la nuova giunta regionale pugliese


Cartina-puglia
Nichi Vendola ha presentato la nuova giunta regionale pugliese:
Angela Barbanente – Vice Pres. e Urbanistica
Silvia Godelli – Cultura
Alba Sasso – Diritto Studio
Elena Gentile – Salute e Politiche Sociali
Loredana Capone – Sviluppo Economico
Rosa Stanisci – Risorse Umane
Guglielmo Minervini – Politiche Giovanili
Antonio Decaro – Trasporti
Lorenzo Nicastro – Ambiente
Leo Caroli – Lavoro
Leonarso Di Gioia – Bilancio
Fabrizio Nardoni – Pol. Agricole.

I generi sono rappresentati fifty-fifty, niente male come esempio di democrazia e di riconoscimento della parità dei sessi.  I nuovi volti della giunta regionale sono, l’assessore alle risorse umane Rosa Stanisci, ex sindaco di San Vito dei normanni ed ex parlamentare del Pd; l’assessore alle Infrastrutture-mobilità e lavori pubblici Antonio De Caro, capogruppo regionale del Pd e neoeletto alla Camera; l’assessore al bilancio Leonardo Di Gioia, ex consigliere regionale PdL ora in area montiana; l’assessore al lavoro Leo Caroli, primo dei non eletti della lista Sel nelle ultime regionali; l’assessore alle risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni (Puglia per Vendola).

Secondo il Presidente della Regione Nichi Vendola “si è chiuso un ciclo politico. Credo che sia il contesto in cui va ripensata l’organizzazione dei lavori del governo regionale. C’è la necessità di rendere più efficace l’azione di governo e c’è da considerare anche l’esito delle elezioni. Siamo ad un rimpasto abbastanza corposo. Parte una nuova fase, sarà un corpo a corpo tra la politica e la povertà. Questo è il tema degli ultimi anni di governo che ci restano”.

Vendola ha aperto la conferenza stampa ringraziando gli assessori uscenti. “Rigrazio Nicola Fratoianni, un fratello minore per me; Michele Pelillo, personalità forte; Dario Stefano, riferimento del mondo agricolo; Ettore Attolini, ha portato con garbo e sulle spalle la croce più pesante nel momento più pensante (riprende ruolo di direttore d’area all’Ares); Marida Dentamaro, competente in materia tecnico amministrativa; Fabiano Amati, un altro fratello minore; Maria Campese, ha cucito ferite costruite nel tempo”. “Li ringrazio tutti – ha concluso – per la la lealtà avuta nei confronti della Puglia”. Sarebbe bello sapere la loro opinione in proposito.

La composizione della nuova giunta prevede il taglio del numero di assessori da 14 a 12. Il rimpasto, definito è stato determinato tra le altre cose dalla necessità di sostituire tre assessori eletti in Parlamento. Le due escluse: Maria Campese, che si era schierata con Rivoluzione civile di Antonio Ingroia alle politiche di febbraio, e Marida Dentamaro, tecnico che era entrata in quota Pd, ma che non sarebbe stata sostenuta fino in fondo nel corso di questo negoziato proprio dal Pd. Il sestetto maschile riserva le maggiori sorprese: fuori Fabiano Amati e Ettore Attolini, che ricoprirà il ruolo di consulente del presidente per le politiche della salute.

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7 risposte a la nuova giunta regionale pugliese

  1. pietro ha detto:

    L’entità del risparmio è ridicola. Quali i vantaggi possibili per la popolazione? A chi può giovare uno scambio di poltrone?
    Sembra soltanto un riequilibrio della zavorra nella macchina del governo regionale.

    • smemorato ha detto:

      Io ci leggo anche:
      – regolamento di conti
      – prodromi per eventuali alleanze a livello nazionale…
      è la politica bellezza!

      p.s.:
      hai notato il silenzio assordante di Nichi sulle beghe preincarico da parte di Napolitano?

      • pietro ha detto:

        Sottoscrivo.
        Però lo avevo immaginato meno machiavellico e levantino.
        Ora direi addirittura bizantino nel senso più deteriore, come quei pugnali lunghi e sinuosi ma sottili e affilatissimi che si usavano negli splendidi palazzi sul Bosforo.
        Bari propaggine di Costantinopoli.

  2. eldiablo1959 ha detto:

    Ve l’avevo detto.

  3. Domenico Biondi ha detto:

    Coerenza vuole che si rispettino i patti e le alleanze. Bersani è stato corretto nei confronti del suo alleato indipendentemente dall’esito elettorale. Comunque questo è trasformismo puro. La dimostrazione che la politica annulla qualsiasi rapporto basato sulla lealtà e correttezza.

    • smemorato ha detto:

      Stai scherzando? Bersani dopo le primarie vinte e prima del voto ha danneggiato con le sue dichiarazioni ondeggianti Vendola, salvo dargli dell’uomo di governo appena prima del voto. SEL ha perso voti anche grazie a Bersani, basta rileggersi i giornali delle settimane da poco passate. Sempre a proposito di correttezza del PD, lo sai che c’è una pressante campagna acquisti nei confronti di SEL con richieste esplicite di scioglimento del partito e confluenza nel PD? Io credo che a fronte di questi atteggiamenti si può ricorrere, magari sbagliando, a tatticismi ineleganti. Inoltre non è escluso che la base di SEL, abbastanza in fermento, possa chiedere al suo leader di ridefinire i rapporti interni, magari con la convocazione (a casino, governo da formare, finito) di un congresso per il rinnovo della classe dirigente il partito. Questo, naturalmente dal mio modestissimo angolo visuale.

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