WikiCeglie


Un aiuto al diavolo sarebbe un peccato mortale, ma se è il diavoletto che lo richiede io ci provo. Da lontano è difficile, perchè manca la possibilità di documentare direttemente, diciamo de visu, ma un buon cegliese nel mondo può cominciare col notare nella foto proposta dall’amico Domenico che le tre strade visibili e che confluiscono sulla piazza hanno tre diverse pavimentazioni. La più simile a quella affiorante dal cantiere in corso è quella del vicolo cieco che va a terminare contro il muro di cinta del giardino del Castello (sempre se la memoria smemorata mi assiste). Bene quella pavimentazione credo risalga all’ottocento, io purtroppo posso risalire con i miei ricordi agli albori degli anni sessanta e sono sicuro di aver calpestato quelle chianche. I miei lettori (tre o quattro, ma antichi come me) potranno aiutarmi ad aiutare il diavoletto, credo.

Il Diavoletto

… e datemi una mano!

Documentiamo la storia di piazza Ettore Tagliaferro poi diventata piazza Sant’Antonio. Cerchiamo di capire a quale epoca risale quel basolato di chianche che sta affiorando e domandiamoci se più sotto ci sono tombe Messapiche!

Clicca sull’immagine per vederla meglio

Piazza Sant'Antonio

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Informazioni su smemorato

senza nulla a pretendere
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Una risposta a WikiCeglie

  1. smemorato ha detto:

    Un ottimo contributo: “Piazza Sant’Antonio Anticamente questa piazza era un giardino, dove sorgeva un frantoio ipogeo di proprietà della famiglia “Epifani”. Nel 1948 l’ing. Comunale “Giuseppe Rodio” progettò una piazza con aiuole e prato verde, successivamente modificato per consentire il passaggio delle automobili. Posta all’imbocco di Corso Garibaldi (l’antica Corsea) e l’inizio di via S. Rocco è una delle arterie principali della città. Il progetto prevede di restituire alla piazza le caratteristiche urbane di un tempo, uno spazio interamente pedonale, con due piani leggermente inclinati che garantiscono, con una giusta pendenza, il recupero dell’acqua piovana nella parte centrale, attraverso una canaletta incassata nel pavimento che percorre in diagonale tutta la piazza. I piani di calpestio sono rivestiti di pietra a spacco e di “liste a correre”. Nella parte a sud della piazza sono presenti delle sedute in pietra lungo il muro di confine esistente, ombreggiate quasi sempre tutto l’anno, grazie alla presenza dei due palazzi alle loro spalle. Nella porzione a nord, invece, è evidente il limite inclinato, allineato con un lato dell’isolato che si affaccia su via S.Rocco, per dare la possibilità alle automobili di sostare in un tempo limitato, visto che nella piazza affaccia anche l’ufficio postale, costruito nel 1958.”

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