La fica di San Michele


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Fra pochi giorni, Sabato 30 e Domenica 31 agosto, a San Michele Salentino si festeggerà la fica mandorlata, prodotto tipico del territorio della “Messapia”; con l’occasione ripubblico qui la dedica di Edmondo Bellanova.

Una mirabile “autopresentazione” di questo prodotto veramente speciale della terra rossa brindisina. In particolare, del territorio tra San Vito dei Normanni e Ceglie Messapica storicamente uno dei luoghi di maggiore produzione di mandorle e fichi della Puglia; queste campagne vantavano decine di cultivar di mandorle e di fichi, e con questi frutti, si preparava un dolce tradizionale: il fico mandorlato.
La tradizione dell’essiccazione dei fichi è tipica di tutto il sud Italia ed era praticata soprattutto dalle famiglie contadine. Ma l’idea di arricchire i fichi essiccati, aggiungendo la mandorla, nasce in questo territorio. San Michele Salentino è una località che fino a non molto tempo faceva parte dei comuni di San Vito dei Normanni e Ceglie Messapica. Qui le famiglie contadine iniziarono ad utilizzare entrambi i frutti per rendere un dolce molto semplice e povero, più complesso e ricco.
(click)

“Caro Midiesis
Sarò preziosa e cara ma merito tutto il prezzo che costo!
Non è stata sempre facile la mia Vita. Da giovane avevo buone speranze di diventare importante e intelligenti operatori, mi tolsero dalla massa e rivestita in belle confezioni, mi hanno fatto raggiungere altri posti e mercati.
Anni fa ero veramente preziosa e chi mi coltivava riusciva a vivere bene ed addirittura a costruire casa.
Poi c’è stata crisi e si è dovuto scegliere tra la fame in campagna e il benessere nell’emigrazione.
E sono andati tutti via; sono rimasta sola a seccare sui rami e per terra, non raccolta, tra l’erba del terreno incolto. Non valevo più niente e nessuno più mi ricercava.
Poi l’intuito del sindaco Alessandro Torroni mi ha riscoperto e fatta rinascere. Mostre, fiere, fotografie, sponsorizzazioni, fortunati doppi sensi, gemellaggi mi hanno dato notorietà anche tra le stesse nuove generazioni del nostro paese.
Ora costo relativamente tanto, ma sempre meno di fettine, triglie e pasticcini; ma vuoi mettere la mia naturale bontà! Costo, ma era ora di dare il giusto riconoscimento a quanti ancora credono in me, nel lavoro nei campi, nella tutela della biodiversità del nostro territorio e nella ricerca del biologico di fatto e non solo di etichetta, quindi, se, una volta tanto, a guadagnarci sono i contadini…può starci! Certo che se, con piccoli sacrifici dei commercianti, fosse possibile contenere il mio costo, almeno nelle sagre, tutto andrebbe meglio.
Allora, caro midiesis, mangiami tranquillamente, valgo quello che costo!

tua fica mandorlata di san michele salentino
Sanmichelesalentino 01settembre2012 edmondobellanova”

P.S.: se non si fosse capito, io tifo per la fica e non per il fico!

PROGRAMMA

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senza nulla a pretendere
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