tutti in Barca?


B.P.
Un partito moderno “di sinistra” (basta, dice Barca, con l’ipocrisia del termine “centro-sinistra”! Concordo), deve evitare concezioni “minimaliste”, d’ispirazione liberista, ma anche superare le soluzioni “socialdemocratiche”, perché tutte e due legate all’idea che un gruppo ristretto possa ”disporre della conoscenza per prendere le decisioni necessarie al pubblico interesse”.

Il metodo da adottare è quello dello “sperimentalismo democratico”, fondato su una “mobilitazione cognitiva” allargata. A questo scopo occorre un “partito palestra”, “saldamente radicato nel territorio, animato dalla partecipazione e dal volontariato di chi ha altrove il proprio lavoro ”. Il che significa superamento del “partito scuola di vita”, del “partito occupazione dello stato”, ma anche esclusione di un “partito liquido” (probabile allusione a Renzi) o di un semplice pensatoio. Il partito deve essere una “interfaccia tra società e governo della cosa pubblica…, rigorosamente separato dallo stato”, anzi “sfidante dello stato”.

Barca rileva che la necessità di rinnovamento e di articolazione sia dei partiti che delle istituzioni è determinata anche dall’innalzamento del livello culturale generale della popolazione e dalla conseguente difficoltà di soddisfare con interventi uniformi la grande varietà di progetti esistenziali di persone e gruppi diversi (in questo, Barca si ispira molto all’idea di libertà del premio Nobel Amartya Sen).

(fonte)

***

L’8 maggio a Roma convocheremo la prima assemblea di popolo per lanciare questo nuovo percorso, questo cantiere per una sinistra di governo, larga e popolare. Non abbiamo nessuna intenzione di tornare indietro, di resuscitare la Sinistra Arcobaleno o di relegarci in un minoritarismo testimoniale. Da ora siamo impegnati a ricostruire, ricostruire ricostruire.

Barca? Tutti coloro che dopo lo schianto del Pd sono interessati, sono benvenuti. Sel intende andare avanti per l’adesione al gruppo del Partito socialista europeo all’Europarlamento.

Nichi Vendola

La sconfitta di “Italia Bene Comune” determinata dal Movimento 5 Stelle e dalla forza di autoconservazione dell’ “Ancien Régime” pone il problema di una ricompattazione a sinistra per un’opposizione alle dinamiche conservatrici di cui purtroppo occorre riconoscere la potenza. E’ l’occasione per recuperare i movimenti arancioni che sono stati compressi dalla strozzatura dei tempi stretti al tempo dell’ultima campagna elettorale.

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senza nulla a pretendere
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10 risposte a tutti in Barca?

  1. A.P. ha detto:

    Dal mio punto di vista, la ricollocazione di Vendola può essere utile alla politica italiana. Egli potrà canalizzare la protesta in proposta dando uno sbocco serio agli elettori dell’M5S attraverso le necessarie alleanze in Parlamento, dopo le prossime elezioni.

    Per altri versi le colpe dell’attuale situazione non possono essere attribuite soltanto al PD o a una parte di esso (Dalema), alla luce del gravissimo comportamento in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica. Le responsabilità sono soprattutto di Grillo che avrebbe dovuto aderire ai ripetuti ed estenuanti inviti di Bersani per un governo del cambiamento. In esso avrebbe avuto un peso determinante e di conseguenza avrebbe impedito qualunque prossimo accordo con il PdL.

    Per quanto riguarda Barca, mi pare si sia iscritto di recente al Pd, entro il quale per coerenza intende operare. Non credo realistico un suo passaggio a Sel, a cui avrebbe dovuto altrimenti aderire. Cosa farebbe?. Intanto è passato da ministro del governo Monti a contestatore dell’attuale dirigenza del Pd. Poi passerebbe dal Pd a Sel?
    Ad alcuni potrà sembrare strano, ma Renzi e Barca potranno insieme rappresentare il nuovo Pd. L’importante è la loro capacità di sintesi.

  2. smemorato ha detto:

    Quello che so per certo è che occorre riprendersi rapidamente dallo stordimento per riprendere in mano le redini di una sinistra priva di fronzoli e sovrastrutture, prima che sfumi definitivamente distrutta dai populismi che fintamente si oppongono fra loro. Il combinato disposto di vecchio e nuovo populismo stà portanto l’Italia alla rovina.

    • pietro ha detto:

      Quando dicemmo che Paparazzo ha dato un esempio “eccezionale” con le proprie dimissioni eravamo sinceri e consapevoli della grandezza e saggezza di tale decisione.
      Tanto grande e saggia è stata quella scelta da dover restare unica nella sua eccezionalità: infatti vedi la regola della politica italiana che tiene i cadaveri sugli scranni fino alla latente decomposizione.
      Qui, caro amico, non si tratta di guerra tra populismi, ma di alleanze tra egoismi e furfanterie varie.
      Rimane fuori il popolo che suda per sfamare tutti i parassiti col proprio sangue.
      Io non posso fare altro che osservare cercando di evitare le pietre che volano e organizzando una modesta sussistenza per i più deboli.

      • smemorato ha detto:

        Sono sinceramente in difficoltà, come posso confutarti? Aspetto gli avvenimenti per riorientarmi. Il fondo è stato raggiunto, risaliremo?

  3. pietro ha detto:

    Perché fare la fatica di risalire dopo tutti gli sforzi che ci è costato arrivare fin qui?
    Siamo ad una data fatidica: domani destra e sinistra potranno finalmente cancellare il muro che li divide dal 1945, niente più liberazione, niente più fascisti e antifascisti, tutti fratelli, sottobraccio bersani e caimani, mussoline e finocchiare.
    Paradossalmente l’unico escluso dalla nuova festa sarà il comico.

    • smemorato ha detto:

      Da quell’abbraccio ci siamo divincolati dopo un’ennesima delusione e un attimo prima del fondo. Il comico si esclude da tutti, se non fa attenzione sarà lui l’escluso da tutti.

      • pietro ha detto:

        In questa barca io non ci salgo!
        “«Zio e Nipote Letta si sono alternati come sottosegretari alla presidenza del Consiglio negli ultimi vent’anni. Cambiava il presidente, ma la famiglia Letta era sempre presente. A garanzia di chi? È una coincidenza singolare questa successione monarchica. Una famiglia di predestinati», si legge ancora. «L’esultanza dei giornali e delle televisioni per l’ammucchiata di regime è propria dei servi che hanno conservato il posto di lavoro. I partiti hanno evitato una Caporetto e si sono rinchiusi in un bunker, tutti assieme appassionatamente, ormai è amore – prosegue – Coloro che si insultavano in campagna elettorale ‘Comunisti!’, ‘Mai con Berlusconi!’ si sono infilati insieme sotto le coperte pur di non dover rendere conto alla Nazione del loro fallimento. Il governo minestrone avrà i peggiori odori e sapori della Seconda Repubblica e qualche resto avariato della Prima, come Amato, il tesoriere di Craxi. Pietanze che solo le televisioni riescono a far digerire».
        Anche se scritto da Grillo si può condividere.
        Peccato che ormai la maggioranza degli italiani hanno messo Grillo al posto del caimano.
        Bel colpo dei democristiani annidati nella “sinistra”!

  4. smemorato ha detto:

    Ah, no quella non è una barca che può interessarmi, piuttosto imparo a nuotare!

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