Un posto, un cegliese nel mondo!

Lo smemorato di Collegno

Un vento furioso e improvviso scuote i campi reduci di raccolto, le piante dalle foglie ancora tenaci che sembrano pesciolini impazziti, le sterpaglie ormai ingiallite e secche. Tutto è iniziato verso le 6 di mattina, quando i vetri della finestra hanno iniziato a vibrare. Ora sono le 10 e non ha ancora smesso. Sono venuto a dare un’occhiata al Parco Agronaturale della Dora Riparia, un fazzoletto di terra strappato alla cementificazione e pizzicato tra strada Pianezza e viale Certosa, a Collegno. Ho imboccato la strada bianca all’altezza della rotonda di fronte alla caffetteria Ponte Dora: un cartello indica la presenza del canile «Il Cascinotto » e un telone in pvc sistemato alla meno peggio su una rete segnala una delle entrate al parco. La stradina interpreta magistralmente il ruolo di «luogo poco raccomandabile»: nessuno in giro, scavatrici lontane, recinzioni posticce. Eppure superato il ponticello sulla bealera si apre un mondo…

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senza nulla a pretendere
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5 risposte a

  1. cnm ha detto:

    Amo i Mau Mau
    “Mi i son mi la s-sgnora ëd le camelie
    la pì veja la pì balorda
    I son l’avija operosa, son la mare
    Bagassa religiosa
    i l’hai la plissa d’astrakan
    son la regin-a dël clan, la regin-a”

    Scopro ora Luca Morino scrittore, bravo!

  2. Pietro Santo ha detto:

    Vieni a ballare in Puglia…
    Sembra Caparezza

    • smemorato ha detto:

      La spiegazione la trovi sul sito dei Mau Mau, la riporto qui per brevità:
      “Negli anni ’50 in Kenya il movimento Mau-Mau contribui’ alla sconfitta degli inglesi che occupavano il paese.
      In seguito a quei fatti a Torino chiamarono mau mau i meridionali o qualsiasi scuro di pelle che arrivava in cerca di lavoro.
      Nel ’91 abbiamo iniziato noi, tamburo, fisarmonica e chitarra.
      Abbiamo cantato il sud a nord e il nord a sud, abbiamo suonato con musicisti di ogni latitudine.
      Abbiamo battuto strade polverose e viali alberati.
      Abbiamo dormito per terra e nei grandi alberghi.
      Abbiamo pensato che questo paese, l’Italia, non si merita gli italiani, ma poi ci siamo accorti che quegli italiani siamo tutti noi. “

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