fumata nera in diretta


bersani

19:20 – Fallisce il mandato esplorativo di Pierluigi Bersani. Il pallino torna in mano a Giorgio Napolitano che proverà quasi certamente a battere la strada del “governissimo”, opzione più volte fermamente rifiutata dal segretario del PArtito Democratico. La formazione di un governo a questo punto è un vero rompicapo.

19:17 – Bersani ha gettato la spugna in un breve comunicato: Ho riferito al Signor Presidente dell’esito del lavoro delle consultazioni che non hanno Portato a un esito risolutivo. Ho illustrato gli elementi positivi attorno a proposte programmatiche, ma ho descritto anche le difficoltà derivate da preclusioni o condizioni che non ho ritenuto accettabili. Il Presidente ha ritenuto quindi di effettuare suoi personali accertamenti.

La risoluzione della crisi politica, frutto delle elezioni, torna ora nelle mani del Presidente Napolitano. “Il presidente della Repubblica si è riservato di prendere senza indugio iniziative che gli consentano di accertare personalmente gli sviluppi possibili”, ha brevissimamente dichiarato il segretario generale del Quirinale Donato Marra.

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10 risposte a fumata nera in diretta

  1. smemorato ha detto:

    Sono d’accordo con Gennaro Migliore, aggiornando la sua dichiarazione di oggi, direi che una chance di fronte alle Camere va data, se non a Bersani, al PD, che secondo una dichiarazione di Bersani non ha rinunciato a formare un governo.

  2. pietro ha detto:

    L’avevo già letto. Preferisco non discuterne, perché questo dei pagamenti è lavoro del nuovo Governo, che andrebbe insediato senza ulteriori tentennamenti e maneggiamenti. In Aula nei fatti tutte le verifiche.

    • smemorato ha detto:

      Capisco Pietro, infatti c’è da perdere tempo ed energie a discutere su una piazza troppo grande come l’Italia. Il provvedimento del governo era comunque necessario, è stato addirittura tardivo. L’economia è troppo ferma, non si può ulteriormente attendere. Ogni giorno è prezioso spero che il nostro auspicio di compia.

  3. A.P. ha detto:

    A mio avviso non si devono avere preclusioni se non quelle relative programmatiche. Il Pd e il centrosinistra dovrebbero ribadire i punti irrinunciabili del programma, all’interno del quale tutti provvedimenti che il PdL farebbe molta fatica ad accettare e il M5S a rifiutare, supportare con una buona campagna mediatica le proprie posizioni e traguardare nuove elezioni con un nuovo candidato premier. E’ necessaria una persona che raccolga voti al di fuori del bacino tradizionale del centrosinistra, evidentemente minoritario, e sappia condurre una campagna elettorale molto combattiva.

    • A.P. ha detto:

      errata: “relative programmatiche”; corrige: “programmatiche”

    • smemorato ha detto:

      Appunto, occorre che a Bersani, comunque al centrosinistra, sia concesso di presentarsi in Parlamento con un elenco di provvedimenti e una squadra di ministri.

    • alter_ego ha detto:

      Mettiamo che Berlusconi si congedi dal Capo dello Stato con un secco «non ci sto»: come si regolerebbe a quel punto Napolitano? Perde quota l’ipotesi, fin qui data per super-sicura, di un «governo del Presidente», o «di transizione», o di «tregua». Se non porta a casa la poltrona più ambita della Repubblica, il Cavaliere non dà il via libera neppure a quello. E, sotto sotto, la pensa allo stesso modo Bersani: piuttosto che ritrovarsi con un altro «tecnico», mille volte meglio accettare il guanto di sfida e tornare di corsa alle urne. In fondo, dicono a Largo del Nazareno, Monti può restare dov’è per un altro paio di mesi, sia pure limitandosi a sbrigare gli affari correnti. E Grillo, che ha capito tutto, già lancia la palla avanti: pure senza governo, il Parlamento è in grado di fare le leggi, dunque profittiamone per cambiare il «Porcellum»…

      Non è proprio così. L’unico caso storico di Parlamento governante risale al primo anno della Rivoluzione Francese, e non venne mai più imitato, ci sarà un motivo. Il governo è indispensabile, alzano la voce il presidente del Senato Grasso, di Confindustria Squinzi e della Cei Bagnasco. Con Montezemolo che domanda, quasi incredulo: «Ma ci rendiamo conto di cosa sta accadendo?». Accade che martedì dopo Pasqua riapriranno i mercati. E senza una soluzione alla crisi, ci ritroveremo come due anni fa. O addirittura peggio.

      Ugo Magri – La Stampa

      • smemorato ha detto:

        Sciogliere le camere adesso è impossibile, per ragioni istituzionali (Napolitano in scadenza non può) e di opportunità politica: non con questa legge al voto. Dunque, sarà un governo del presidente. Senza i voti del Pdl ma con quelli del Pd e forse di Monti, forse di una parte dei cinquestelle ma forse persino con una parte di pidiellini, anche: dipenderà dal nome che nella notte di passione Napolitano deciderà di proporre. In alternativa, davvero, restano solo le dimissioni del capo dello Stato. Chi conosce bene Napolitano sa che questa, ora che la barca senza timoniere è alla deriva, è per lui la scelta davvero più difficile da prendere. Lo farebbe solo se fosse l’unica via d’uscita per il Paese, se fosse convinto – dati alla mano, scenari certi all’orizzonte – che sia questa l’unica manovra possibile, per quanto rischiosa e dolorosissima, per condurre in porto la nave. Per chiudere con Pasqua la via Crucis e pensare che una resurrezione, da questo calvario, per la politica italiana – per l’Italia – è possibile.

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