a portata di bicicletta


trullo Messapia

“Ieri ho percorso a piedi almeno 8 Km. lungo la strada sterrata dell’Acquedotto Pugliese, tra le contrade Montefellone, Cuoco, Bocca di Coppo ed altre, fra i territori di Villa Castelli, Martina Franca e Ceglie Messapica. In questo sterminato, bellissimo e silenziosissimo territorio ho contato almeno una quarantina di trulli come questo in totale abbandono. E la cosa mi ha fatto una grande tristezza, se si pensa che quelle splendide strutture, che sono lì da almeno 2/3 secoli, hanno ospitato altrettanti gruppi familiari e diverse generazioni di nostri compaesani o di cittadini di Ceglie Messapica e di Martina Franca, che in quei posti hanno trascorso la loro esistenza e che da quei terreni hanno tratto le risorse per sopravvivere dignitosamente coltivando ulivi e mandorli, orti e vigneti e allevando animali da cortile. Mi è parso di attraversare un grande immenso cimitero, bellissimo dal punto di vista ambientale, caratterizzato da valloni coltivati e coltivabili a vigneto e collinette di macchia mediterranea mista ad uliveti e mandorleti, ma triste per la totale assenza di persone e animali. Quei trulli, oltre che per la loro condizione strutturale ancora ottima e per la loro importante storia scritta dagli uomini e dalle donne che li hanno abitati, anche per la loro felice posizione geografica, a cavallo fra tre territori comunali (Villa Castelli, Ceglie Messapica e Martina Franca) e baricentrica rispetto all’Adriatico e allo Jonio, meriterebbero di essere valorizzati e di rivivere la loro dimensione di case funzionali e attrezzate per le esigenze dei villeggianti locali o per una destinazione più specificamente turistica. Speriamo, se non in una mirata iniziativa legislativa regionale in tal senso, almeno nella intraprendenza dei privati proprietari, perché è proprio un peccato vederli morire lentamente nell’abbandono più assoluto…”
Cito il buon Lino per esemplificare ciò che si potrà osservare, fra molto altro percorrendo anche a piedi e non lontano dall’itinerario descritto, il tratto aperto al pubblico, e realizzato dalla Regione Puglia e AQP Spa, della variante pugliese della “Ciclovia degli Appennini”, itinerario nazionale n.11 della rete ciclabile Bicitalia. Il tratto si snoda lungo la strada di servizio del canale principale dell’acquedotto pugliese, tra Figazzano in agro di Cisternino e l’incrocio con l’ex statale Ceglie-Martina Franca in agro di Ceglie Messapica. L’intervento rientra nel progetto di ciclovia di 15 chilometri tra Locorotondo e il parco Pineta Ulmo (Ceglie Messapica). Obiettivo quello di realizzare una pista ciclabile che possa consentire a persone di tutte le età – nonché a bici di tutti i tipi – di pedalare, senza traffico, all’interno del tipico paesaggio della Valle d’Itria. Si potrà godere del paesaggio e riflettere, come ha fatto Lino, sullo stato del territorio e magari contribuire a smuovere e promuovere iniziative di salvaguardia e sviluppo. Sognare non è vietato…

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4 risposte a a portata di bicicletta

  1. pietro ha detto:

    Caro Smemorato
    hai detto “il buon Lino” ed ho sentito tanta tristezza per lui e per noi. Il perché te lo spiego subito. Chirulli non è soltanto “il buon Lino” è molto di più, è lo storico, il letterato, lo scienziato nel senso più ampio del termine, colto della conoscenza della propria terra, sociologo della propria gente, archeologo della nostra civiltà, antropologo dei “cafoni”, detti anche villani, di quest’ultima Murgia. Diventare come molti altri di noi conterranei pietoso visitatore di un magnifico e immenso cimitero mette tristezza.
    Tra poco t’invio per esempio una mia provocatoria risposta ad una circolare sui tanti corsi per degustatori dell’olio d’oliva che ora vanno di moda e portano soldi nelle casse vuote di associazioni e cooperative varie. Ho cercato a lungo di evitarti la “pena” di leggerla ma ora ci casca, perché…
    Ho visto le vicissitudini delle graduatorie regionali per i contributi europei al rifacimento dei Muretti a Secco, roba infame.
    Ho sentito dove e chi ha incassato i contributi per i Bollenti Spiriti, vedo tutti i giorni le campagne dove i morti cimiteri risorgono e diventano imponenti strutture ricettive di proprietà della speculazione più antica e retriva.
    Non vedo contadini vecchi o nuovi che tornino a “vivizzare” le nostre campagne, nonostante i fiumi di denaro pubblico che da Bari scorre su tutta la Puglia.
    Il cimitero s’ingrandirà sempre di più se l’AQP fa arrivare l’acqua soltanto nel grande albergo con piscina o nell’oasi di uno stilista annoiato, se l’ENEL porterà luce e gas soltanto nei villaggi vacanze, se la TELECOM farà arrivare la fibra ai centri congressi nel bosco e non al giovane figlio studente del contadino.
    Anche se c’incazziamo non serve a molto, tanti sono quelli che mangiano bene comunque sulle “spalle” dei villani!

    • smemorato ha detto:

      Capisco l’amarezza che è meglio chiamare incazzatura per la continua lotta contro l’imbroglio perenne di “Fontamara”. Silone è passato, non indenne da accuse e peccati come tutti noi e, il mondo continua a girare storto. I miei nonni, mio padre finché ha resistito, i miei zii rimasti nella terra si sono spezzati e si spezzano la schiena, su quella terra rossa, prima per sopravviverci ora per non buttarla, fin che fiato li sorregge… e i trulli resteranno abbandonati o dotati di piscina.

      • pietro ha detto:

        Tanto per dire…
        Quell’albo dei tecnici ed assaggiatori dell’olio di oliva di cui ti dicevo è stato finalmente aggiornato….. a distanza di ventidue mesi dalla volta precedente!!!
        Pubblicato sul BURP 36 del 13 marzo 2014.

  2. smemorato ha detto:

    Alla buon’ora, più che mesi sono anni!

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