“L’unione fa la forza? E la volontà e la passione fanno il resto?”


Proprio tra pochi minuti (dalle ore 15:00 di oggi sabato 9 novembre 2013) si può recuperare ed allora in bocca all’Ulmo… che vinca il migliore (spero l’homo civile ed intelligente)!

ULMO

zamobloggo

•          La premessa

Credo che tutti conosciamo o avremo letto almeno una volta quel proverbio indiano “Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.” Ecco, appunto teniamolo a mente.

•          L’episodio

Accade che un sabato di novembre un gruppo di ragazzi organizzi qualcosa del tipo “andiamo là e facciamo questa cosa”.

Tranquilli, “questa cosa” non è nulla di illecito o di illegale, anzi è da apprezzare e merita la stima da parte di tutti. Anzi la partecipazione di tutti. Ed infatti tali ragazzi nel loro intento cercano di coinvolgere altri coetanei, conoscenti, compaesani. Ma pochi partecipano. Come si può vedere sono pochissimi e c’è tanto da fare. Fare non solo materialmente.

•          Il ricordo

A distanza di spazio e di tempo, la memoria mi ricorda e mi sollecita una successiva riflessione. Credo che…

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senza nulla a pretendere
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6 risposte a “L’unione fa la forza? E la volontà e la passione fanno il resto?”

  1. pietro ha detto:

    Ho letto e riletto le altre 584 parole, ci ho meditato a lungo sopra e l’unica conclusione possibile è…
    ha ragione Papa Francesco quando parla di “pane sporco”.

      • pietro ha detto:

        Proprio quello, caro amico. Francesco mi copia…ormai!
        Non immaginare però un filo diretto tra il mio sfogo e la locandina di cui sopra, no.
        Però torna indietro nel tempo, quando tuo padre e tanti altri, anch’io, sono fuggiti stanchi di aspettare il proprio turno o consapevoli che non sarebbe mai arrivato, a Ceglie. Pensa a quanti sono rimasti e sono rimasti esclusi dalla “festa”. Pensa, sicuramente troverai un nesso col “pane sporco” di ipocriti e farisei di varie “chiese”. E come a Ceglie così nel nostro più grande Paese.

  2. pietro ha detto:

    …aggiungo…
    Penso che Francesco deve essere passato dalle nostre parti, in gioventù o in altre vite. I “cunti” e i “detti popolari”, quanta saggezza e quanta verità. Quel “pane sporco” mi gira e mi rigira nei tortuosi meandri infiniti della testa.
    Ricordo di aver sentito da piccolo un’espressione che adesso so rabbiosa metafora della cattiveria dei ricchi: “voglio il cibo del Re”. C’era ‘na volta un Principino ammalato di inappetenza. Ogni giorno gli proponevano i cibi più elaborati, più esotici, più saporiti o più strani. Niente da fare, rifiutava tutto facendo disperare mamma Regina e papà Re. Un giorno l’Augusto papà s’inginocchiò vicino al regale lettino e piangendo chiese al figlio di dirgli come potevano farlo uscire da quello stato d’inedia. “Vogghj a mmerda masticat’!”
    Io non sono un grande “cuntator” e vado subito alla fine: il Re trovava facilmente un poveraccio tra i sudditi a cui far masticare uno stronzo per la gioia dell’eccelso principe, che si saziava soltanto vedendo il poveraccio costretto alla crudele bisogna mentre gli augusti si sbellicavano dalle risate.

    • smemorato ha detto:

      Quanta ne stiamo masticando…! Sempre per conto terzi. Terzi, la cui ipocrisia è ben più puzzolente del risultato della digestione; come sempre l’accordo è completo. Sei un ottimo “cuntator”.

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