Tra negazionismo e realtà


Tra marzo e agosto ho avuto il dispiacere di provare di persona cosa significhi avere la Covid19. e in forma grave come ho detto più volte.

A chi afferma: “Si tratta solo di un’influenza solo un po’ più forte di quella comune” faccio notare che sarebbe come se qualcuno gli desse una sberla, anticipando ogni sua reazione dicendogli che: “Si è trattato solo di una carezza solo un po’ più forte di quella comune”. Due anni fa ho avuto la “classica” influenza e vi garantisco che si tratta di due malesseri nettamente distinti.

La SARS-CoV-2 rappresenta “un nuovo ceppo di coronavirus, mai identificato prima nell’uomo”. Questo significa che, pur appartenendo al ceppo che causa l’influenza, la SARS-CoV-2 è qualcosa che abbiamo cominciato a conoscere, scienziati compresi, da pochissimo tempo. Qualcosa che, almeno in parte, appartiene ancora a un mondo ignoto.

Coloro che fanno il conteggio dei morti per Covid19, paragonandolo al numero di persone morte per altre cause, non hanno capito il dato fondamentale, che rende questa pandemia qualcosa di gravissimo. La SARS-CoV-2 si diffonde in modo massivo, veloce e incontrollabile, a meno che non si prendano misure di sicurezza che ormai tutti conosciamo ma che molti imbecilli non hanno rispettato né rispettano.

Questa caratteristica del SARS-CoV-2 ha creato e creerà ancora disastri enormi nel mondo del lavoro e nell’economia di ogni nazione colpita dal virus.

Chi, garrulo e strafottente, si lancia in tonte affermazioni contro le regole anti-Covid19, esibisce in realtà una potenziale volontà di morte: delle persone, del Paese e di quelle che dovrebbero essere le basi del vivere civile.

E, per quanto dimostri stupidità e ignoranza, va preso molto sul serio e considerato un pericolo grave.

Anche nella mia adorata terra d’origine il Covid19 colpisce duramente. Ottanta persone ricoverate nell’ospedale Perrino di Brindisi. Resta stabile il numero dei ricoverati nel nosocomio brindisino,  vi sono 19 persone ricoverate nel reparto di Malattie Infettive su una disponibilità di 20 posti letto, 23 persone nel reparto di Pneumologia a fronte di una disponibilità di 28 posti letto, 26 persone nel reparto di Medicina Interna a fronte di una disponibilità di 30 posti letto e 12 persone del reparto di Terapia Intensiva per una disponibilità di 16 posti letto nel modulo esterno che all’occorrenza possono diventare 26. Come si può notare tutte cifre al limite della capienza. Per completare i dati ad oggi, nell’ospedale di Ostuni sono ricoverati 19 pazienti in Medicina Interna Nel reparto post Covid19 di Mesagne vi sono 15 pazienti mentre in quello di Ceglie Messapica 7.[1]


[1] http://www.brindisioggi.it/sono-80-i-ricoverati-per-covid-al-perrino-un-uomo-di-57-anni-e-arrivato-in-eliambulanza/

Informazioni su smemorato

senza nulla a pretendere
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