a Cameri V F35


Domani, giovedì 7 febbraio 2013 alle ore 9:00, conferenza stampa 
di INGROIA davanti all'aereoporto di Cameri contro gli F35.
MARCO ROVELLI – La crisi delle forme di rappresentanza e le
trasformazioni necessarie. >clicca!

Cari amici, se volete unirvi a formare un grande coro di NO ALLE SPESE MILITARI questa è una occasione. Ogni singola persona che si unisce a noi rafforza il nostro invito ad agire. Ti prego di prenderti un minuto per condividere questo link con chiunque conosci. Cambiamo le cose insieme,

Antonio

Rivoluzione Civile vuole destinare i miliardi stanziati per l’acquisto degli F-35 per migliorare le politiche di assistenza per i più deboli e i portatori di handicap. Per la difesa del diritto al lavoro, per avviare politiche di crescita in grado di dare ai giovani un futuro. Per il rilancio delle Pmi, per la tutela dell’ ambiente e della salute, per l’istruzione e cultura. Per l’Italia. Facciamo sentire la forza delle nostre ragioni firmando questo appello.

Informazioni su smemorato

senza nulla a pretendere
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7 risposte a a Cameri V F35

  1. pietro ha detto:

    Dovrò cambiare antivirus, perché ho l’impressione che mi hai infettato!

  2. pietro ha detto:

    Come la mettiamo questa?
    Belaid morto anche per colpa nostra

    Posted feb 7 2013 by Flavio Lotti

    Se Chokri Belaid è stato assassinato, la colpa è anche nostra. E’la colpa dell’Italia e dell’Europa che hanno lasciato soli i giovani protagonisti della primavera araba. E’ la colpa di quella politica e di quei governi (Berlusconi e Monti) che non hanno voluto cogliere le straordinarie opportunità offerte da quel sommovimento preferendo restare aggrappati alle vecchie e ciniche logiche del passato. Che la rivoluzione non potesse durare lo spazio di una primavera era noto a tutti. Che la transizione sarebbe stata complessa e contraddittoria era evidente anche ai meno esperti.

    Il buon senso, un occhio attento agli interessi del Paese, avrebbe indotto il nostro governo e la nostra diplomazia a mobilitare ogni risorsa pubblica e privata a sostegno dei cambiamenti. Avrebbe offerto ascolto e supporto alle istanze di giustizia sociale, libertà e democrazia. Anche per frenare il rischio di una deriva islamista. E, invece, nulla. Non si è fatto nulla fino a rimuovere il nostro Paese dalla cartina geografica. Dovevamo voltare pagina e non l’abbiamo fatto.

    Oggi piangiamo l’uccisione di uno dei principali protagonisti di quella rivoluzione che l’Italia non ha voluto sostenere. Un difensore della libertà e dei diritti umani. Ma sono lacrime inutili, se non riconosciamo le nostre responsabilità e se non decidiamo di cambiare radicalmente atteggiamento e politica.

    Rivoluzione Civile si batterà dentro e fuori il Parlamento per fare in modo che questo accada. Per dare all’Italia un governo capace di non sprecare altre opportunità, di affrontare le sfide aperte, senza armi, con saggezza e lungimiranza e di trasformare il Mediterraneo in un mare di pace e di giustizia.

    Flavio Lotti

    Caro Lotti
    il Mediterraneo non è ancora un Mare di Pace e Giustizia, come tu ed io vorremmo che fosse.
    Non tutti abbiamo salutato la cosìdetta “primavera araba” per quello che era e avrebbe dovuto essere per tutto il Mediterraneo e per le genti che ad esso si affacciano.
    Diciamo la verità fuori da ogni convenzione: non siamo colpevoli solo della morte di “Zucchero”, perché noi stiamo registrando come funerei notai, dall’avvento dei macellai tecnici, le morti quotidiane per suicidio indotto di imprenditori e lavoratori e padri di famiglia ai quali il potere famelico della finanza incappucciata nega senza giustificazione l’onore e la dignità del lavoro e dei mezzi di sostentamento per se e per la propria famiglia.
    Voglio aggiungere che noi non ne usciremo mai, mentre i nostri fratelli arabi hanno qualche speranza di farcela se stanno lontani dai nostri modelli.
    Hanno speranza di farcela coloro che in milioni piangono la morte di un “leader” o quella di un semplice venditore ambulante che non riesce a farsi ascoltare altrimenti, e in milioni in lacrime e inermi sfidano i carri armati schierati nelle Avenue e nelle Piazze.
    Noi non ne usciremo mai perché non si potranno mai vendicare centinaia di morti con un semplice tratto di matita sopra un pezzo di carta falso e inutile.
    Io continuo a supplicare amici e conoscenti a favore di RIVOLUZIONE CIVILE: ci risentiamo dopo il 25 Febbraio. Conserverò questo scritto per quando sarai in Parlamento.
    Pietro Palmisano

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