Ceglie Messapica: un’ALTRA LISTA, una ipotesi costruttiva.


cambiare si puo

L’agone politico che infuria in tutta la blogosfera cegliese mi suggerisce l’assenza di una proposta veramente di sinistra, allora ecco l’Idea di costituire una associazione che vorrei denominare “L’ALTRA CEGLIE”. Naturalmente un’associazione non può essere costituita da un individuo, occorre essere un buon numero per partire e cercare di influenzare gli eventi politici e le scelte amministrative adatte alla comunità cegliese che tanto interessa anche noi cegliesi nel mondo. Un ritorno all’Idea che generò il blog dei cegliesi nel mondo 10 anni fa, ma più concreto, meno velleitario.

L’Idea di presentare alla comunità cegliese un’ALTRA LISTA non è una ipotesi per fare confusione, ma è una necessità per dare rappresentanza e FORZA a chi avesse deciso di turarsi il naso o, peggio, di non andare a votare, si vuole dimostrare che l’astensione è una MAGGIORANZA INUTILE: PERCHE’ NON ORGANIZZARSI PER ESSERE ARTEFICI DELLA PROPRIA VITA?

La liquidità dell’attuale situazione politica richiede una ripartenza dalle persone, dai nostri diritti fondamentali e inalienabili, ma troppo spesso calpestati dalla cattiva politica. A Ceglie Messapica come altrove occorre dare voce a coloro che soffrono di più: i giovani, i disoccupati, le donne, gli anziani e gli esclusi dalla comunità per amara scelta o costrizione sociale e politica.

E’ necessario ripristinare concretamente il principio costituzionale che ci detta: “la sovranità appartiene al popolo” e non alle lobby, alle multinazionali, alla Commissione Europea, alla Banca Centrale o al Fondo Monetario Internazionale, e neppure a qualche leader o a “un uomo solo al comando” che sia un premier nazionale non eletto o un leader locale riciclato. Concetto quindi valido a tutti i livelli politici anche al livello della comunità cegliese.

Sono convinto che a Ceglie Messapica, in Puglia, come in Italia e in Europa, sia arrivato il momento per costruire una vera alternativa: un’alternativa necessaria e urgente!

Siamo ogni giorno più consapevoli che la crisi avanza senza tregua: in Italia si registra un calo del 25% della produzione, con la perdita di oltre di un milione di posti di lavoro, un raddoppio del tasso di disoccupazione al 12,3% che raggiunge l’incredibile valore del 44,2% tra i giovani.

Numeri ben maggiori si registrano nelle regioni del Sud e anche nella nostra regione e a Ceglie, dove il tasso di disoccupazione raggiunge il 20,9% (e quella giovanile addirittura il 49,7%).

Il degrado del tessuto economico e sociale, che i dati illustrano in modo così eloquente, si accompagna a un’altra crisi, quella ambientale e sanitaria, che in Puglia assume veri e propri caratteri di emergenza. Tutti conosciamo le vicende del mastodontico e semi abbandonato Ospedale cegliese.

I liberali capitalisti continuano a far propaganda a favore della crescita: di una crescita illimitata impossibile e illusoria, regolarmente smentita dalla cruda realtà dei numeri e dai fatti. Contrastiamoli con la diffusione della consapevolezza che una crescita all’infinito porta al consumo finale e alla distruzione del pianeta malato terminale in cui viviamo tutti.

In Puglia interi territori sono asserviti agli interessi delle grandi imprese e città come Taranto e Brindisi e quindi anche Ceglie che sta nella “terra di mezzo”, pagano un prezzo altissimo con la presenza di ILVA, ENI ed ENEL.

In questi ultimi decenni, acciaio, carbone, plastica e petrolio hanno consentito immensi profitti ottenuti dalle aziende produttrici calate sui nostri territori “esternalizzando”, scaricando cioè i costi ambientali e sanitari sulle popolazioni locali.

Si consente l’incenerimento dei rifiuti in inceneritori come a Taranto o in cementifici come a Barletta. Le discariche abusive in molte zone della Puglia richiamano il dramma della Terra dei Fuochi.

A Taranto l’incidenza dei tumori e la mortalità infantile superano rispettivamente del 54% e del 21%. la media pugliese, Ceglie non è da meno, lo sappiamo.

A Brindisi, dove si attendono da anni le analisi epidemiologiche, si riscontrano percentuali più alte della media europea sia per le malformazioni neonatali (18%) che per le malformazioni cardiache (48%).

E’ necessario e non più rinviabile l’avvio di un piano di riconversione ecologica dei processi produttivi eppure, in un quadro come questo, si insiste e si forza la mano per la realizzazione di ulteriori progetti fortemente impattanti come Tempa Rossa, il gasdotto TAP, la trasformazione di centrali termoelettriche come Edipower in nuovi grandi inceneritori, mentre si dà il via libera alle trivellazioni petrolifere nel nostro mare.

Qualcuno, magari si chiederà, cosa c’entrano questi problemi con Ceglie, io dico che una visione politica locale non può comunque perdere di vista i territori prossimi le cui criticità si scaricano, come l’inquinamento, sulla nostra comunità.

Costruire l’alternativa non è un’impresa facile, ma è una necessità democratica, datemi una mano a fondare “L’ALTRA CEGLIE”.

Informazioni su smemorato

senza nulla a pretendere
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8 risposte a Ceglie Messapica: un’ALTRA LISTA, una ipotesi costruttiva.

  1. Pingback: Incipit | L'altra Ceglie Messapica

  2. Pietro ha detto:

    L’ALTRA CEGLIE, la lista ALTRA, nel senso di diversa, di originale, di nuova, non scontata, la lista ALTRA in cui siano candidati donne, disoccupati, giovani, pensionati non rottamati, casalinghe, madri, insegnanti, sfrattati.
    L’ALTRA CEGLIE potrebbe candidare una donna come sindaco, una donna capace come ce ne sono tante a Ceglie, brava sicuramente non manca a Ceglie, onesta certamente si trova a Ceglie, DETERMINATA a non farsi piegare alla maschia logica del potere che tutto possiede e sottomette.
    L’ALTRA LISTA nascerà certamente dall’ascolto dei cittadini tutti, riassumerà le aspettative di tutta la comunità e darà risposte a tutte le domande legittime poste dalla collettività, sarà un’altra democrazia, quella vera!
    L’ALTRA CEGLIE ha da subito la mia adesione di partecipazione e lotta e tutto il mio appoggio.
    Pietro Palmisano

  3. Pietro ha detto:

    Ho letto poco fa in un importante blog cegliese questo commento:
    ” 22 marzo 2015 @ 15:58

    i villani sono tutti comunisti, gli alberi possono pure seccare tutti, a noi interessa che Ceglie vola con -Xyzeta- sindaco”

    Io preferisco L’ALTRA CEGLIE
    Pietro

  4. smemorato ha detto:

    Anch’io, sono fiero di essere “villano” e … ALTRISTA!

  5. Pietro ha detto:

    Botta e risposte (dal Diavoletto):
    22 marzo 2015 @ 20:09

    Caro Diavolo
    non ti sei accorto che a “cegliemessapica” sta nascendo l’associazione L’ALTRA CEGLIE
    per la POLITICA ALTRA?
    Di solito non ti sfugge nemmeno una piccola pietra che si muova nei nostri muretti,
    questa potrebbe diventare una pietra angolare per il nostro paese, una pietra
    fondamentale, nu pient’m.
    Forse merita un tuo sguardo.

    eldiablo1959
    22 marzo 2015 @ 20:12

    Fosse vero! Caro Pietro sai cosa devi fare? Vieni a Ceglie fatti annusare e riconoscere, apri una sede magari nel locale dove vendevi i dischi e magari ne riparliamo.

    Rispondi
    Pietro
    22 marzo 2015 @ 23:21

    Ero quasi ventenne e tu facevi ancora la primina. Eravamo in due campi diversi, dalle parti mie si chiamavano villani, dalle tue si dicevano artieri. A quel tempo a Ceglie comandava Maggi e i suoi colonnelli e l’unica opposizione era “Peppone” Jinnare. Col tempo siamo cresciuti, io sono rimasto “nisciun” (come diceva la buonanima di Lillin di Don Giacumu), tu sei diventato grande e ancora annusi la gente per distinguerne l’appartenenza. Lascia perdere i libri di Mondadori, da quelle parti annusano pure! Auguri di Buona Pasqua

    • smemorato ha detto:

      Nel nostro caro Paese (il cui miglioramento dipende da noi) dall’epoca dei miei bisnonni in avanti (che è la mia memoria storica acquisita e vissuta) le categorie villani e artieri si sono sempre fronteggiate con la naturale prevalenza degli artieri che, non dovendosi scassare la schiena a forza di zappa martinese, avevano il tempo di metterla nel culo ai villani. Questi ultimi ogni tanto reagivano, ma ne uscivano sempre con le ossa rotte. Una categoria a parte erano e sono quelli di for terr elargitori dell’economia locale con le cosi dette rimesse dall’estero o da Milano, Torino, Roma o altre località sparse nella penisola, in grado di procurare il lavoro che non si trovava e continua, purtroppo, a non trovarsi a Ceglie. Questa categoria è composita, sia villani che artieri. Sai come venivano e vengono accolti a Ceglie gli emigranti di ritorno, magari per un paio di settimane di ferie estive?: Ah si turnat?, quann si arrivat? I quann ti na scì? Intanto i prezzi di qualsiasi cosa a disposizione degli “stanieri” lievitano per poi riabbassarsi dopp’ Sandrocc. Ecco il nostro tentativo è visto così, credo, un’intrusione. Peccato non venga considerato un intruso il cegliese nel mondo figlio del farmacista. Non preoccuparti Pietro, cambiare Ceglie è più facile che cambiare i cegliesi!

      • Pietro ha detto:

        Allora, dove eravamo fermi? Al “non preoccuparti”…
        Non mi preoccupo poco e nemmeno tanto: come capirai se vai a leggere le poche battute scambiate nei gironi dell’inferno cegliese non c’è da essere allegri. Ero rimasto sconvolto dalla denuncia di una concittadina costretta a ritirarsi dalla corsa perché vittima di quelle intimidazioni in uso dalle nostre parti e che colpiscono maggiormente chi ci vive tutti i giorni. Proprio per tutti quei cegliesi che sono costretti al silenzio con metodi fintamente urbani, ma al limite della mafiosità, mi sono buttato nel tentativo di mettere insieme una centuria di senza paura al sicuro da tutte le minacce e le trappole che ben conosciamo. Chi meglio dei Cegliesi nel mondo?- avevo pensato. E lo penso ancora, con convinzione: a me nessuno può venire a domandare ragione della mia firma a sostegno di una lista alternativa, e così pure a molti altri Cegliesi nel mondo.
        Nel caso della Signora citata non si trattava nemmeno di lista alternativa… ma i quattro soliti gatti che si spartiscono il potere pretendono che chi va con loro lasci a casa il cervello e ragioni con la loro testa invece che con la propria. Altrimenti? Li muerti di mamita! E tua sorella e tua nonna e tutta la razza…
        Io non mi preoccupo, sono qui in attesa di volontari al di sopra delle intimidazioni.
        Una candidata alla carica di Sindaco e venti aspiranti consiglieri comunali, dieci e dieci.
        Invito pure i pentastellati se esistono ed hanno numero a fare la loro legittima proposta.
        Quei quattro gatti hanno inglobato tutti, non si capisce più chi sia bianco e chi nero, fascisti o comunisti.
        Io sto con i poveri i villani e i disoccupati, gli esclusi e i senza voce.
        E per costoro sono molto preoccupato.

      • smemorato ha detto:

        Ne faccio un post… Senza preoccuparmi.

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