Quirinale aperto


Quirinale

Il presidente della Repubblica ha spiegato che il Quirinale “è un luogo simbolo della cultura e della storia degli italiani; è un palazzo che ha accompagnato la storia d’Italia e che continua, giorno dopo giorno, ad accompagnarla come sede della Presidenza della Repubblica. Proprio per sottolineare questo rapporto – dice il capo dello Stato – ho disposto che il Quirinale sia entro breve tempo aperto alle visite tutti i giorni”.  Detto, fatto il Presidente Mattarella, ha aperto le porte a Nichi Vendola presidente di Sel e al presidente del gruppo parlamentare di Forza Italia della Camera dei Deputati, Renato Brunetta.
“Non si può governare con i colpi di mano e con accelerazioni che imbavagliano il Parlamento, sottoposto a una permanente forma di umiliazione della funzione legislativa. Il Parlamento rappresenta il popolo e, quindi, non può essere ridotto al rango di un votificio”. Ha affermato Nichi Vendola, lasciando il Quirinale. Ma il vero cambio di passo va registrato nei confronti dei Cinque Stelle. La cortese risposta epistolare a Grillo, il quale si era rivolto al Presidente con altrettanto garbo istituzionale, getta le basi per un incontro cordiale tra i due e, quel che più conta, per un dialogo non effimero con l’opposizione fin qui più irriducibile. Siamo solo al “carissimo amico”, ma sufficiente per segnalare che, forse, Mattarella riserverà delle sorprese. Agli amici e anche a chi non aveva puntato su di lui.

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10 risposte a Quirinale aperto

  1. Pietro ha detto:

    Io non ho puntato su di Lui, ed essermi sbagliato sarà per me una grande vittoria.

  2. aspirante Principe ha detto:

    Se piglia aria dalle finestre aperte non andrà a male.

  3. Pietro ha detto:

    Spero con tutto il cuore che abbiate ragione. ma resto prudentemente pessimista!

  4. smemorato ha detto:

    Il pessimismo è il sale della vita… ! 😉

  5. Pietro ha detto:

    Caro amico mio, non ci si può distrarre nemmeno un attimo, facci caso.
    Tu pensi che questa è la volta buona che si risolve un annoso problema? La disoccupazione giovanile, la fame nel mondo, la discriminazione di genere, la democrazia nelle scuole e nelle fabbriche (quelle che ancora stanno in piedi, scuole o fabbriche), la sanità per tutti, la circolazione stradale, metti un problema qualsiasi, che ti sembra la volta buona che un ministro ci provveda, che speri il Sindaco s’impegni a risolverlo, che il Parlamento ne discuta?
    Puntuale arriva un cataclisma, una disgrazia, una tragedia, un attentato terroristico che bello bello cazzo cazzo ti ruba la scena al problema che ti stava a cuore, che tu speravi che qualcuno lo risolvesse e dolcemente cullavi quella speranza nella bambagia dell’ottimismo egoistico.
    No. Devi sempre pensare al peggio ché se ti distrai arrivano pure dall’Olanda a dare una mano a questi cazzo di dittatorelli scemi!

    • smemorato ha detto:

      Il leader della Lega Nord Matteo Salvini chiede “le dimissioni del ministro dell’Interno Alfano” (nel caso leader è un parola forte, ma un pensierino simile a proposito di Alfano è un po’ che mi frulla per la testa). A Matteo il capo di Alfano che ringrazia poliziotti e carabinieri: c’erano 1380 agenti di servizio, sfugge che con il rapporto 1/1 poliziotto/tifoso si poteva fare molto meglio. Comunque hai ragione sono riusciti a sviare anche la mia attenzione dai problemi veri con buona pace della barcaccia e del Bernini.

      Un argomento a piacere (per modo di dire): Jobs Act (legge sul lavoro e, almeno, parla come magni)…

  6. Pietro ha detto:

    Un argomento a piacere (per modo di dire): mi stai proponendo una rivoluzione. Proposta di legge con un solo Articolo 1: Tutte le leggi e regolamenti preposti alla vita ordinata e serena del Nostro Paese, cioè dei sessanta milioni e passa di cittadini, devono essere redatte nella Lingua Italiana Classica, così come è insegnata e appresa nella Scuola dell’Obbligo, senza l’intrusione di barbarismi di alcun genere, pena nullità della norma ove detti termini siano presenti.
    Jobs Act nullo. “Privaci” nulla. Welfare tutto da rifare. Spending Review uno schifo, fiscal compact per i fessi, spread una trappola usuraria, e via discorrendo e cancellando leggi scritte per sodomizzare il popolo.

    • smemorato ha detto:

      Quello che brucia sempre di più è che le peggiori riforme le fa la parte, in teoria, più vicina alle cosidette classi subalterne. Surrogare la destra in crisi è maledettamente sporco!

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