la festa dei lavoratori non è un’opzione


liberiamo le feste e riempiamo i carrelli di valori invece che di merci, chiudiamo i negozi e riapriamo le famiglie

Lo smemorato di Collegno

To-1mag2015

Perchè i lavoratori del commercio sono costretti a non partecipare alla Festa dei Lavoratori, il primo maggio?

L’appello che faccio è chiaro: liberiamo le feste e riempiamo i carrelli di valori invece che di merci, chiudiamo i negozi e riapriamo le famiglie. Già molti sindaci, dopo che il 25  aprile molti centri commerciali e negozi sono rimasti aperti, hanno voluto far sentire la propria voce chiedendo rispetto almeno per la festa del lavoro. Un appello questo che è già stato raccolto ed evidenziato dalle organizzazioni sindacali e sociali, che si aspettano un segnale forte dalle amministrazioni locali che hanno il potere di autorizzare le aperture festive. Occorre promuovere un modello di consumo diverso da quello fondato sulle aperture selvagge e sulle domeniche passate nei centri commerciali, svuotando i centri storici fino a produrne il degrado e sfruttando il lavoro attraverso l’uso dei contratti più disparati ed eternamente precari.

Occorre…

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5 risposte a la festa dei lavoratori non è un’opzione

  1. Pietro ha detto:

    La rivista La Rivendicazione, pubblicata a Forlì, cominciava così l’articolo Pel primo Maggio, uscito il 26 aprile 1890: “Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento”.
    Viva sempre il 1° Maggio!!!

    • smemorato ha detto:

      Viva!!! Ti scrivo dal corteo di Torino.

      • smemorato ha detto:

        Dopo il corteo, abbastanza scarso in verità, concluso da un inconcludente discorsetto finale così deludente da non meritare menzione, sono andato a rifocillarmi, come è costume della nostra sinistrata sinistra, un’ottima grigliata. Per la verità un pranzo vero e proprio. La cosa essenziale è la location. Si tratta della Caserma Lamarmora di via Asti a Torino che tanti bersaglieri ha sfornato per la patria. Purtroppo quel gioiello, ora dismesso dal Repubblicano Esercito, è stata, durante l’ultima fase della Repubblica di Salò, luogo di detenzione, tortura e fucilazione di partigiani e patrioti. Ora pare essere, la caserma, proprieta’ di istituti bancari, ma da pochissimi giorni oggetto di occupazione da parte di militanti e sostenitori della residua e sparsa sinistra. Forse mangiando di gusto ho contribuito a che quel fabbricato diventi un centro di aggregazione di quartiere.

  2. Pietro ha detto:

    Capisco la tua delusione, spero che almeno l’arrosto ti sia stato gradevole (sicuro che non era marcato Farinetti?)!
    Oggi qualunque discorso meno che deludente per ciascuno di noi, dovrebbe essere un calcio nei coglioni dei potenti: neanche il Papa glielo tira sto calcio nei coglioni e si accontenta di benedire il pranzo del ricco epulone. Ai poveri non andranno nemmeno le briciole…
    Viva il Primo Maggio di noi lavoratori liberi!

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