Checco Zalone ad Atene


Janis Varoufakis

Varoufakis a 53 anni, dopo aver passato metà della sua vita a insegnare economia fuori dal suo Paese, ha abbandonato le aule per la politica con l’obiettivo di salvare la Grecia dalla depressione e dalla rovina. Possiede uno sguardo seducente, ma assomiglia a Checco Zalone…

Credo però che non sia intenzionato a far ridere, così come lui non riusciva a ridere sotto la Thatcher, ha infatti confessato che quando non poteva più sopportarla ha cominciato a pianificare la sua fuga dalla Gran Bretagna dove viveva e lavorava.

La Banca centrale europea, che normalmente fa piangere, ha messo di fatto al muro il governo Tsipras e il suo ministro delle Finanze Varoufakis nel mezzo della sua offensiva anti-austerity, togliendo alle banche elleniche l’accesso alle normali aste di liquidità e giudicando il programma di salvataggio greco a rischio.

Il nostro minimizza: “la Bce sta facendo pressioni sull’Eurogruppo per raggiungere un accordo che sia positivo per tutti”. E tira dritto: la Grecia “non vuole esercitare ricatti nei confronti di nessuno, ma non ha intenzione di essere sottoposta ad alcun ricatto”.

L’obiettivo resta trovare il modo di rinegoziare i 240 miliardi di euro del piano di salvataggio internazionale, i riflettori sono puntati proprio sul ministro greco delle Finanze, il quale intende mantenere a galla la Grecia fino a giugno e proponendo uno swap per alleggerire il peso del debito di Atene, che colleghi i rimborsi sugli interessi alla ripresa della crescita del Pil. Insomma non ride ne vuol far ridere.

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senza nulla a pretendere
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9 risposte a Checco Zalone ad Atene

  1. Pietro ha detto:

    Chi ha più paura in questo momento, la Grecia o la Troiaka?
    L’Europa reclama misure di austerità e privatizzazioni, il nuovo Governo risponde riassumendo i lavoratori che erano stati licenziati dal precedente governo e bloccando le privatizzazioni. Per buona misura il Ministro delle Finanze dice che per il proprio Paese ormai i soldi dell’Europa sono come la dose di droga per un tossico e annuncia molto seriamente che la Grecia non vuole più soldi dai soliti spacciatori che si arricchiscono sulla sua pelle portandola inesorabilmente alla morte..
    Si, pagheranno i debiti, ma col proprio lavoro, al massimo i soldi li prenderanno da investitori più disponibili e disinteressati.
    Varoufakis e Tsipras li faranno piangere. Ve li immaginate con queste casse di Euro che nessuno vuole più in prestito, quelli della Troika non ci si potranno pulire neanche il culo!

    • smemorato ha detto:

      Mi pare il minimo che i Paesi che furono “costretti” ad entrare nella moneta comune possono pretendere. Ci si potrebbe spingere a chiedere di mettere in comune debiti e crediti, visto che abbiamo in comune una moneta, ma non il suo potere d’acquisto.

  2. smemorato ha detto:

    Le elezioni greche del 25 gennaio hanno rappresentato una speranza per molti. Le delegazioni arrivate da tutta l’Europa a festeggiare ad Atene la vittoria di Syriza sono state l’immagine di una nuova solidarietà capace di attraversare le frontiere. Hanno dato anche un segnale di consapevolezza: quel che accade in Grecia ci riguarda tutti ed è più grave ma non molto diverso da ciò che sta succedendo in Italia, in Spagna, in Portogallo, in Irlanda a causa dei programmi imposti dall’Europa e dalla Troika (Banca Centrale Europea, Commissione Europea, Fondo Monetario Internazionale).

    Oggi arriva alla Grecia la prima doccia fredda: la BCE toglie alle banche greche la deroga che consentiva loro di approvvigionarsi di liquidità fornendo a garanzia titoli di Stato.

    Che cosa significa? In maniera arbitraria, la BCE decide di non fidarsi dei titoli greci come garanzia per i suoi prestiti alle banche greche, benché non si tratti di uno strumento di cui la Grecia sta abusando. Il rischio è che questa mossa faccia scattare forme di panico tra i risparmiatori: quelle “corse” agli sportelli che lascerebbero davvero le banche senza liquidità.

    Perché? È un segnale di chiusura, condiviso da tutta la Troika nei confronti della richiesta del governo Tsipras di rinegoziare il debito e di estinguerlo solo dopo aver rimesso in piedi l’economia greca.

    In Grecia le politiche di austerità imposte dall’Europa e dalla Troika hanno prodotto danni simili a una guerra: quasi un greco su tre si trova a vivere in povertà e avere debiti, mentre il reddito disponibile è precipitato al di sotto della soglia di povertà; la disoccupazione è al 25,8% e al 50,4 fra i giovani; un terzo della popolazione è esclusa dal sistema sanitario pubblico; da uno studio condotto nel 2012 su un campione di 16mila nuclei famigliari risulta che il 60% delle famiglie intervistate ha sofferto di una condizione di «insicurezza alimentare».

    Anche se non viviamo una situazione così drammatica, conosciamo anche in Italia gli effetti della crisi, peggiorati dalla politiche di austerità: l’economia ristagna, la disoccupazione è ancora al 12,9%, al 42% per quanto riguarda i giovani sotto i 25 anni.

    Se la Grecia sarà lasciata sola nelle sue richieste, sarà un danno per tutti noi. Manifestazioni di solidarietà alla Grecia si stanno svolgendo in questi giorni in tutta l’Europa. Noi che cosa facciamo? Possiamo unirci a loro a partire da un’azione molto semplice: appendiamo alle nostre finestre una bandiera greca, come si fece con le bandiere della pace ai tempi della guerra in Iraq.

    Non restiamo a guardare! Non lasciamo sola la Grecia!

    Copyleft.

    Se condividi, diffondi!

  3. Pietro ha detto:

    Come ho già sentito dire dalle parti di sel, non basta una cravatta per salvare la Grecia e nemmeno mille bandiere alla finestra! Sel arriva con un poco di ritardo, anche perché cammina a gambe divaricate: vuole tenere un piede nel governo del Paese e nei luoghi del “potere” e l’altro piede nelle assemblee di lotta. Divaricazione articolare e strabismo opportunistici!
    La base ci suggerisce iniziative di solidarietà e gli “eletti” al seguito del “rottamatore dei diritti e della Carta” fanno la “ola” alla Troiaka.
    Caro Smemorato, convieni che gli eletti di questo gruppo di sedicenti ex comunisti (ma quando mai?) sono i complici più fattivi e idioti del campione della ruota della fortuna (per fortuna non ho visto Vendola sottobraccio al condannato all’insediamento del successore di Regiorgio).
    Noi di “Altra Europa con Tsipras” sapevamo, a differenza di tutti i portoghesi che sono saliti sul “carro” dopo la vittoria dei poveri e disperati, che sarebbe stata dura, che non si trattava di una passeggiata dietro i vessilli vittoriosi di Syriza. Sapevamo che prima o poi, anzi molto presto, sarebbero scattate la trappole della finanza e dei poteri invisibili rappresentati dalla Troiaka.
    Sel arriva fuori tempo. Se ci sono ancora al seguito dei lavoratori, dei disoccupati, dei pensionati, dei disperati, bisogna invitarli ad abbandonare “gli eletti” alla corte di Renzi e del condannato al loro destino di futuri “nominati” nelle liste del “potere unificato”.
    L’Altra Europa con Tsipras è una cosa diversa: è un luogo di discussione e di lotta per la ricostruzione della speranza, per la riaffermazione dei diritti, per la demolizione dei “Poteri” al cui servizio gli eletti di sel lavorano con passione.
    Buona Domenica!

  4. smemorato ha detto:

    Condivido quanto scrivi, ma mi chiedo e ti chiedo, al netto dei vertici e dei parlamentari, le basi di partiti e movimenti con numeri così ridotti da avvicinare e quasi sovrapporre i sostenitori ai militanti e dirigenti locali, non devono forse sforzarsi di trovare punti di unione piuttosti che quelli di divisione? Quella delle bandiere greche da esporre può magari essere una manifestazine politicamente ingenua, ma i simboli smuovono i sentimenti e tu sai che io sono politicamente ingenuo e sentimentale. 🙂 Comunque, forza Tzipras portaci in un’altra Europa! Buona domenica a te Pietro.

  5. smemorato ha detto:

    La trattativa sul debito tra Grecia e UE resta in ripida salita. La Commissione ha spiegato che non ci sono alternative: non ci sarebbero “piani B alternativi, ma un piano A che prevede un accordo a 19”, ha detto il portavoce Margaritis Schinas. “la decisione finale dovrà essere concordata da tutti i 19 stati membri dell’Eurozona”, dice chiaramente l’Eurogruppo. La Grecia resiste e, ha risposto un portavoce dell’esecutivo, non firmerà un’estensione del programma di aiuti “nemmeno con una pistola puntata alla testa”. A me pare che l’abbiano già puntata la pistola, aspettano solo di tirare il grilletto. L’Italia invece di imitare Portogallo e Irlanda resta a guardare con dichiarazioni di maniera invece che di vera solidarietà.

    • Pietro ha detto:

      Chiedono a Varoufakis se lui e il suo Governo stanno bluffando e lui candidamente risponde che non si possono permettere il lusso di bluffare sulla pelle di un popolo già allo stremo. Tsipras sa di avere una pistola puntata alla testa, deve solo resistere fino all’ultimo minuto, ha il popolo greco dalla sua parte e si sta tirando dietro un popolo ben più immenso.
      Tu dici che l’Italia resta a guardare, mentre sarebbe più giusto dire che Renzi e quelli della sua parte stanno a guardare. Renzi e i suoi stanno nel campo della Troiaka e se l’Europa (quella vera, quella dei cittadini) vincerà, Renzi e i cani dei padroni come lui non faranno molta strada.
      Credo che la cosa più sconvolgente per la Triaka, e la più rivoluzionaria che un debitore usurato possa dire, è sentirsi dire che non vogliono più soldi in prestito, ci si pulissero il culo con la loro carta stampata!

      • smemorato ha detto:

        A proposito di carta stampata: continuare a pompare soldi in direzione banche serve solo ad incrementare la speculazione finanziaria, bloccando di fatto gli investimenti. In poche parole per banche e padroni i soldi di Draghi servono per comprare e rivendere azioni non per finanziare gli investimenti. Tesi economica di bassisima lega la mia, ma molto vicina alla verità. In ogni caso, secondo me, il debito greco è già stato riscadenzato, tirano la corda solo per permettere ai renzies di continuare a sfondarci il c… (licenza poetica). Buona notte!

  6. Pietro ha detto:

    Hai indovinato dov’è realmente puntata la pistola… ebbuona notte!

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