Scascia Pignata la fine del Carnevale a Ceglie Messapica


di Adele Galetta

Prima domenica di Quaresima all’insegna del divertimento a Ceglie Messapica. Come tradizione vuole, torna, per il 14° anno, la Pentolaccia o meglio conosciuta in paese come la Scascia Pignata. Appuntamento imperdibile, organizzato da Raffaele Carriero, titolare del “Bar del Corso”, dall’associazione musicale “Casarmonica” e dall’Amministrazione Comunale.

Spettacoli musicali , intrattenimenti e la tipica pentola in terra cotta, attenderanno i tanti bambini mascherati che, a partire dalle 16 in Corso Garibaldi, dovranno, bendati e muniti di bastone, dopo aver girato più volte su se stessi, cercare di colpire la pignata per ricevere dall’alto tante sorprese. Alle 17:30, invece, tutti al Teatro Comunale per assistere allo spettacolo “Ribolle di sapone in su”, un viaggio tra e con bolle di sapone, d’ogni forma e dimensione, da quelle giganti a quelle piccolissime, da quelle che nascono dalle semplici mani nude e da un soffio a quelle generate da complesse procedure o da attrezzature improbabili. Il secondo appuntamento della stagione teatrale “Il Posto delle Favole”, organizzato dalla Residenza di Ceglie Messapica, porta in scena un racconto visivo e musicale.

Al calare del buio ( ore 20 ) infine, verrà aperto finalmente il grande Pignatone in Piazza Plebiscito che regalerà sorprese colorate per tutti.

La notizia completa sull’edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui

Qualche ricordo dei miei anni verdissimi affiora, ricordo la folla che riempiva il “largo Noci”, davanti alla chiazza cuperta, il camion Leoncino rosso che trasportava Carnial conducendolo verso la sua morte, qualcosa di festoso e luttuoso era in quell’atmosfera, persa già all’alba degli anni settanta che avrebbe portato il frigorifero e l’acqua corrente nelle case: la fine di un’epoca e di una cultura popolare.

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7 risposte a Scascia Pignata la fine del Carnevale a Ceglie Messapica

  1. Zino ha detto:

    Accorravamo portandoci dietro le urla della mamma,un maglione grosso una sciarpa e nu cuppulino c’era CARNIAL ACCIS’ ed un gradevole profumo di mandarini del quale era intrisa l’aria…

  2. pietro ha detto:

    Per la verità non apprezzavo neanch’io, anche se molto più grande di te, perché la morte non m’ispira allegria. Però riflettendo dopo mezzo secolo credo che quel caro signore non celebrava la morte, ma la sua democraticità: pensa alla nostra società medievale e alla grande capacità livellatrice (ricordi Totò?) di nostra sorella morte.
    Forse Cicce du macell era un grande filosofo, oltre che attore nel ruolo di Carnial Muert!

    • smemorato ha detto:

      Credo tu abbia ragione, anche perchè quella forma di rievocazione era ancestrale, chissà quanti secoli di Cicce du macell sono trascorsi nell’anima popolare di Ceglie.

  3. Zino Tamburrino ha detto:

    … picc … assè ci lu pò disc e ci lu pò ssapì cchjù !!!

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