l’ago rotto della bilancia


Il candidato MM detta le condizioni del suo impegno politico affermando che ci sono le stesse possibilità che Scelta Civica per Monti faccia un’alleanza post-elettorale con il centrosinistra o con il centrodestra, purché senza Berlusconi. «Molti elettori del centrodestra – ha spiegato – desiderano la realizzazione di riforme e liberalizzazioni, ma non le troveranno in quello schieramento, per cui spero che continui quella frana che c’è stata prima del brillante e imperioso ritorno di Berlusconi». Se invece Scelta Civica non otterrà la maggioranza, è stato chiesto a Monti, si deve considerare «scontata» l’alleanza con il centrosinistra? «No, le chance di un’alleanza con il centrosinistra sono identiche a quella di un’alleanza con il centrodestra», anche se quest’ultimo dovrebbe rinunciare alla presenza di Berlusconi, come ciò sia possibile il prof. dovrebbe anche spiegarcelo. «Ci sono molte forze nel centrodestra – ha concluso – con cui si possono fare insieme riforme, un po’ meno con Berlusconi, anche perché con lui ho difficoltà a vedere la coerenza del pensiero nel tempo».  

Monti ha riferito di aver voluto entrare in politica per difendere le riforme fatte dal suo governo e per portarle avanti in futuro con Scelta civica. «Questa decisione – ha detto – mi ha fatto rinunciare a possibili posizioni di privilegio». Alla domanda se gli fosse stato offerto il Quirinale in caso di rinuncia alla propria candidatura, Monti ha risposto: «Anche, ma non solo». «Il Quirinale – ha aggiunto – oppure posizioni di quasi vertice o di vertice nel governo». Quindi i giornalisti hanno chiesto se gli fu offerto Palazzo Chigi: «Non con certezza, ma era una possibilità», ha replicato il premier. Monti non ha però voluto rivelare chi ha avanzato questa offerta: «Nelle conversazioni politiche – ha spiegato – esiste una parte riservata». 

Il presunto vantaggio di Monti consisterebbe nel fatto che sarebbe il «deus ex machina» a causa di quanto prevede il porcellum per il Senato. Bersani, non conseguendo la maggioranza per la Camera Alta dovrebbe rivolgersi in prima battuta a lui per tentare di dar vita a un governo: i voti centristi (che siano 30 o 50 poco importa) sarebbero sufficienti a garantire stabilità pure in quel ramo del Parlamento. Il paradosso, insomma, è che l’alleanza tra Silvio e Bobo può far perdere il candidato centrista per il Pirellone, Albertini, a vantaggio di Maroni; e se si dà retta ai primi sondaggi del 2013 sembra dissolvere le speranze montiane di conquistare la seconda piazza dietro a Bersani, dal momento che il centrodestra unito sta almeno dieci punti avanti, difficili da recuperare. Ma l’amarezza del Professore verrebbe compensata dal ruolo chiave, di ago della bilancia, che gliene deriverebbe nei futuri equilibri romani. 

mb

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Una risposta a l’ago rotto della bilancia

  1. smemorato ha detto:

    Riguardo alla eventualità che il centrosinistra si allei con Monti il segretario del Pd osserva: «Se sarà necessario, se sarà opportuno, se sarà praticabile, lì ci penso io perché le primarie hanno deciso anche chi dirige il traffico…»

    Capito Vendola? Allontana l’amaro calice prima che sia troppo tardi!

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