L’inganno chiamato Xylella


Un attacco senza precedenti, da 3000 anni a questa parte, è in corso contro gli ulivi pugliesi. Molti uliveti sono abbandonati a se stessi perchè i proprietari sono ridotti alla fame, dai prezzi bassissimi che vengono applicati all’ingrosso: un litro di olio extravergine d’oliva è stato pagato, quest’anno 2 euro come vent’anni fa, a fronte di costi di produzione decuplicati. La concorrenza dei mercati esteri è spietata, arriva dall’estero olio di pessima qualità e a prezzi stracciati. L’abbandono delle cure unitamente all’uso di spesticidi di basso livello ha determinato il repentino disseccamento degli alberi che viene attribuito quasi esclusivamente alla xylella fastidiosa e al suo vettore sputacchina. Per ironia della sorte, entrambi hanno una denominazione da commedia, ma sono immersi in una vera tragedia che sta conducendo verso la radicale decisione di abbattimenti indiscriminati ed inutili; possibile che gli ulivi, che hanno resistito a 3000 anni di attacchi naturali, ora possono soccombere così repentinamente a questi miseri e miopi interessi?

L'altra Italia

sputacchia

Per la lotta al batterio Xylella Fastidiosa, che è un batterio e non un virus (sic!), le istituzioni hanno dispiegato truppe peggio che fossimo in una guerra d’inganni.

I consulenti scientifici che se ne stanno occupano non si sa con quale autorità, non sono batteriologi ma virologi, tra questi i ricercatori Savino, Boscia, Martelli. A questi signori che pretendono di essere dei ricercatori, degli scienzati insomma, pur non avendo uno straccio di competenza in materia batteriologica, non hanno nemmeno lontanamente pensato (forse perché interessati ad altro), che avrebbero dovuto interpellare appunto batteriologi, entomologi e patologi vegetali. Non un solo pensiero gli è venuto sulla possibilità di affrontare il problema attraverso la lotta con gli antagonisti naturali. Vanno dritti per la loro strada, affidandosi manco a farla apposta alla chimica fornita dalle multinazionali. Una strada che ci porta tutti, loro compresi, verso il baratro.

La xylella non è un virus e…

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3 risposte a L’inganno chiamato Xylella

  1. Pietro ha detto:

    Ho appena letto e voglio condividere:
    ITALIA SALENTO Xylella, sequestrati gli ulivi da abbattere. 10 indagati tra cui il commissario del governo Silletti I reati ipotizzati a vario titolo sono di diffusione di una malattia delle piante; violazione dolosa delle disposizioni in materia ambientale; falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, falso ideologico, getto pericoloso di cose, distruzione o deturpamento di bellezze naturali. I reati sarebbero stati commessi nel leccese e zone limitrofe dal 2010 ad oggi Tweet Xylella, l’Ue decide l’eradicazione in raggio di 100 metri Xylella, l’Unione europea conferma un caso isolato in Liguria Xylella, Martina: 11 milioni a sostegno degli interventi Xylella, falso l’allarme in Liguria Il batterio Xylella divide Italia e Francia. Parigi blocca le importazioni di vegetali dalla Puglia Xylella, la Francia bandisce 102 specie vegetali. Gli agricoltori italiani non ci stanno Lecce 18 dicembre 2015 Terremoto in Puglia sul piano di contenimento della diffusione della Xylella fastidiosa sugli ulivi. Il procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta, ha emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza per tutti gli ulivi salentini interessati dal piano per l’emergenza e quindi da abbattere. Dieci le persone indagate, tra cui il commissario straordinario del governo Giuseppe Silletti. I reati ipotizzati, a vario titolo, vanno dalla diffusione di malattia delle piante alla violazione dolosa delle disposizioni in materia ambientale, al falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, falso ideologico, getto pericoloso di cose, distruzione o deturpamento di bellezze naturali. I reati sarebbero stati commessi nel leccese e zone limitrofe dal 2010 ad oggi. La Procura di Lecce mette quindi in seria discussione le certezze sull’efficacia del piano Silletti annunciate dall’Unione europea e dal Ministero delle Politiche agricole: secondo la Procura non c’è prova che la Xylella sia stata importata dal Costarica. Sembra, invece, un fenomeno presente da anni nel Salento. Non ci sarebbe nemmeno prova dell’efficacia delle eradicazioni, anzi l’essiccamento non ha fatto altro che aumentare. Per la Procura ci sarebbe invece un concreto pericolo per l’incolumità della salute con l’uso importante di pesticidi, alcuni vietati e autorizzati in via straordinaria. L’attenzione è tutta sui campi di sperimentazione della lebbra dell’ulivo: gli stessi dove si è poi diffusa la Xylella. Tra questi ci sono Gallipoli, Alezio e Taviano, Lecce nel parco Rauccio, il Nord Salento fra Sud e Trepuzzi ed il Sud di Brindisi. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Xylella-sequestrati-gli-ulivi-da-abbattere-10-indagati-tra-cui-il-commissario-del-governo-Silletti-1df144d8-f7a6-401d-a3d9-1997942859f1.html

  2. smemorato ha detto:

    Che cose sporche…

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