resistere?


fenoglio

E pensò che forse un partigiano sarebbe stato come lui ritto sull’ultima collina, guardando la città e pensando lo stesso di lui e della sua notizia, la sera del giorno della sua morte. Ecco l’importante: che ne restasse sempre uno. Scattò il capo e acuì lo sguardo come a vedere più lontano e più profondo, la brama della città e la repugnanza delle colline l’afferrarono insieme e insieme lo squassarono, ma era come radicato per i piedi alle colline. – I’ll go on to the end. I’ll never give up.

Andrò fino in fondo. Non potrò mai rinunciare. Così scrive Beppe Fenoglio (Il partigiano Johnny) indicandoci il suo impegno a resistere. Egli intendeva lasciarcelo in eredità come monito a fare altrettanto. Ma se, come scrivevo pochi giorni fa in commento, non riusciamo più a pretendere di essere normali nell’esercizio del dovere/diritto di essere cittadini, quando ogni notizia che ci raggiunge contiene la negazione di questa normalità, come possiamo noi resistere?

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senza nulla a pretendere
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5 risposte a resistere?

  1. smemorato ha detto:

    Ecco… appunto!:
    Quell’uomo. La mia opinione sul lato oscuro di Berlusconi non è cambiata (ieri il sodale Verdini ha collezionato il quarto rinvio a giudizio in quattro mesi), però bisogna riconoscere che ha proprio la faccia come il marketing. Preso atto che è impossibile essere più berlusconiani di Renzi (sapevate che la nuova mail di Palazzo Chigi è matteo@governo.it?), l’Originale ha sterzato sull’unico mercato di voti che l’avatar toscano non potrà contendergli, almeno per i prossimi quarant’anni. Gli anziani.
    Proprio lui che ha cercato di prolungare il confine della giovinezza oltre i limiti della natura e del ridicolo intende trasformarsi nel simbolo dei pensionati, la categoria di elettori più numerosa nonché quella esposta da più tempo alle radiazioni cerebro-astringenti delle sue balle.
    (fonte)

    • Pietro ha detto:

      Non c’è modo di resistere se non si hanno armi pari. Un razzi o un boccia qualunque (cioè uno scemo preso a caso) può sedere su uno scranno più o meno importante, dal Consiglio Comunale al Parlamento, se è simpatico o utile ad uno dei pochi padroni dei simboli di partito oggi in lizza nel panorama politico italiano, gli altri devono raccogliere centinaia di migliaia di firme davanti ad un notaio.
      Credo che bisogna azzerare tutto e ripartire tutti da uno.

  2. Pietro ha detto:

    Pensaci, ci stanno già oggi mille “Cetto” in Parlamento e nelle altre Istituzioni anche di più:
    Sono tutti dei “Laqualunque” intercambiabili come dimostra la successione dei governi degli ultimi anni, senza notevoli differenze tra “tecnici” e “politici”. Stesso fango nei due rami del Parlamento, nelle Regioni e nei Comuni.
    Ripartire da “uno” non intendo un solo uomo al comando, ma uno Renzi uguale uno Palmisano, ci confrontiamo facendo megafono con le mani, senza televisioni e senza scambi con mafie o altri “poteri”.
    Naturalmente “ripartire da uno” è un invito che va fatto agli ultimi, i mazzieri che ora danno le carte faranno di tutto per tenersi quello che hanno.

    • smemorato ha detto:

      Quello che temo è che anche quelli che “devono raccogliere centinaia di migliaia di firme davanti ad un notaio”, travolti dall’imperante cettolaqualunquismo o desisteranno o si assueferanno al fango.

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