uno stallo dell’economia. 

don Gallo

In tempo di web 2.0, di Facebook e di Twitter le informazioni circolano velocemente e si propagano con altrettanta velocità. Se da un lato questo è un bene, dall’altro il web può rivelarsi un’arma a doppio taglio, come nel caso di Don Gallo, che a sua insaputa si è ritrovato sostenitore di Ingroia alle prossime elezioni politiche.

Informazioni su smemorato

senza nulla a pretendere
Questa voce è stata pubblicata in politica e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

15 risposte a abbiamo perso le prossime elezioni

  1. gianni_G ha detto:

    ma è tanto che abbiamo perso, da più di venti anni, forse trenta o quaranta

  2. smemorato ha detto:

    hai ragione, ma questa è una sconfitta nuova con qualche tentativo di cambiare le cose che al momento è abortito, al momento…

    • pietro ha detto:

      Più tardi ti invio il testo di un accorato comizio di quarantuno anni addietro. In condizioni molto simili a quelle attuali (si pensi che furono le prime elezioni anticipate della storia repubblicana, col dubbio che fossero state volute per impedire il referendum, proprio come oggi), per di più c’era alla guida del forte PCI (forte in tutti i sensi, anche moralmente, ancora non c’erano le banche…) il compianto Enrico Berlinguer.
      Anche quei tentativi abortirono, ma poi furono i giorni bui del terrorismo…
      E poi sempre di male in peggio.
      Io vi pregherei tutti di dar credito a questo santo prete col pugno chiuso.
      E’ uno dei pochi uomini che vivono coerentemente ciò che credono, sempre con gli ultimi, sempre coi poveri, sempre con gli esclusi, senza il ricco vitalizio dell’8 o del 5 per mille.
      Io vi supplico di farvi tirare dal cuore, siate irrazionali quando andrete a votare, perché ci andrete, non vi potete permettere il lusso di disertare.
      Non possiamo disertare, bisogna impedire il ritorno dei macellai al soldo del caimano.

  3. smemorato ha detto:

    Agli aderenti di “Cambiare si può” di Torino e provincia

    Vi inviamo in allegato la lettera che ci è stata inoltrata da Laura Orsucci, Cadigia Ester Perini e Roberto Lamacchia, candidati indicati da “Cambiare si può Torino”, in lista con “Rivoluzione Civile-Ingroia”, con cui promuovono un incontro pubblico di confronto con l’associazionismo, i movimenti e la società civile, per costruire e raccogliere istanze, idee e proposte.

    L’incontro si terrà Martedì 5 febbraio alle 17,30 presso il cinema LUX a Torino.

    Ci sembra una iniziativa interessante, finalizzata al confronto e all’approfondimento delle idee, che riteniamo sia da valorizzare.

    Questa e-mail è stata inviata ai 785 aderenti di Cambiare si può di Torino e provincia, che si sono iscritti nei mesi scorsi nell’indirizzario nazionale.

    Finalmente dopo i grossi problemi organizzativi, sorti dopo la consultazione sul percorso di sostegno alla Lista “Rivoluzione Civile”, dovuti all’impossibilità di avere a disposizione gli indirizzi di posta elettronica di gran parte degli aderenti – per cui molti sono stati purtroppo esclusi dall’informazione sulle iniziative e riunioni che ci sono state dopo l’assemblea del 29 dicembre a Torino – oggi usiamo per la prima volta l’intero indirizzario che siamo riusciti ad estrapolare dal tabulato nazionale.

    Riteniamo pertanto che sia necessaria, per un’opportuna conoscenza dei fatti da parte di tutti gli iscritti, fare una breve cronistoria di quanto è nel frattempo accaduto.

    A seguito dell’assemblea del 29 dicembre e dopo la consultazione generale del 31 dicembre, si è tenuto il 7 gennaio scorso il coordinamento di “Cambiare si può Torino”, per fare il punto della situazione.

    Al termine di una riunione molto accesa, sono stati designati gli scriventi Antonio Canalìa e Luciana La Prova, come referenti organizzativi, con il compito, nel rispetto di coloro che hanno votato nella consultazione per il “si” (64,7%) e alla luce del risultati ottenuti dalla delegazione nazionale che giungeva ad un accordo con Ingroia sui punti del programma e sulle modalità delle candidature, di informare e raccogliere le candidature degli iscritti di “Cambiare si Può Torino”, al fine di riuscire a trasmettere al più presto una rosa di nomi alla delegazione nazionale di “Cambiare si può”.

    Ci sono state inoltrate cinque candidature di forte rilevanza politico-sociale, che riportiamo di seguito:

    Domenica Mimma Greco specialista in Igiene e Medina Preventiva, aderente a Coscienza Comune a Torino, membro del Coordinamento Nazionale della Lista Civica Italiana e referente regionale della stessa.

    Cadigia Ester Perini cassaintegrata e delegata Fiom della Agile Ivrea. Redattrice dal 2010 del blog l’Isola dei cassintegrati. Redattrice di “Varieventuali”, quindicinale eporediese di informazione sociale e culturale.

    Paolo Jarre medico, direttore del Dipartimento Patologie delle Dipendenze ASL TO3,

    Roberto Lamacchia avvocato, presidente nazionale dell’Associazione Giuristi Democratici e difensore degli attivisti NO Tav .

    Laura Orsucci libera professionista, consigliera comunale della lista “Sinistra Gassinese”, del Coordinamento “NO TangEst” contro la costruzione della Tangenziale Est di Torino.

    Sono stati inseriti nelle Liste di “Rivoluzione Civile”: Roberto Lamacchia, Cadigia Perini (alla Camara) e Laura Orsucci (al Senato).

    Sarebbe stato più giusto e opportuno un percorso maggiormente democratico che potesse coinvolgere l’insieme degli iscritti e non una sola parte (quella di cui siamo riusciti a recuperare gli indirizzi di posta elettronica), con le proposte di candidatura validate da una ampia assemblea convocata unitariamente, in rispetto dei deliberati approvati dell’assemblea del 16 dicembre.

    Purtroppo però tutto questo non è stato possibile. L’enorme ristrettezza dei tempi, e l’impossibilità di avere a disposizione l’intero indirizzario per l’inoltro delle comunicazioni, che abbiamo formalmente richiesto, ma non ottenuto, l’hanno concretamente impedito.

    Anche la possibilità di convocare, come alcuni hanno chiesto, una assemblea per sabato 12 gennaio, prima della scadenza della consegna delle liste, atta a validare le candidature proposte, l’abbiamo ritenuta non opportuna.

    Il rischio, era di spacciare per un’assemblea generale, alla luce degli impedimenti di cui sopra, una riunione ristretta, non rappresentativa, che avrebbe scatenato polemiche a non finire e contribuito ad accentuare le divisioni.

    Abbiamo convocato invece una assemblea degli aderenti a “Cambiare si può Torino”, di cui avevamo gli indirizzi di posta elettronica, sabato 19 gennaio 2013 presso il Salone della Circoscrizione 3 in via De Sanctis n° 12, Torino, per approfondire il programma e i candidati della Lista “Rivoluzione Civile – Ingroia”, in cui ognuno potesse legittimamente esprimere le proprie opinioni e valutazioni di merito, alla quale hanno partecipato anche Livio Pepino e altri iscritti che si erano espressi nella consultazione per il “no” al sostegno a “Rivoluzione Civile”.

    La discussione è stata intensa e approfondita, e aldilà dei diversi orientamenti e valutazioni che sono stati espressi in merito alla composizione delle liste di “Rivoluzione Civile”, è stata valutata positivamente, da molti degli intervenuti, l’acquisizione nel programma di “ Rivoluzione Civile” di gran parte dei punti programmatici più significativi di “Cambiare si può”.

    L’auspicio comune che è stato evidenziato dall’insieme degli intervenuti, è stato quello di ritrovarsi al termine delle elezioni politiche, per riprendere nella maniera più unitaria possibile, il percorso di proposta e iniziativa democratica dal basso espresso da “Cambiare si può”, nella nostra realtà territoriale.

    Saluti

    Antonio Canalìa canalia@cgiltorino.it

    Luciana La Prova luciana.laprova@alice.it

  4. smemorato ha detto:

    Giuseppe Cavallo: Concordo e rammento quanto pronosticato da Moretti…con questi dirigenti non vinceremo mai! hai voglia a fare primarie + o meno finte, se davvero vogliono attuare un rinnovamento un pò efficace, dovrebbero fare primarie di collegio uninominale obbligatorie x tutti i partiti.

  5. beppecavallo ha detto:

    basta con le riserve della repubblica o personalità eccellenti. La conduzione della vita pubblica, o è affidata a scelte popolari nella massima trasparenza e con pieno consenso informato o rischia di trascendere in autocrazia di Casta, emanazione di poteri forti non eletti da nessuno: WTO, Banca mondiale investimenti, Commissione Europea, Trilateral, Bildenbergh, e via di questo passo. Verso quale democrazia andiamo incontro? dei Ponzio Pilato? in questo il cavaliere è imbattibile…quì lo dico e quì lo nego.

    • smemorato ha detto:

      Caro Beppe il tuo sfogo è più che giusto e comprensibile. E’ anche il mio sfogo! Abbiamo rinunciato, per quieto vivere e spesso per un male inteso senso di subalternità politica europea alla, nostra sovranità. Sarebbe ora di porre una fine alla subalternità derivataci dagli errori di un uomo, pessimo statista e peggior politico, recentemente elogiato da uno che non si può definire neanche politico perchè s’interessa solo e comunque de propri sporchi affari. Occorre tirare su la testa e cominciare a dire qualche no forte a livello internazionale, altrimenti tutti gli sforzi e sacrifici che ci richiedono andranno a finire nel cesso!

  6. pietro ha detto:

    Cosa penso davvero di Ingroia e del suo progetto politico
    di Salvatore Borsellino | 1 febbraio 2013
    Commenti (162)

    Più informazioni su: Antonio Ingroia, Giovanni Falcone, Mafia, Movimento 5 Stelle, Paolo Borsellino, Rivoluzione Civile, Strage di via D’Amelio.

    Pubblico qui di seguito la lettera pubblicata sulla mia pagina Facebook a proposito di Antonio Ingroia e del suo progetto:

    Mi sono purtroppo resto conto che articolando troppo il discorso quando scrivo della mia posizione nei confronti del progetto di Antonio Ingroia, della lista Rivoluzione Civile e degli attacchi concentrici a cui lo stesso Ingroia viene sottoposto indistintamente da ogni altra parte, politica e no, quello che dico viene interpretato non sempre in maniera consona a quelle che erano le mie intenzioni.

    Basta estrapolare l’una o l’altra frase, virgolettandola ed isolandola dal contesto e quelle che possono essere delle critiche parziali o delle sollecitazioni generate dall’amicizia e dalla affetto che mi lega a lui vengono presentate invece come degli attacchi e delle sconfessioni al suo progetto ed al suo operato.

    Chi mi conosce bene sa che sono molto più critico con le persone che stimo ed a cui sono legato da affetto che con le persone che al contrario non stimo e che tengo ad ignorare, ritenendo, e probabilmente è un mio limite, che non valga la pena neanche di criticarle.

    Probabilmente un ventennio di obnubilazione mediatica e di scontro costante, per cui chi pensa in maniera diversa da te diventa un nemico piuttosto che una persona con la quale confrontarsi, ci ha abituati a volere che tutto sia nettamente classificabile, amico o nemico, vero o falso, destra o sinistra e così via.

    Di recente mi è successo, con un giornalista con il quale mi ero dilungato a parlare di cosa pensavo delle diverse liste che parteciperanno a questa competizione elettorale, di sentirmi alla fine apostrofare, “si ma insomma, lei per chi voterà?”, come se tutto dovesse essere necessariamente ridotto ad un numero o ad una percentuale in un sondaggio.

    Allo scopo di evitare ogni tipo di equivoco, voglio allora esprimere sinteticamente e schematicamente quale è è la mia posizione nei confronti di Antonio Ingroia e delle polemiche che lo hanno interessato da quando a deciso di candidarsi:
    – Ho sofferto molto per la sua decisione di lasciare la magistratura perchè lo ritengo uno dei migliori magistrati del nostro paese, le sue indagini sulla trattativa, condotte insieme agli altri ottimi magistrati del pool di Palermo, in particolare con Nino Di Matteo, mi hanno ridato la speranza di potere arrivare a conoscere la verità sulla strage di via D’Amelio
    – Dopo le iniziali perplessità ho capito e accettato il suo progetto di proseguire in parlamento la sua battaglia per la verità. Come lui stesso dice con una bellissima immagine, arrivati nell’anticamera della verità era necessario entrare nelle stanze del potere per impedire che la politica continuasse a spegnere quelle luci che avevano fatto, finora, soltanto intravedere le prove di quella verità.
    – Ritengo che questo progetto sia inviso a molti e ritenuto un pericolo da bloccare con ogni mezzo. Troppi personaggi di ogni parte, della politica e delle istituzioni sono stati complici di questa congiura del silenzio sulla trattativa Stato-mafia che è durata per venti anni ed è per questo che Antonio Ingroia, con l’eccezione del Movimento 5 Stelle, viene attaccato ferocemente da ogni parte. Deve essere fermato, non importa come.
    – Nella polemica di questi ultimi giorni è stato lui ad essere provocato. E’ del tutto falsa l’accusa di essersi paragonato Giovanni Falcone e chi la fa dimostra di essere in malafede e di non avere neanche letto le sue parole. Non è tollerabile poi che un magistrato, Ilda Boccassini,pensi di potere distribuire ad altri patenti di ‘grandezza’.
    E’ altamente offensivo definire un magistrato come Antonio Ingroia un “piccolo magistrato”.
    E’ altamente offensivo anche per la memoria di Paolo Borsellino che sicuramente aveva un ben altro concetto di lui dato che lo stimava e aveva per lui una predilezione quasi “filiale”.
    Mi ha commosso un messaggio speditomi da Antonio in cui dice che Paolo gli manca e continua a mancagli.

    E’ vero, io ho criticato Antonio per la maniera in cui ha reagito tirando in ballo, e non avrebbe dovuto farlo, Paolo Borsellino e quello che lo stesso poteva avergli detto su una loro collega. Non ha probabilmente retto allo stress per gli attacchi cui viene quotidianamente sottoposto ed è andato sopra le righe.
    Un ‘politico’ non lo avrebbe fatto, ma Antonio Ingroia non si è forse ancora abbastanza calato nel suo nuovo ruolo. E dal mio punto di vista voglio sperare che non ci sia cali mai troppo a fondo.
    – Per finire mi faccio da solo la stessa domanda che ho rimproverato a quel giornalista, ma alla fine per chi voterò?
    Se volete saperlo non posso che rispondervi che lo saprò soltanto nel momento in cui avrò in mano la scheda e la matita con cui, come un analfabeta, per questa disgraziata legge elettorale, non mi sarà concesso niente altro che mettere una croce vidimando così scelte fatte da altri.
    Non guarderò molte liste, soltanto quelle di Rivoluzione Civile e del Movimento 5 Stelle, le altre non mi interessano, le ho scartate a priori.
    Se guarderò solo al progetto, che condivido in pieno per come è stato concepito, meno per come è stato realizzato, ed al nome di Antonio Ingroia, voterò Rivoluzione Civile. Se sarò certo di fare eleggere con il mio voto persone come Saverio Lodato o Sandra Amurri, ma non sono purtroppo nella mia circoscrizione, voterò ancora per Rivoluzione Civile e per Antonio Ingroia, Se invece cercherò e troverò nella lista i nomi di quei giovani che hanno combattuto, senza mai chiedere nulla, le mie stesse lotte per la Verità e per la Giustizia allora voterò per il Movimento 5 Stelle. Questi e nessun altro sono per me i “voti utili”.

    • Giacomo ha detto:

      Si! Ingroia ha fatto errori politici formali e sostanziali, ma il poco tempo a disposizione ha congiurato a favore di questi errori che hanno spiazzato molti cittadini di fede arancione. Nell’interesse della nostra parte non e’ comunque conveniente dargli troppi torti. Le storture della legge elettorale per il Senato non sono una colpa di Ingroia.

  7. carolemico ha detto:

    Ciao a tutti. Inutile che vi afanniate tanto per questo o quello tanto come disse quello, ammazza, ammzza so tutti na razza (di qualsiasi colore essi siano), All’inizio parlano parlano promettono mari e monti ma poi all’atto pratico ogniuno pensa solo alla poltrona e a farsi la grana, Noi popolino ci scanniamo tra noi come tanti cogl… e loro fanno i cassi loro. E noi volenti o nolenti li manteniamo con le nostre tasse, ma il bello è che ci stiamo pure zitti.
    Dovrebbe essere per legge il loro stipendio dovrebbe essere come quello di un operaio della Fiat, poi vorrei vedere quanti di questi rimarrebbero a fare politica. E gli farei anche i conti in tasca per evitare che prendano bustarelle. E’ una vergogna, tra questa gente c’è ne tanti che non hanno lavorato nemmeno un giorno in vita loro.

    • Giacomo ha detto:

      Caro sai gia’ che la mia risposta non sara’ conforme al tuo pensiero, ma e’ indubbio che occorrera’ porre mano prestissimo agli eccessi del costo della politica.

  8. pietro ha detto:

    “Abbiamo perso le prossime elezioni” è allo stesso tempo molto equivoca come affermazione e come minimo ambivalente se si vuole andare alla sostanza.
    Qualunque significato prendiamo in considerazione ha uguale valore degli altri.
    Per me NON E’ VERO IN ALCUN CASO.
    Primo: possiamo ancora andare a votare, nonostante regiorgio…. Infatti Lui avrebbe preferito tenere ancora in vita i “vampiri” tecnici.
    Secondo: possiamo ancora scegliere la formazione o coalizione di governo. Loro signori avrebbero preferito continuare con la formazione destra-centra-sinistra, ma hanno dovuto smettere che stava arrivando una tempesta di referendum.
    Terzo: possiamo ancora scegliere nell’ambito di una proposta di candidati quelli della lista che voteremo. Invece i padroni dei partiti avrebbero voluto fare da soli.
    Quarto e non ultimo per importanza: noi della RIVOLUZIONE CIVILE VINCEREMO COMUNQUE, perché non potranno fare i loro comodi, nemmeno se si alleassero con tutti i demoni infernali, con tutti i piduisti, fascisti, ladri e massoni che hanno schierato in campo.
    Mi auguro che abbiano una congrua rappresentanza anche i cittadini che si sono affidati alla guida del “comico”: saranno cazzi amari per tecnici e politici di lungo corso.
    NON AVREMO PERDUTO ALLE PROSSIME ELEZIONI

    • smemorato ha detto:

      Pietro carissimo potrei sottoscrivere parola per parola il tuo ultimo commento, ma permettimi: Ingroia non ha, purtroppo, tenuto conto della trappola della legge elettorale detta giustamente porcata. I voti al Senato per liste nuove devono superare lo sbaramento dell’8 percento. Scusami se ho sbagliato, ma ho una brutta influenza.

  9. smemorato ha detto:

    Beh, nonostante la pesantezza della botta che ho preso (ieri febbre a 40°) credo proprio che parteciperò alle elezioni, probabilmente come rappresentante di lista.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...