Le proposte al PD attraverso Internet ecco la “partecipazione” dei cittadini che vorranno così tentare di indirizzare la politica del futuro governo. I segni della “rivoluzione grilliana” cominciano a sgretolare le ingessature della politica italiana?

Lo smemorato di Collegno

Il risultato elettorale ha fatto emergere con chiarezza quanto forti siano le ripercussioni della crisi più grave dal dopoguerra a oggi e quanto perentoria sia la richiesta di cambiamento.

Le primarie aperte per la premiership, con oltre tre milioni di votanti, e le primarie per la scelta dei parlamentari che hanno eletto moltissimi giovani e donne sono state il tentativo di dare una risposta nel segno della partecipazione, del civismo e del rinnovamento.

Il centrosinistra non ha ottenuto alle elezioni la possibilità di formare da solo il governo del Paese, ma è maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato.

Tocca dunque a noi la responsabilità di fare una proposta che sia all’altezza delle aspettative dei cittadini.

Per questa ragione proponiamo un programma di governo basato su otto punti che qualifichino e chiariscano il senso del cambiamento che vogliamo per l’Italia. Proposte di fronte alle quali ciascuno si assumerà la…

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3 risposte a

  1. pietro ha detto:

    Caro Smemorato
    apprezzo il tuo ottimismo, ma da Bersani e dai volponi del “vecchio” PD non mi faccio prendere in giro, anche se loro si protestano figli di meccanici.
    Per dire di alcuni figli di meccanici io ti vorrei far vedere i nipoti dei nonni meccanici come stanno bene piazzati: per non far torto a nessuno si potrebbe incominciare dai figli di D’Alema e finire a quelli di Di Pietro.
    Dei congiunti degli stessi meglio non parlare, mogli, mariti, cognate e cognati, molti li hanno vicini di poltrona, e se non proprio vicini stanno distanti due gruppi parlamentari, ma nello stesso “bivacco”.
    Bersani cosa dice dei nostri figli, per i tuoi figli?
    Bersani cosa dice di questo cantiere edile fatto in spregio a tutte le regole sotto la luce potente del sole?
    Bersani sa niente dei morti di disperazione o è preoccupato soltanto di quelli di corruzione?
    Non m’incanta. Aspetto di vederli tutti all’opera senza scaldarmi inutilmente.
    Non preparo applausi e nemmeno pernacchie, attendo.

  2. smemorato ha detto:

    Legittimissima la tua posizione, mentre attendi, sottopongo alla tua attenzione le avventure del nuovo che avanza ne PD.

    Nel corso della trasmissione di Rai3 ‘Che tempo che fa’ di ieri sera il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha detto: ”Ha vinto Bersani, ha il diritto di provarci, il mio atteggiamento é stato di assoluta lealtà in un paese affetto da scilipotismo, che é il cambiare casacca. Non vorrei che lo scilipotismo diventasse la caccia al grillino: adotta un grillino che passa perché lo abbiamo contestato quando lo facevano altri”. “Se Bersani fallisce – ha detto Renzi – é difficile non andare al voto. In quel caso primarie obbligatorie”. Inoltre, ha proposto con forza un nono punto al programma che Bersani ha sottoposto via internet agli italiani: il no al finanziamento pubblico dei partiti. Questo mi pare predicare bene e razzolare male. Non è questa proposta un chiaro ammiccamento al Movimento 5 Stelle? E poi quanto ha di democratico una proposta del genere che, se passasse, limiterebbe di molto la partecipazione popolare alla politica?

    Intanto Renzi ha destituito di fondamento le ipotesi circolate sulla creazione di un partito con il premier Mario Monti ed ex Popolari che potrebbe essere stato l’argomento della sua visita a Palazzo Chigi nei giorni scorsi.

    Certo che se il Presidente Napolitano dovesse intraprendere la strada di un governo del presidente, Bersani dovrebbe per forza farsi da parte. In tal caso il più gettonato è proprio Matteo Renzi che ha resistito alla “liturgia” della direzione del Pd per sole due ore, per poi scappare e concedere un’intervista in cui immagina un Pd diverso, che “fa a meno del finanziamento pubblico” e viene guidato da “un nuovo gruppo dirigente”. Egli appare molto meno contrario di Bersani su una possibile grande coalizione che riunisca Pd e Pdl: “In un paese normale si farebbe”.

    Io tifo per Bersani! Perchè, forse, stiamo tornando un Paese normale, un accordo con il Pdl è improponibile. Dopo che PD (scelta sciagurata, pagata con il risultato delle elezioni) e il Pdl hanno sostenuto insieme il Governo Monti impostoci dal Presidente Napolitano, non è proponibile una loro collaborazione politica. Gli elettori punirebbero ulteriormante entrambe le parti che, checchè ne dicano, sono uscite dalle elezioni con le ossa rotte da parte del Movimento 5 Stelle.

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